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Lamberto Frontera - 12 Nov 2018

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Lamberto Frontera - 12 Nov 2018

L’Ordine dei Cavalieri Quantici del Don Chisci@tte giura al Teatro Goldoni

Lamberto Frontera - 12 Nov 2018
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Domenica 11 novembre, il Don Chisci@tte di Nunzio Caponio, liberamente ispirato al capolavoro Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, ha inaugurato tra scroscianti applausi la stagione di prosa del Teatro Goldoni di Livorno.

E’ un Don Chisci@tte unico ed originale, che va scritto con la chiocciola del linguaggio web, non perché sia uno spettacolo sui social networks, benché siano presenti nel bene e nel male, ma poiché si sviluppa come racconto sulla socialità e su quanto la virtualità ne mini l’autenticità, moltiplicandone l’eco al tempo stesso.

Fonte: Accademia nuova Italia

Il cavaliere ed il suo scudiero, stavolta, non si battono contro mulini a vento tangibili e concreti, ma contro nemici ben più distanti e rarefatti, più potenti ed invisibili all’occhio dei sonnambuli che abitano il nostro tempo. L’invettiva di Don Chisci@tte, stavolta in veste di Youtuber, si scaglia contro le grandi multinazionali, il potere malvagio che schiera i popoli contro nemici immaginari (gli ultimi, i migranti) e l’indifferenza di uomini che non amano più.

A ciò, con tratti spesso comici e grotteschi, i nostri eroi, interpretati magistralmente da Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi, rispondono con un giuramento folle, quello dei Cavalieri Quantici, fondato sul coraggio, sul dovere di agire e sulla necessità di amare costantemente. Da sgangherati ed emarginati quali sembrano essere, però, nel momento più buio, trovano l’adesione commovente di un popolo intero, mobilitato con gli strumenti del web.

«Se avessimo un pizzico del coraggio e del senso di giustizia del Don Chisciotte, forse le nostre folli vite troverebbero finalmente un senso».

Lo spettacolo, ironico e graffiante, offre anche numerosi spunti di riflessione e quando va in scena prende una sua vita, animata da due attori straordinari, significanti della riflessione degli autori e di una regia travolgente. Davide Iodice inscena, avvalendosi di effetti speciali e di tanta grande musica, uno spettacolo tecnicamente perfetto ed estremamente coinvolgente, forse fin troppo ricco ma mai banale.

 

Lamberto Frontera