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Intervista a Valentina Franchi

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"Generazioni" di Valentina Franchi

“Generazioni” di Valentina Franchi

Abbiamo deciso di intervistare i vincitori del contest “Flash Natalizi“, la prima classificata è Valentina Franchi.

Valentina Franchi è una ragazza 21enne livornese al terzo anno di ingegneria aerospaziale. Ha molte passioni tra le quali lo snowboard, la musica e ovviamente la fotografia, ecco a voi la nostra intervista:

 Come e quando è nata la tua passione per la fotografia?

Fin da bambina adoravo passare i pomeriggi a sfogliare gli album di foto sparsi per la casa o a svuotare le scatole piene di foto in bianco e nero negli scaffali dei miei nonni. Crescendo ho conosciuto dei fotografi di professione, persone innamorate del loro lavoro che svolgevano e svolgono tutt’ora con passione. Ho iniziato a pensare che la magia che trasmettevano quelle immagini senza tempo, dense di ricordi, vita ed emozioni l’avrei potuta provare a imprimere anche io e così, qualche anno fa, ho iniziato a fotografare, senza nessuna pretesa, cercando di divertirmi e di far trasparire in uno scatto quei particolari che mi colpivano e trasmettevano qualcosa.

Hai utilizzato degli effetti particolari nella foto vincitrice? se sì, quali?

“Non sono una grande fan del fotoritocco, probabilmente perché sono totalmente incapace di usare questi programmi senza stravolgere le foto! Per cui mi limito a correggere leggermente i bilanciamenti del colore, cercando di non allontanarmi dall’originale anche se questo, a volte, vuol dire lasciare delle imperfezioni. La foto vincitrice non ha fatto certo eccezione.

Hai partecipato ad altri concorsi precedentemente a questo? ti aspettavi di vincere?

Penso che difficilmente ci si aspetti di vincere un concorso, soprattutto se in ambito artistico; certamente ci si spera, ma la fotografia come l’arte in generale è talmente soggettiva che, specialmente a livello amatoriale, una foto in cui tu pensi di aver raccontato qualcosa, può non dire niente a chi la guarda. Sono comunque molto contenta anche perché è il primo contest a cui ho partecipato e ad averlo vinto, anche grazie al sostegno di tanti amici; è una bella soddisfazione.

Hai frequentato corsi di fotografia?

Appena i miei genitori mi regalarono la prima reflex decisi di frequentare un corso presso un Circolo di fotografia per cercare di sfruttare un po’ meglio le potenzialità della macchina, anche se, ad essere sincera, non fu particolarmente utile poiché, al di là delle nozioni di base per capire con cosa stessi scattando, tutte le tecniche, indicazioni sui tipi di inquadratura mi sembravano un modo per cercare di inserire in schemi e omologare ciò che avrebbe dovuto essere completamente libero e personale.  Per questo ho continuato da sola guardando foto di artisti o amatori e sperimentando. Ci vuole sicuramente molto tempo e pazienza, ma lo vedo come l’unico modo per arrivare a uno stile completamente personale.

C’è un motivo particolare per cui hai scelto proprio quel soggetto?

“Nella foto ho voluto racchiudere quel che mi viene in mente pensando al Natale: colori caldi, luci policrome e qualcosa di me. Il soldatino in primo piano, a cui tra l’altro manca una bacchetta del tamburo vista l’età, è una delle decorazioni che apparteneva all’albero di Natale dei miei nonni e che mi ha sempre colpito. Non so per quale motivo, forse mi aspettavo che da un momento all’altro iniziasse a suonare. È un ricordo e un affetto a cui premurosamente conservo ogni anno un posto privilegiato sul mio albero. Quest’anno ha avuto un posto favorito anche sulla mia macchina fotografica, sul web e nel bar dell’esposizione.

Generalmente cosa preferisci fotografare?

Per ora preferisco i ritratti “rubati”. Sono convinta che negli sguardi e nei volti delle persone ci siano storie che aspettano di essere raccontate ed è per questo preferisco fotografare chi non si sta accorgendo di essere il mio soggetto; è un tipo di fotografia abbastanza difficile, almeno per me, quindi ho ancora parecchio da scattare. Comunque sia, essendo sempre in fase sperimentale, cerco di non limitarmi e per questo anche dettagli e paesaggi spesso finiscono tra le mie foto.

Come mai ami la fotografia? Ti piacerebbe diventasse la tua professione?

Fotografare per me vuol dire raccontare ed esprimermi, impedire al tempo di trasformare una sensazione così vera e forte nell’istante dello scatto. Mi piacerebbe un giorno riuscire a raccontare davvero queste storie, essere in grado di trasmettere con un’immagine un’emozione che, chi sta guardando la foto, non ha vissuto in prima persona, ma che ora potrebbe vivere in maniera completamente personale. Non vorrei diventasse la mia professione perché per indole, quando una cosa non la sento più come un piacere, inevitabilmente la abbandono. Inoltre penso che la fotografia come la scrittura e la creatività in generale, sia piena espressione di libertà per cui non credo che riuscirei a fare della fotografia una professione mantenendo l’obiettivo di raccontare quel che vedo senza filtri.

Angelica Lo Porto