8 Maggio 2021

Stivali neri, capelli corti e teste rasate, sfilano in marcia ordinati. Sono comunisti e patriottici.

Patria Socialista  (http://www.patriasocialista.it/)(https://www.facebook.com/patriasocialistanuova), è una formazione politica che esiste da più di 10 anni ma che ha deciso di mostrarsi sulla scena pubblica solo negli ultimi tempi.

Sabato scorso si è tenuta a Roma la loro marcia nazionale e in quest’occasione abbiamo intervistato il segretario nazionale di Patria Socialista, Igor Camilli, per capire cosa rappresentano.

Chi siete, cosa siete e da quanto esistete?

Marcia Patria Socialista
Una delle tante marce di Patria Socialista

Patria Socialista nasce nel 2008. Fu un periodo, quello, in cui la crisi della sinistra antagonista e quella di Classe erano entrate in una fase nebbiosa rispetto alle proprie organizzazioni e agli obbiettivi. Rispetto al senso di appartenenza, di identità dei militanti e ritenemmo giusto fare un passo importante, fondando un gruppo ideale che si occupasse di formare i nuovi militanti. Perché un giorno potessero essere in grado di contribuire al rafforzamento e all’ascesa di quelle organizzazioni di massa comuniste, che riposano tra le schiere dei partiti, dei movimenti e dei sindacati.

Ben presto ci rendemmo conto che queste organizzazioni di massa non avrebbero più recuperato, appunto, le masse perdute. Che il mondo del lavoro, delle classi oppresse, non avrebbero più costituito quel popolo comunista e decidemmo di assumerci la responsabilità di divenire un movimento politico.

Così Patria Socialista assunse come ruolo il dovere di ridurre a zero le criticità esterne della Storia del comunismo, coniugando le esperienze socialiste nella Storia e nel mondo, attingendo anche dalle fasi più originarie del socialismo.

Patria Socialista 4 mori
Lo striscione apparso la scorsa settimana davanti ai Quattro Mori, appeso dai livornesi di Patria Socialista

La Storia del Socialismo dell’inizio del 900 è stata per noi una fase essenziale per comprendere la situazione politica attuale. E’ stato quel potere di sintesi politica, disciplinato, rigoroso, che apparteneva a strutture come gli Arditi del Popolo, a ispirare la nostra nascita definitiva.

Oggi Patria Socialista è un movimento politico comunista che guarda con attenzione alla costruzione della prima fase rivoluzionaria, il Socialismo ed è garante di un’aggregazione tra dirigenti e militanti che fanno, dello studio, della formazione culturale e fisica, della disciplina, del rigore e del simbolismo il suo carattere rivoluzionario.

Patria, rigore, disciplina, formazione fisica, sono concetti diametralmente opposti rispetto alla narrazione della sinistra antagonista, almeno degli ultimi 20 anni. Anche l’estetica delle vostre manifestazioni è piuttosto spiazzante e sembra rimandare ad una formazione di destra.

Sono gli altri ad aver dirazzato rispetto ai valori del socialismo, oppure è la vostra proposta ad essere inquadrabile in quel limes politico che molti chiamano “rossobrunismo”?

L’uniforme, la trincea, il sacrificio, la Patria, i simboli di guerra, il colore nero in realtà sono sempre appartenuti al primo proletariato socialista in rivolta, noi ne abbiamo soltanto onorato la memoria e lo spirito. Il fascismo fu fondato scopiazzando il legionarismo fiumano, di forte connotazione socialista e costruito senza nessuna base ideologica da un personaggio che fino a qualche ora prima era socialista, non siamo noi ad aver corrotto certi simboli, ma loro ad averne scimmiottati alcuni.

Il Patriottismo nasce con la rivoluzione giacobina, è di sinistra ad esempio, la disciplina, la marzialità, il valore delle celebrazioni le ritroveremo per decenni nelle Repubbliche Socialiste del mondo. Noi siamo fedeli alle nostre radici, diverse diplomazie socialiste internazionali ce lo riconoscono più di molti compagni italiani.

