10 Dicembre 2019

Attorno alla nascita del Women’s day c’è molta confusione e spesso fatti realmente accaduti si sono mescolati a miti e leggende di vario tipo. La storia che va per la maggiore è quella della famosa fabbrica di camicie, “la Cottons”, che sarebbe andata in fiamme nel 1908, causando la morte di centinaia di donne operaie. Questa nel corso degli anni è una delle tante storie che si è tramandata, il presunto giorno della celebrazione della donna è rimasto fisso nel tempo ma sembra non abbia dato i risultati sperati. Purtroppo negli anni in molti paesi del globo le donne non vengono per nulla tutelate, spesso sono vittima di abusi fisici e mentali fin dalla più tenera età. Ancora oggi molte di loro si svegliano al mattino e devono cercare di sopravvivere ai propri aguzzini. So che sono parole dure da digerire ma bisogna scontrarsi con la triste realtà. Oggi c’è chi combatte affinché tutto questo cambi con coraggio e tenacia e vorrei parlarvi appunto proprio di una di queste valorose “amazzoni del nuovo millennio”, che non brandisce una spada ma bensì un pennello. Andremo a conoscere insieme un artista che ha trovato nella sua più grande passione, la pittura, l’arma per denunciare queste terribili azioni. Lei si chiama Afef Smaali, una ragazza di Tunisi che ama tanto i colori, attraverso i quali ci vuole mostrare tutte le sfumature più belle dell’universo femminile.

Afef Smaali
Afef Smaali

D: Parlarci un po’ di te Afef e di come l’arte è entrata nella tua vita.

R: Parlare di me è un po’ difficile, il mio nome dovrebbe significare “chiarezza”/limpidezza” invece sono un po’ diversa. Ho cominciato con l’Arte all’età di 4/5 anni. Amavo colorare gli spazi un po nudi e tristi. Ho ereditato questa passione da papà e nonno. Diciamo che papa’ mi ha fatto vivere sempre in un mondo colorato ed entrambi mi hanno sempre regalato strumenti artistici. Per sviluppare la mia creatività figurati che mi lasciavano disegnare anche su i muri. Poi da grande papà è diventato il mio critico di fiducia. Mi consiglia e giudica con attenzione i miei lavori. Per me l’arte è un mezzo di comunicazione molto efficace ed equivale a mille parole.

D: A che età hai dipinto il tuo primo quadro?

R: Se non ricordo male a 5 anni un bel vaso storto alla Picasso! Purtroppo non ho foto da mostrarti perché sono ben custodite dai miei nonni.

D: Da cosa trai l’ispirazione per compiere le tue opere?

R: Da me stessa,mi lascio influenzare dalle mie sensazioni ed emozioni e sopratutto dalla stupende ed eleganti figure femminili. La donna è una creatura fragile ma dotata di un’immensa tenacia. Sembra una contraddizione ma non lo è. Nella mia vita ho vissuto sia in oriente che in occidente e ho visto i diversi usi e costumi delle donne. Ho cercato di incanalare tutta quest’esperienza nella mia anima,per crescere e diventare ancora più consapevole della mia forza.

Alcuni dipinti di Afef

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D: Che cosa dipingi di solito?

R: Figure,volti, espressioni e non solo. In realtà mi piace dar vita con i colori a volti tristi. Ho pure realizzato un libro mettendo in contrasto realtà’ con fantasia. Vorrei aggiungere che dipingere per me è l’unico modo che mi fa isolare dal mondo e dai “cauchemars” (incubi) della vita.

D: Quali sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato i tuoi lavori?

R: Frida Kahlo e Sherin Neshat maggiormente. Sono le mie due muse principali. Invece come periodo amo follemente l’impressionismo e surrealismo. Women of Allah (serie fotografica) e uomini senza donne della Neshat sono opere con messaggi molto d’impatto e molto chiare. Di Frida ”le due Fride”, opera molto toccante,che ti lascia il segno. Una delle mie preferite. Poi il suo rapporto con la malattia , con l’aborto e con Diego, che è riuscita a trasformare tutto in pennellate di colori, in cui puoi percepire tutta la sua sofferenza e qualcosa di straordinario,che impressiona ogni artista del pianeta a mio parere. Dimenticavo pure ”Amore in braccio all’Universo”, ”me stessa” e ”Diego”,opere di una struggente bellezza. Inoltre ti voglio citare pure un ‘altra opera cinematografica a me molto cara: ”Persepolis” un film dell’artista Iraniana Marjane Satrapi.

