Aspettando la prima della Scala: Madama Butterfly

Marta Sbranti - 29 Novembre 2016

I “Lacci” di Pugliese al Teatro Guglielmi di Massa

Marta Sbranti - 29 Novembre 2016

MARCLO, tra battle, poppin’ e lockin’

Marta Sbranti - 29 Novembre 2016
Share

In occasione del Pay The Cost To Be The Boss a Parigi, l’evento internazionale di Locking che si è svolto dal 10 al 12 novembre 2016, abbiamo intervistato il danzatore pisano Marco Semilia, in arte Marclo, che ha partecipato al contest rappresentando l’Italia sia con la crew Slap For Funk, sia come solista.

Parlaci un pó di te, com”è nata questa passione e come si è sviluppata fino ad oggi il tuo percorso nella danza?

Affascinato dai programmi televisivi e dai talent show a quattordici anni iniziai un corso di danza moderna, ma la mia passione erano i danzatori nei videoclip di Justin Timberlake, Uscher, Missy Elliot e soprattutto Michael Jackson. Inizialmente copiavo i loro passi davanti alla televisione, senza sapere cosa stessi facendo, il nome dei movimenti o lo stile. Negli anni mi sono appassionato sempre più all’Hip Hop, frequentando corsi, eventi, stage, workshop ecc. In particolare durante un evento di hip hop a Riccione mi resi conto dell’esistenza di una storia, un vissuto, una cultura e tanti stili diversi presenti in questa disciplina. Un altro episodio significativo per la mia carriera è stato l’incontro con il danzatore, coreografo e amico Domenico Zumpano. Grazie a lui ho approfondito lo studio dei vari stili: dalla old school (una corrente che si è evoluta negli anni ’70 a cui appartengono la breakdance, il poppin’, una tecnica basata sulla contrazione e rilassamento dei muscoli che causano uno scatto nel corpo del danzatore e lockin’, caratterizzata da blocchi) fino alla new school, nata a metà degli anni ’80 come conseguenza di un cambiamento culturale, musicale e dei danzatori che puntano maggiormente sul flavour, l’atteggiamento e l’espressività dei movimenti. Qui è iniziata la mia irrefrenabile voglia di imparare e applicarmi al meglio. L’incontro con Cristiano Buzzi in arte Kris, coreografo e ballerino di fama internazionale, è stato molto importante perchè mi ha avvicinato al Lockin’, lo stile che meglio mi rappresenta. Di quest’ultimo in particolare amo la fisicità che serve per eseguire i vari movimenti (vengono abbinati scatti veloci delle braccia a movimenti molleggiati delle gambe), oltre alle emozioni che mi trasmettono le musiche Funk e Soul. Cerco sempre di mantenermi allenato anche negli altri stili come l’hype e house,(la prima caratterizzata da salti scatenati e movimenti veloci dei piedi, la seconda eseguita ugualmente con scatti veloci delle gambe, combina torsioni del busto fluide e lavori di floorwork), cercando stimoli in danze completamente diverse come latino americano, tip tap jazz e charleston, per arricchire il background artistico e stimolare la creatività. Col tempo sono arrivati anche i primi risultati e le prime vittorie sia nei contest freestyle individuali che quelli di gruppo. Inoltre ho preso parte al gruppo Fresh Crew diretto da Sponky Love, maturando varie esperienze televisive come Amici e Italia’s Got Talent, esperienze teatrali come quella con Contrasti Dance Company, con la quale mi sono esibito nel teatro di Disneyland Paris. Oggi sono un membro della crew Slap For Funk diretta da Kris.

Qual’è l’aspetto più bello da un lato e più faticoso dall’altro, della vita di un ballerino?

L’aspetto più bello della vita di un ballerino è sicuramente la condivisone, il confronto con gli altri e la voglia ogni volta di superarsi come artista. Ogni grande obiettivo presenta grandi difficoltà: la mancanza di tempo per gli allenamenti, le sconfitte, le delusioni, i duri allenamenti fanno parte degli aspetti più faticosi di un ballerino, ma superabili con determinazione, grinta e passione.

