26 Settembre 2020

Abbiamo deciso di fare visita ai ragazzi dell’ex Caserma occupata, per mettere a fuoco questa nuova realtà che negli ultimi anni ha preso corpo in via Adriana. A concederci un’intervista è stato Luca Fantelli che dopo averci guidato alla visita degli ambienti della caserma ci ha parlato di com’è nato questo progetto. La struttura dell’ex caserma è di proprietà demaniale ed è rimasta a lungo abbandonata ed ad impadronirsi di quel posto  sono state allora per lungo tempo sterpaglie e vandalismi. “A Dicembre 2010, con il CSA Godzilla ancora aperto, abbiamo deciso di occupare la caserma. Ma era solo temporaneo: tre giorni, per protestare e chiedere una riqualifica di quegli spazi, potenzialmente disponibili, ma di fatto ignorati e lasciati in stato d’abbandono.”  L’iniziativa, che inizialmente sembrava aver ricevuto una risposta positiva del Comune, sembrò cadere nel nulla. Il 18 Ottobre 2011 inizia l’occupazione perpetua.

 Avete trovato difficoltà a mantenere la gestione della struttura? Interventi da parte della polizia?


“Devo esser sincero, nessuna. E’ venuto un solo agente della Digos a farci visita, per il resto ci hanno lasciato in pace. Da una parte abbiamo avuto fortuna,  ma soprattutto anche ci siamo noi molto impegnati. Ci siamo, infatti, subito inseriti bene nella realtà del quartiere e poi abbiamo reso l’ex caserma uno spazio aperto a tutti che la gente apprezza molto. Ora non ci sono motivi per essere cacciati”

 In questo anno e mezzo, com’è cambiata l’ex caserma?

“In un anno e mezzo, “lavorando tutti come matti”, siamo riusciti a sgomberare la quasi totalità degli ambienti della struttura, ritingendo e portando tutto il necessario per la creazione di spazi autogestiti.”

 Ed effettivamente, in via Adriana possiamo trovare di tutto: da un cinema con prezzi popolari ad una palestra; da uno skate park a svariati laboratori di falegnameria, sartoria, musicoterapia ed altro ancora, compresi piccoli appartamenti e posti letto gratuiti per le persone del comitato casa con problemi abitativi.  Come riuscite a far fronte ai costi che una struttura di tali dimensioni richiede?

“Con l’autofinanziamento. Dalle cene sociali ai concerti con entrata ad offerta libera: queste iniziative portano alla creazione di un fondo comune per le spese generali, mentre le singole attività che prevedono entrate, hanno un loro fondo autonomo. Per esempio, i soldi che otteniamo con l’attività della palestra, vengono utilizzati per comprare nuovi attrezzi, e migliorare il servizio. In generale ce la stiamo cavando e un aiuto essenziale, soprattutto i primi tempi, ci è arrivato da chi ci ha dato una mano o ci ha donato attrezzature, mobili, computer.”

L’ex caserma è anche sinonimo di attività sociale e politica. Come siete organizzati in questo senso?


“Nel sociale abbiamo tre comitati, quello per la Casa, per il Lavoro e l’Ambiente. Il comitato Casa si occupa di dare appoggio alle famiglie che hanno ricevuto uno sfratto, o che non trovano un affitto alla loro portata. La nostra città è una delle prime in Italia per numero di sfratti e l’unico modo per non rimanere in mezzo alla strada è riappropriarsi di stabili pubblici abbandonati. Abbiamo così cominciato ad occupare una struttura alla volta, e sistemandole, abbiamo trovato un tetto a circa 45 famiglie, tra giovanissimi, genitori con figli, ed anziani. Il comitato si riunisce in assemblea settimanalmente ed ogni volta incontriamo una famiglia diversa, che ha saputo di noi tramite il passa parola. Ovviamente non ci limitiamo ad occupare case e a ridistribuire gli spazi. Cerchiamo un continuo dialogo con il Comune perché la situazione di queste persone venga risolta in modo definitivo e soprattutto stiamo cercando, col tempo, di dare a chi decide di fare questo percorso insieme a noi, una nuova mentalità, che si basi sulla solidarietà e sull’sostegno reciproco. A livello politico locale noi siamo contro la gestione del PD di Livorno ed a livello Nazionale noi non ci sentiamo rappresentati da nessun partito. Infatti, a febbraio scorso, per le elezioni alla camera ed al senato abbiamo deciso di far partire un’iniziativa sull’astensione invitando i cittadini a non votare.

 Progetti futuri?

 Sono partiti recentemente tre importanti progetti, legati al comitato disoccupati e Precari. Il primo è un Ostello popolare, in via E.Rossi, che prende metà della struttura che abbiamo occupato in quella zona.  Il secondo progetto, Uso e Riciclo, si basa molto sulla partecipazione cittadina: chiunque può portare oggetti che non utilizza o che sono parzialmente danneggiati, verranno aggiustati e poi rivenduti. Infine i disoccuopati del comitato sono a disposizione per lavori di utilità domestica, dall’idraulico alla baby-sitter. Nel comitato fanno parte, infatti, moltissime persone disoccupate, ma con una formazione professionale.

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Lavinia Salicchi                                                                        excasermaoccupata@gmail.com

Paolo Gambacciani (revisione)                                             http://www.excasermaoccupata.org/

 

 

 

 

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