Il Rossobrunismo è una tendenza vergognosa, fondamentalmente è fascismo affascinato dalla storia comunista e dall’euroasiatismo, sono disonorevoli per tutti credo, fanno della confusione la loro arma, ma fortunatamente sono un numero irrilevante ed un fenomeno più editoriale e più da tastiera che altro. Noi crediamo nel valore delle barricate e scansiamo ogni superamento di dicotomie destra-sinistra, noi sappiamo bene da che parte stare e quale nemico combattere.

Marcia Patria Socialista
La marcia di domenica scorsa

Gli arditi del popolo sono un frequente rimando culturale nei vostri interventi. Perché?

Lo spirito rivoltoso, ribelle, rivoluzionario ed antifascista nasce proprio da quelle frange combattentistiche che hanno animato il primo ventennio del 900, e riteniamo che avendo oggi fatto dei passi indietro, rispetto alla coscienza di classe, bisogna rintracciare le origini in quel Socialismo “originario” che fu in grado, proprio negli Arditi del Popolo, di sintetizzare quella disciplina politica di appartenenza che vide nella “condivisione di trincea”, Comunisti, Anarchici e Repubblicani, categorie originarie del ceppo Socialista.

Inoltre gli Arditi del Popolo, rappresentano quella Volontà, quella determinazione nel concepire la lotta di classe come un campo di battaglia, perché noi oggi siamo in guerra contro il capitalismo ed il suo braccio armato, il neofascismo, e non soltanto dobbiamo essere in grado di combatterla questa guerra ma anche di vincerla.

Quali sono le vostre idee e la vostra prassi?

Noi abbracciamo in pieno la teoria marxista e la prassi leninista, ma riteniamo altresì che il valore dei grandi maestri del socialismo risieda soprattutto nel loro potere interpretativo della filosofia marxiana e della realtà circostante nel tempo e nello spazio. La storia del comunismo è storia di interpretazioni che fatte in modo opportuno possono produrre le condizioni rivoluzionarie, ma è importante che oggi movimenti come il nostro siano in grado di teorizzare nuove linee politiche e filosofiche per permettere che il sistema venga rovesciato e sostituito.

La nostra prassi, risiede nella formazione collettiva ed in quella individuale dei quadri e dei militanti e nella presenza costante nelle strade delle nostre città e dei nostri quartieri come “sentinelle” del socialismo e “guardiani” dell’antifascismo. Ogni nostro militante, che abbia responsabilità direttive o meno, deve essere in grado di far fronte alla risoluzione di ambedue le questioni. Fino a cercare di rendere le nostre schiere un’avanguardia popolare.

Forte dei nostri principi è l’idea di patria, che ha come obbiettivo quello di unire un popolo nella stessa idea di giustizia e di rispetto. Riteniamo che i valori patriottici occorrano allo spirito dei lavoratori, veri capi della società civile, per avere un proposito di elevazione umana e sociale in cui il primato dell’uomo e della politica sia sopra a quello dell’economia.

Dove vi collocate nello scacchiere politico nazionale?

Noi siamo un movimento Socialista, Comunista ed in quanto tale cerchiamo di collaborare con tutte quelle forze che condividono le idee della giustizia e della libertà che passano attraverso il cambiamento del sistema economico e statale e con coloro che condividono i valori dell’antifascismo e dell’antimperialismo.

Patria socialista
La locandina della marcia di sabato

Rivendichiamo le nostre origini nella sinistra storica rivoluzionaria, ma nel contempo riteniamo, oggi necessario, fare fronte comune con tutte le energie e le volontà comuniste a discapito di “confederazioni” della sinistra generica il cui scopo, spesso, è esclusivamente elettoralistico, crediamo nella presenza dentro le istituzioni democratiche elette ma sempre come mezzo e mai come fine.

Se il vostro vero obiettivo è quello di ricostruire l’unità comunista, quali soggetti politici credete sia possibile includere?

Noi riteniamo che in questa fase bisogna concentrare le energie ed i progetti con chi condivide le radici politiche e culturali del Socialismo rispettando la Storia ed i valori di tutte le Rivoluzioni Socialiste e la Storia dei partiti comunisti che hanno condotto le rivolte di classe ed hanno partecipato e guidato le Resistenze contro i fascismi così facendo onorato quel principio di Patria che è propria del Socialismo.

