11 Luglio 2020

Sabato 7 dicembre ho partecipato molto volentieri, su invito di amici, ad un evento organizzato da Libera all’interno dell’ex Teatro Lazzeri, nel cuore di Livorno.

L’ex Teatro Lazzeri fa parte di quella serie di sogni mai concretizzati di cui Livorno è piena, un bellissimo immobile storico chiuso da diversi anni per assenza di progetti seri volti al suo utilizzo, ma che, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe essere rilanciato proprio durante queste festività natalizie.


In mezzo ad un sala piena, ho ascoltato Don Andrea Bigalli, referente regionale di Libera, che ci ha raccontato del suo impegno quotidiano di contrasto alle mafie e di come si debba valorizzare un preciso concetto di Stato, fondato sull’uguaglianza e sulla giustizia sociale, con la preziosa testimonianza di diversi soci Coop, i quali hanno vissuto l’esperienza dei campi della legalità in Sicilia.

Dopo, i ragazzi del presidio Libera Livorno “F. Marcone” hanno letto dei brani che, in forma di memorie biografiche, raccontavano la vita e, soprattutto, la morte di Peppino Impostato, Pio La Torre e, proprio, di Francesco Marcone.

La storia di quest’ultimo, in particolare, mi ha colpito e confesso la mia ignoranza.

Ammetto che sentire la storia di un semplice impiegato ucciso per aver fatto il proprio dovere, ossia quello di rivelare una serie di operazioni illecite compiute nella sua città, mi ha smosso, forse per aver immaginato che il coraggio vero, spesso e volentieri, alberga nel cuore delle persone ordinarie, normali, che lavorano e tornano a casa la sera per stare con la propria famiglia.

Proprio per questo, ho voluto incontrare Cristina Del Moro, organizzatrice dell’iniziativa, che fa parte delle 34 della kermesse Coop_70. Valori in scatola, e membra della Direzione Soci Unicoop Tirreno.

Cristina, nello specifico, lavora da molti anni all’interno di Coop, dove è responsabile dell’educazione al consumo consapevole, soprattutto con progetti nelle scuole; inoltre, è coordinatrice dell’area soci di Livorno, Versilia e Carrara.


  1. Come è nata l’idea della mostra?

    La mostra è nata per festeggiare i settant’anni dei prodotti del Marchio Coop.Infatti, Coop Italia, vertice delle varie Coop locali, ha voluto celebrare l’anniversario con una mostra che raccontasse i valori dietro ai prodotti a marchio Coop; la mostra è stata inaugurata alla triennale di Milano nel 2018, anno dell’anniversario, nel tempio del design, ed è stata dedicata alla nascita del logo e del coordinamento d’immagine nazionale.

    Successivamente, Coop Italia ha pensato di rendere itinerante la rassegna, spostandola di città in città, così dopo Milano e Reggio Emilia, siamo giunti a Livorno, dove si è voluto da un lato rafforzare il preziosissimo legame con il territorio e con i 63.000 soci, dall’altro creare un’occasione di dialogo e di incontro con i non soci, istituendo un presidio in centro.
  2. A questo proposito, come mai proprio l’ex Teatro Lazzeri?

    Le strutture Coop a Livorno sono periferiche rispetto al centro, la scelta dell’ex Teatro è stata funzionale proprio a porci in un proficuo dialogo con la città.La struttura è rimasta nel cuore dei livornesi e, nel nostro piccolo, volevamo cercare di contribuire, anche se solo temporaneamente, a riaprirla come un segnale di riqualificazione del centro storico.Ringraziamo, proprio per questo, la proprietà dell’immobile, che si è sempre posta con disponibilità nei nostri confronti.
  3. L’iniziativa di oggi è solo una dei vari appuntamenti del cartellone, che spazia da Makkox alla presentazione di libri, passando anche per degustazioni di prodotti.
    Quale è stata la vostra ispirazione?
    La volontà è stata quella di proporre come argomenti degli incontri quelli in cui si cogliesse l’impianto valoriale di Coop, nel tentativo di evidenziare le specificità del’impresa cooperativa nella dimensione sociale, culturale e solidale, anche attraverso uno stretto legame con il territorio.Per questo, abbiamo deciso di affrontare vari temi che intercettassero le sensibilità e i “gusti” dei soci, consumatori e cittadini, passando dalle degustazioni di prodotti a marchio coop, a iniziative nel campo sociale, della legalità, della solidarietà, fino al contrasto al femminicidio.Peraltro, tengo a sottolinearlo, abbiamo volutamente coinvolto in larga parte gruppi espressione del territorio, come il Sant’Anna, il Teatro della Brigata e Artlab Slow Food-presidio di Livorno, con il fondamentale apporto del Comitato Soci.
  4. Quale è stata la risposta della città? Che clima avete riscontrato?
    Tutte le iniziative sono state molto partecipate, con sale sempre piene e mi sento di poter dire che siamo riusciti a sfuggire, proprio dando spazio alle realtà locali con cui collaboriamo, ad una trappola mortale: l’autoreferenzialità.Quando si organizzano eventi, infatti, si deve sempre cercare di coinvolgere il pubblico, in particolare quello che non ti conosce; in questa occasione, pensiamo di esserci riusciti, portando un bel clima nel centro di Livorno.Più di 4.000 persone hanno visitato la mostra, mentre 2.600 hanno partecipato agli appuntamenti del programma.
  5. Domanda politicamente scorretta: l’iniziativa che vi ha dato maggiori soddisfazioni?(Ride) tutte, da quella di oggi a quella in collaborazione con il Sant’Anna sul Robot Silver 2 per la ricerca della plastica in mare, agli appuntamenti con le scuole secondarie di secondo grado nell’ambito del settembre pedagogico, fino alla giornata della disabilità.
  6. Quali sono i vostri progetti futuri?La mostra sui settant’anni di Coop finirà, ma continueremo sicuramente ad organizzare iniziative culturali e sociali sul territorio, anche grazie l’impegno della sezione soci.Vogliamo mantenere il rapporto ben saldo che abbiamo coltivato con i livornesi in questo periodo.
  1. A proposito di livornesi, notate cambiamenti sociali in città?Negli ultimi anni, grazie anche al costante dialogo con il terzo settore e le associazioni, abbiamo riscontrato un aumento della povertà, che abbiamo affrontato nel penultimo impegno del programma giovedì 12 dicembre.

Email di contatto

Cristina.delmoro@unicooptirreno.coop.it

 

profeta.giulio@gmail.com

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Giulio Profeta
Giulio Profeta

Dottorando, abilitato alla professione forense, livornese.
Sono uno dei fondatori del progetto "Uni Info News", nonché attuale presidente dell'associazione; ho avuto l'idea di buttarmi in questa avventura per promuovere uno stile di vita attivo fra tanti miei coetanei, all'insegna del confronto come motore di crescita personale.

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