D: Artisticamente cosa ti trasmette la Tunisia?

R: Origini, tradizioni, decorazioni berbere. Mi trasmette i colori gioiosi che mi danno la giusta carica per dipingere e mi scaldano tanto il cuore.

D: E la Sicilia,dato che ti sei diplomata all’accademia delle belle arti di Catania cosa ti ha trasmesso, sempre artisticamente parlando?

R: Coraggio, valori forti e libertà d’espressione. Sono due terre che tengo nel cuore e che mi danno ogni giorno ispirazioni per la loro ineguagliabile bellezza. Credo di essere fortunata ad aver assaporato ogni cosa di esse. Certi ricordi sono e saranno indelebili nella tua mente.

D: Per te qual è il rapporto tra arte e società oggi?

R: Ritengo che questa non è una società che tutela l’arte, sarei voluta vivere in un altra epoca molto volentieri. Oggi è tutto cosi meccanico e superficiale, non c’è più nulla di bello e puro. Sembra quasi tutto di passaggio,niente resta impresso e difficilmente la gente percepisce le grandi opere d’arte attraverso la propria anima. Credo che questo sia dovuto a un impoverimento culturale delle persone, ormai sono tutti influenzati l’uno dall’altro, poi anche i governi stessi, che dovrebbero essere i primi a dar maggior spazio all’arte e al proprio cittadino, non hanno più cura del loro patrimonio artistico. Vorrei lanciare un appello e dire che l’Italia è una delle terre più ricche che esistono al mondo quindi accudiamola e prendiamoci cura di tale ricchezza e lo stesso vale per la Tunisia.

D: Parlami del progetto che stai realizzando contro la violenza e le discriminazioni sulle donne

R: Il progetto si chiama: Euridice! È nato dalla mia tesi di laurea durante gli studi in Accademia a Catania. Sono stata ispirata dai vari casi di violenza che si vengono a verificare ogni giorno..violenze che deturpano i meravigliosi corpi femminili. Il corpo femminile é cosi bello ed elegante in tutte le sue forme che dovrebbe essere solo accarezzato e non di credo violentato. Allora ho deciso di dipingere realmente sui corpi delle donne, per poter sensibilizzare ancora di più quest’enorme piaga sociale. Ho messo un annuncio per cercare delle modelle e per fortuna un gruppo di ragazze si è offerto volontario, le ringrazio molto. Ho dipinto con l’henné i loro corpi in modo che i lividi vengano coperti da decorazioni, ovviamente in senso metaforico. Volevo sensibilizzare il pubblico e far percepire agli altri che l’arte può sconfiggere la violenza. Magari al posto delle botte possono fiorire delle rose dipinte su questi corpi meravigliosi perché la violenza non ci aiuterà mai a progredire. Ringrazio molto anche la mia Lorena per essere stata la mia modella per le prime prove e Salvo Barrano per avermi aiutata con le foto.

Immagini del progetto Euridice

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D: Che consigli ti senti di dare ai giovani artisti?

R: I giovani di oggi sono i grandi del domani quindi realizzate i vostri progetti con fiducia e passione. Date spazio alla fantasia in primis e quando entrate in un tunnel buio cercate di creare degli spazi luminosi con la vostra furbizia e immensa creatività, sta assopita dentro di voi, basta solo liberarla credendo in voi stessi. Non vi fate fermare da nessun ostacolo e non scendete mai a patti con chi fa del male al prossimo. Lottate, osate e non arrendetevi mai!

 

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Salvatore Amoroso
Salvatore Amoroso

Studente di Lingue e letterature straniere presso l'Università di Pisa, classe '89, nato a Vittoria (RG). Amante delle cultura Iberica. Sin da bambino s'innamora del cinema e della musica, divoratore seriale di pellicole, libri, album e serie TV. Ama sopratutto scrivere, correre e viaggiare. Crede fortemente nel genere umano e nella sua vena artistica.

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