21 Settembre 2020

Una rilettura decisamente ironica e drammatica quella operata dal regista Leo Moscato che ha abilmente ripreso il classico testo di William Shakespeare, Rome e Giulietta, affidando i ruoli principali ad Alessandro Besentini e Francesco Villa, coppia storica della comicità teatrale e televisiva italiane meglio conosciuta come Ale & Franz. Lo spettacolo “Romeo & Giulietta. Nati sotto contraria stella” è stato presentato con successo lo scorso 11 gennaio al Teatro Verdi di Pisa.

Ph Yasuko Kageyama

Romeo e Giulietta

Una compagnia di attori “sgangherata” decide di mettere in scena la tragedia delle tragedie: Romeo e Giulietta. In perfetto stile elisabettiano sette attori interpretano più ruoli, ricoprendo anche quelli femminili. Un doubling che non disturba la visione dello spettatore, soprattutto nei celebri monologhi di Giulietta (Ale) e Romeo (Franz) nei quali siamo travolti dalla drammaticità della scena.


Lo spettacolo inizia con una premessa degli attori verso il pubblico: la specialità della compagnia è quella prendere le storie e “massacrarle”. Dalla bizzarra partenza e conoscendo gli sketch del duo comico, ci si aspetta uno show di cabaret dall’inizio alla fine, invece l’unica cosa prevedibile è la tragica morte dei due giovani amanti.

Accanto al duo comico Paolo Graziosi, Eugenio Allegri, Marco Gobetti e Marco Zannoni hanno dato vita a divertenti battibecchi e colpi di scena, enfatizzando varie sfumature di ogni personaggio.

Il testo è rivisitato nei punti giusti senza essere stravolto nella forma, rispettando con grande pregio le parole dall’esimio poeta con l’aggiunta di gaffe, battute rubate e licenze di vario tipo.

Di particolare rilievo è l’utilizzo drammatico degli elementi scenici che caratterizzano i vari ruoli, accentuato da un disegno luci che ne mostra tutta la potenza scenica e simbolica. La morte dei personaggi principali, per esempio, è abilmente risolta con l’adagiare in proscenio degli oggetti identificativi: il cappello bordeaux di Mercuzio, l’elmetto rosso di Tebaldo, il fazzoletto bianco di Romeo e l’ombrello a pois di Giulietta.

La scenografia di Carla Ricotti si compone di volta in volta in modo bizzarro con materiali riciclati, corde, teli, recipienti e cartelli autostradali. Così come i costumi, originali e con echi dell’epoca elisabettiana apparentemente malridotti, evidenziano una ricerca e cura dei dettagli.

Ph Yasuko Kageyama

Inoltre, la complessità della storia è resa fluida dall’accompagnamento sonoro eseguito dal vivo da un’impeccabile e ironico Roberto Zanisi, su musiche originali di Dario Buccino.


Ph Yasuko Kageyama

Lo spirito giocoso della prima parte è contrapposta a una seconda messa a completo servizio di Shakespeare. Qui la drammaticità della storia cattura l’attenzione del pubblico che, seppur conosciuta e abusata, emana il suo fascino intramontabile.

Uno spettacolo che ha sicuramente diviso il pubblico. Chi si aspettava una semplice visione leggera e comica, si è trovato davanti a un titolo di prosa, in una forma solo in apparenza “sgangherata”, ma che ha fatto emergere un cast di attori affiatato, con interpretazioni profonde e mai scontate.

 

 

Show Full Content

About Author View Posts

Avatar
Marta Sbranti

Marta Sbranti, classe 1989. Dopo il Diploma presso l'Istituto d'Arte Franco Russoli di Pisa mi sono laureata in Scienze dei Beni Culturali curricula storico-artistico. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Storia delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei Nuovi Media, presso l'Università di Pisa. La mia tesi di laurea "Musei e Danza" unisce le mie due grandi passioni la danza e l'arte, che coltivo fin da piccola.
"Toccare, commuovere, ispirare: è questo il vero dono della danza".
(Aubrey Lynch)

Previous Sex Education: parlare di sesso in modo intelligente (no spoiler)
Next “Sempre cento so’ “- La semplicità della trasposizione dei Soliti Ignoti incanta il Goldoni
Close

NEXT STORY

Close

Persone normali: Sally Rooney e le imperfezioni dell’essere umano

29 Luglio 2020
Close