In tutti questi anni hai fatto molti contest. Quale titolo hai raggiunto con maggior sacrificio e a quale sei più affezionato?

Ogni volta che vedo i miei trofei penso alla crescita avuta negli anni e di come la danza abbia cambiato la mia vita. Sicuramente il contest a cui sono più affezionato è il primo che ho vinto, Back To The Style a Lucca. La gioia che ho provato nel momento in cui i giudici hanno decretato il vincitore è stata immensa. Quello più faticoso è stato al Funky Fresh a Modena, venivo da un periodo molto duro sia a livello personale che fisico, inoltre mi confrontavo per la prima volta con ballerini internazionali. Vincere questa battle è stata davvero dura. Quando faccio i contest e poi rivedo i video non sono mai soddisfatto della mia performance. Gara dopo gara cerco di analizzare i miei errori, allenarli in sala e arrivare pronto per la prossima gara. Pertanto se arrivo primo o se non passo le pre- selezioni cerco sempre di prendere coscienza degli errori per migliorarmi.

img_92371

Recentemente hai partecipato come membro di una crew all’evento internazionale Pay The Cost To Be The Boss di Parigi rappresentando l’Italia. Com’è nata l’idea di questo progetto? Vista la diversa provenienza dei membri della crew, come vi siete organizzati?

Tutto è nato dall’idea di Kris. Il suo intento era di formare un gruppo di lockers per creare uno show da presentare nei maggior eventi hip hop italiani ed esteri, rappresentando lo stile lockin’ 100% italiano. Il nostro primo debutto è stato proprio al Pay The Cost To Be The Boss a Parigi, organizzato dal ballerino P-Lock, che ci ha contattati per rappresentare l’Italia, come special guest. Per noi è stata una grande soddisfazione e un onore far parte di questo grande evento. Slap For Funk è il nome della nostra crew formata da nove lockers provenienti da tutta la penisola. Ritrovarci per studiare la coreografia non è stato facile. Cercavamo di provare nei week end disponibili in una sala a Bologna, alla fine però siamo riusciti in poco tempo a costruire lo show di circa quattro minuti. Il nostro intento è sicuramente quello di cercare di migliorare sia come crew sia come artisti esaltando le nostre caratteristiche e peculiarità in modo da accrescere le potenzialità degli Slap for Funk.

Questa esperienza l’hai vissuta anche da solista. Il rappresentare l’Italia nel contest di respiro internazionale quanto ti ha influenzato nella preparazione della coreografia?

Credo che la mia preparazione atletica e artistica per la battle abbia aiutato a rendere al meglio la coreografia e migliorare la qualità show. Noi danzatori cerchiamo ogni volta di migliorarci al fine di rendere lo spettacolo sempre più d’impatto. Inoltre essere chiamati per questo evento internazionale mi ha riempito di orgoglio spronandomi a dare il massimo, pertanto la preparazione è stata molto precisa ed organizzata in modo tale da arrivare “tranquilli” e mostrare le nostre potenzialità al massimo. Inoltre, prima dell’esibizione, ci siamo riuniti in cerchio dandoci forza a vicenda, ascoltando le parole del nostro maestro Kris, che ci infonde ogni volta molta carica e concentrazione.

fb_img_14793724449101

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio obiettivo sarà sempre quello di migliorarmi, calcare palchi internazionali, arrivare agli eventi e alle battle più prestigiose, superando ogni volta i miei limiti. In futuro noi Slap For Funk abbiamo in programma altri show in varie città italiane e qualche data internazionale, con la voglia e l’auspicio di fare sempre meglio ogni volta che saliamo sul palco.

Pochi giorni dopo l’intervista il nostro Marclo ha vinto, con le sue allieve, il primo premio al concorso PisaInTilt nella categoria Hip Hop Senior. Complimenti dunque al nostro talento pisano.

Let’s Funk! Let’s Roll!