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L’illegalità della prostituzione genera mostri

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In molte città italiane, soprattutto in questi ultimi tempi, il fenomeno della prostituzione si sta diffondendo senza controllo e senza alcun tipo di contrasto valido.

Prostitute in pieno centro che cercano con sguardi maliziosi di attrarre a loro qualche cliente affamato. Tutto questo, però, ha una causa ben precisa, una legge che cambiò l’aspetto di molte città italiane nel dopo guerra: la legge Marlin.

Questa legge fu proposta e difesa strenuamente dalla senatrice socialista Lina Marlin il cui intento era quello di estirpare la prostituzione, intento ampiamente fallito. Non solo le prostitute hanno continuato a esistere dopo l’emanazione della legge, ma la loro presenza è costante e in forte crescita, anzi esercitano la loro antica professione non più in zone o luoghi che prima delle legge Marlin erano adibiti a tali attività, ma si trovano ovunque, creando purtroppo una sensazione e una condizione di degrado.

La colpa di tutta questa situazione non è assolutamente imputabile a queste donne sfruttate, picchiate, senza cure mediche, senza alcun tipo di assicurazione, futura pensione o altro, ma dello Stato italiano che si dichiara avverso nella maniera più totale a questo “stato di cose”, ma che in fin dei conti, pur conoscendo il contesto in cui si trovano ampie zone di molte città, diviene omertoso sostenitore del fenomeno che dichiara di combattere, lasciando queste persone, prostitute, ma anche transessuali, a se stesse, spesso visibili ormai anche in pieno giorno, come succede nella zona limitrofa a Camp Derby, base americana situata fra la località di Stagno, in provincia di Collesalvetti e Pisa.

Cosa accomuna tutti questi individui?

Cedono il loro corpo.

In italia però non è considerato reato la vendita del proprio corpo, mentre lo è lo sfruttamento del corpo altrui anche se in ambienti organizzati. Ciò ha permesso che il fenomeno della mercificazione del corpo continuasse, nella totale clandestinità, in luoghi meno sicuri, come le strade, o nelle abitazioni private, con le possibili e ovvie conseguenze per eventuali condomini o vicini.

Nelle case di tolleranza avrebbero tasse da pagare, indubbio, ma anche assistenza sanitaria, avrebbero, finito il loro periodo lavorativo, una pensione, sicurezza legale, anche un sindacato che le possa difendere da soprusi e abusi, ciò non solo aiuterebbe le stesse donne o uomini, ma anche la clientela, evitando in tal modo o mitigando la diffusione di pericolose malattie sessualmente trasmissibili. Potrebbero addirittura sedare gli istinti sessuali di uomini o donne, che oggi incapaci di soddisfarli, sono portati a compierli contra legem, in modo da non nuocere a nessuno che non sia consenziente. Dati alla mano il fenomeno della prostituzione che prima dell’entrata in vigore della legge Marlin era poco diffuso, dopo l’attuazione della stessa è aumentato notevolmente, anche in relazione all’immigrazione clandestina degli ultimi anni, difatti molte delle prostitute in strada sono quasi nella totalità dei casi straniere.

prostituzione-minorile-500x300[1]Da sottolineare come il traffico di donne, spesso minorenni, abbia interessato le mafie locali e dei Paesi d’origine proprio per i lauti guadagni che la prostituzione porta con sé, la riapertura delle case di tolleranza libererebbe i soggetti minori e porterebbe i guadagni nelle casse dello Stato, indebolendo le organizzazioni criminali e sottraendo loro questi esseri umani, perché non dobbiamo scordarci, che queste sono persone, che soffrono, che vengono abusate, derubate del guadagno di un lavoro che sono obbligate a fare, disprezzate dal senso comune, ignorate dalla società, dimenticate, invisibili.

Matteo Taccola

matteo.taccola92@gmail.com