Attualmente stiamo collaborando con entusiasmo e produttivamente con il Partito Comunista, con movimenti locali di ispirazione marxista-leninista con riviste del calibro di Marx XXI, Cumpanis e Gramsci oggi ma anche a livello locale, in diverse regioni con il P.C.I.

Come siete strutturati?

La nostra organizzazione ha un Segretario come figura guida che trae energia dalla Segreteria Nazionale ed entrambi demandano la linea politica al Direttorio Nazionale. Crediamo nel valore delle gerarchie come responsabilità e comando date dall’esperienza dentro e fuori il Movimento.

A chi parlate?

Abbiamo parlato per lungo tempo a tutto quel comparto militante che non riusciva più a trovare una identità politica nel conflitto sociale, abbiamo, spesso, risvegliato lo “spirito” di militanti dormienti che hanno trovato nel modo di portare avanti la causa del socialismo e nella nostra missione una ragione energica nell’affrontare questa era sociale. negli ultimi tempi, la nostra crescita ed il nostro consenso ci fa parlare anche alle masse di lavoratori che stanno subendo le angherie del profitto e la cultura del prezzo di mercato.

Marco Rizzo Patria Socialista
Marco Rizzo alla manifestazione di Patria Socialista

Come ci piace ricordare “di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”

Da quali categorie socioeconomiche è composto, per voi, il proletariato del 21esimo secolo?

Il proletariato resta composto dalle categorie espresse da Marx, ma la proletarizzazione dell’era contemporanea ha certamente gonfiato le sue schiere inglobando disoccupati, tecnici, nuovi impiegati dei servizi, artisti, lavoratori dello sport e forze armate. Categorie che comunque erano presenti tra le schiere del Socialismo anche nelle Rivoluzioni passate, oggi si tratta di recuperare quella, sensibilità di classe che dovrebbe essere tipica delle Avanguardie.

Perché vi ritenete necessari?

Oggi Patria Socialista è necessaria per ristrutturare quel corpo militante per reinfondere quella volontà e quel coraggio proprie delle classi lavoratrici e per accettare il fatto che siamo di fronte ad un Guerra di Classe e bisogna essere preparati a combatterla per la propria sopravvivenza e soprattutto per il benessere del popolo.

Igor Camilli
Il romano, agente di commercio, Igor Camilli, leader di Patria Socialista

Igor, parlaci di te, qual è la tua storia politica? Quando hai incrociato Patria Socialista lungo la tua strada?

Io nasco politicamente dentro Rifondazione Comunista per poi proseguire il percorso di superamento con il Partito dei Comunisti Italiani, fiero di aver seguito la direzione tracciata da Armando Cossutta finché ve ne è stato modo.

Poi vi sono stati periodi di oscurità del comunismo italiano che mi hanno condotto ad una scelta politica “eremitica” che è servita a studiare più ardentemente le opere illuminanti e che hanno caratterizzato questa “solitudine” come un periodo di addestramento interiore, per imparare a combattere i vizi umani ed i limiti interiori, donandomi così un distacco dall’agire che mi permise di vedere spesso le cose sotto una luce più cosciente. Così anche Alessandro Bolognesi, il Compagno e Fratello con cui poi, anni dopo, decidemmo di dar vita a Patria Socialista, come formazione, educazione e missione, sempre nel nome della giustizia e della libertà, contro il  qualunquismo e la liberalità.

Nella mia strada ho incontrato compagni insostituibili, che vivo come un regalo sacro del destino, come il nostro responsabile degli Esteri, Ivan Collini e come tutti i miei Compagni legionari che da anni, con le proprie spalle sorreggono l’architettura di Patria Socialista, a loro devo tutto, Patria Socialista a loro deve l’eternità del suo pensiero e la forza del suo agire.

Ora la strada è tutta da lastricare per il futuro che ci attende.

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Giovanni Sofia
Giovanni Sofia

Livornese, classe '92, progettista meccanico, laureato in ingegneria aerospaziale all'università di Pisa, pallanuotista. Interessato alla politica, l'attualità e la meteorologia. Ma anche a cose più normali.

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