31 Maggio 2020

Recensione di Frozen – Il Regno di Ghiaccio

frozen qqIl nome Disney non passa mai inosservato, che si apprezzino o meno le decine di storie che sono state realizzate nel corso degli anni dalla casa di Topolino, resta il fatto che alcuni lavori come Biancaneve, La Bella e La Bestia o Aladdin siano ormai indelebili nella mente delle persone; negli ultimi trent’anni tuttavia, quando si è parlato di animazione, si è sempre accostato i Disney Studios con la Pixar, la quale grazie ad eccellenti registi ha portato sul grande schermo veri e propri capolavori quali Toy Story, Monster & co. ed i più recenti Up e Wall.e . Per chi, però, ancora ne fosse allo scuro c’è da specificare che queste due case cinematografiche molto spesso lavorano insieme e co-producono i loro lungometraggi, ma da qui ad un paio di anni la Disney, anche per quanto riguarda il campo dell’animazione ha deciso di mettersi in proprio; Un caso eclatante che calza a pennello di quanto è stato appena detto è Rapunzel – L’intreccio della Torre o Ralph Spaccatutto. E’ impossibile capire se in questo modo si è cercato di dare alla luce una paradossale concorrenza in casa propria, ma di fatto questi due film di animazione hanno comunque colpito la critica ed il pubblico in modo positivo, sebbene non possano reggere il confronto con i loro colleghi made in Pixar. Frozen – Il Regno di Ghiaccio ha dunque una grande responsabilità, un onere davvero considerevole che si identifica nel mettere nero su bianco che anche Topolino e compagnia sappiano sfornare lavori di lodevole fattura sia tecnicamente che a livello di contenuti. Per chi è appassionato, dunque, di cartoni animati, di film di animazione, di musical e vuole rivivere le atmosfere dei classici Disney, il nostro consiglio è quello di continuare a leggere la nostra recensione su Frozen – Il Regno di Ghiaccio!


L’intrepide principessa Anna, accompagnata da Kristoff un venditore di ghiaccio ormai disoccupato e dalla sua fedele renna Sven parte per un viaggio epico alla ricerca della sorella, la regina Elsa, i cui poteri glaciali hanno intrappolato il regno di Arendelle in un inverno perenne. Attraversando montagne innevate,elsa weq imbattendosi in mistici troll e in un buffo e tenero pupazzo di neve di nome Olaff, Anna e Kristoff combattono il gelo e dei loschi individui in una corsa contro il tempo per salvare il regno.

Il Cinquantatreesimo classico Disney è una miscela che mescola passato, tradizione, presente e tecniche digitali innovative. Frozen di fatto si presenta come un film di animazione in salsa musical dove, indubbiamente, per gran parte del tempo sono le canzoni a farla da padrone lasciando poco spazio a dialoghi e lunghi monologhi. Eppure, omettendo da parte le orecchiabili composizioni curare da Christophe Beck, la pellicola fin da subito mostra una sobrietà scenica ed un brio davvero interessante ed esaltante (ma mai banale o eccessivamente stereotipato) nonché un tripudio di omaggi ai cartoni “classici” di un tempo ed un sempre più marcato parallelismo ad alcuni film appartenenti al genere. (Primo fra tutti una sequenza iniziale che ricorda moltissimo Les Miserables di Hooper).

Dunque Frozen- Il Regno di Ghiaccio si propone non tanto come un vero e proprio capolavoro capace di cambiare radicalmente le carte in tavola, ma, almeno dal punto di vista dei contenuti, esso si rivela semplicemente come un netto passo avanti, una conferma di quel miglioramento in casa Disney che già si era avvertita con Ralph Spaccatutto, proponendo così una storia che riesce a rovesciare il concetto di classico e inserirla in un ottica moderna, mettendo, di fatto, al centro della vicanda due ragazze il cui ultimo pensieroanna q è quello di trovare l’uomo della propria vita. Non ci stiamo sbagliando nel dire ciò poiché, Anna, sorella della regina, è sì inizialmente intenzionata a sposarsi e sogna la classica vita da principessa, ma le sue priorità vengono immediatamente riviste in virtù del fatto che sua sorella è in difficoltà, vittima di un maleficio (o benedizione a seconda di come la si veda) che non riesce a controllare e che rischia di essere fatale per coloro che ama. Una pellicola per lo più on the road che serve su un piatto d’argento il tema dell’amore che nasce e si crea tra fratello e sorella, lasciando così le storie più tradizionali e le trame più scontate di una volta .

Il Regno di Ghiaccio non è la migliore delle storie originali, questo va detto e di fatto essa si ispira persino ad un racconto di Andersen,esla dde3 ma è comunque un concreto balzo in avanti fatto nella maniera giusta, capace di saper unire con eleganza e leggerezza tutti i canoni classici del genere senza apparire scialbo o banale.

Punto di forza di tutta la produzione è l’elemento che vede il confronto tra le due sorelle, Anna ed Elsa, ben caratterizzate, tanto simili quanto diverse per carattere e saggezza, che vedono il mondo con occhi completamente diversi. Tuttavia ciò che si fa apprezzare ancora di più, al di là della personalità delle due, è il fatto che Elsa deve convivere con un potere che non sa controllare, che la rende un pericolo per se e sopratutto per gli altri e ciò sarà il particolare che la segnerà per sempre e al contempo negherà anche a sua sorella la giusta libertà e esistenza.

Tecnicamente la pellicola è impressionante, stupisce ogni minuto di più per dettaglio e particolari, grazie anche ad una messa in scena e ad una fotografia luminosa che mette in luce sempre i progressi tecnici degli Studios della Disney. Il 3D è davvero notevole, compliceaio di tutto ciò le estreme condizioni atmosferiche che riempiranno il vostro televisore di fiocchi di neve, pulviscoli e bufere invernali.


Prendiamo, infine, in ultima analisi la musica e le canzoni, la quali accompagnano il film per tutta la sua durata e fanno si che quest’ultimo assuma sempre più le sfumature di un musical e riprenda quei classici di un tempo in cui era la melodia e il canto a farla da padrone. Solo buono, invece, il doppiaggio in italiano dato che in certi punti è sembrato un po’ goffo e non all’altezza della controparte inglese.

Frozen – Il Regno di Ghiaccio è un buon film, un ottimo classico Disney e forse la svolta decisiva per i Disney Studios che porterà quest’ultimi a migliorarsi sempre di più in futuro nel campo dell’animazione e delle storie. Non siamo, tuttavia, ancora ai livelli della Pixar, non possiamo accostare questo lavoro ad Up o Wall.e frozen 12ma dato che negli ultimi 3 anni i prodotti di quest’ultima non riescono più ad essere eccezionali come un tempo, è forse giusto essere più generosi con la pellicola diretta da Chris Buck e Jennifer Lee, la quale ha trovato un perfetto equilibrio tra passato e presente, citazioni e innovazione tecnica, musica e storia. Frozen divertirà tanto i grandi quanto i piccoli, delizierà le vostre orecchie in più di un’occasione e vi stupirà a livello tecnico. Con una storia per certi versi inedita, tratta da una fiaba svedese, questa pellicola riesce finalmente a dar vita a due grandi personaggi, due sorelle alla ricerca di se stesse che sapranno accompagnare lo spettatore ad un finale niente affatto scontato o tradizionale.

Claudio Fedele

 

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Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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