23 Settembre 2020

Uni Info News sbarca a Firenze. Ve l’avevamo detto. E quale miglior battesimo per l’inizio della nostra avventura ne “La Culla del Rinascimento” che il suo Santo Patrono, San Giovanni Battista.

Infatti, domani, 24 Giugno è San Giovanni Battista patrono di Firenze. L’istituzione di questa festa risale alla dominazione longobarda della città toscana ma si iniziò a festeggiarne la memoria solo dopo l’XI secolo. San Giovanni Battista venne scelto come patrono oltre che per i suoi insegnamenti anche per la sua forte personalità. Durante i festeggiamenti si dice che venisse effettuata una lunga processione per le vie del centro. Le case dei fiorentini erano addobbate a festa con dei drappi e, nella zona finale, era stesa una tela a dodici metri di altezza detta  “cielo” ; questa partiva dalla Cattedrale ed arrivava al Battistero di San Giovanni. La storia narra anche che i nobili fiorentini regalassero dei ceri ornati e sfarzosi che venivano bruciati una volta di fronte al Battistero.


 

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Dal medioevo in poi il 24 giugno è stata la festa di Firenze e dei fiorentini. Gli eventi in onore del Patrono seguiranno fedelmente la tradizione, alle 8 ci sarà la messa in Battistero per i defunti della San Giovanni, alle 8.30 partirà della Società di San Giovanni, si muoverà un corteo formato dalla deputazione e dai valletti in livrea del sodalizio, oltre che dal corteo storico del Comune. Questo giungerà alla Loggia del Bigallo dove verrà esposto alla venerazione dei fiorentini un Reliquiario di particolare valore che contiene: la ‘reliquia ex ossibus’ di San Giovanni Battista; lembi delle vesti della Santissima Vergine Maria e di San Giuseppe; la ‘reliquia ex ossibus’ di San Zanobi; la ‘reliquia ex corpore’ di Sant’Antonino; le ‘reliquie ex corpore’ del Beato Ippolito Galantini e del Beato Gerardo da Villamagna. Il corteo proseguirà su via dei Calzaiuoli fino a Palazzo Vecchio dove si congiungerà con quello della Repubblica fiorentina, partito dal Palagio di Parte Guelfa. Da Piazza della Signoria qui la processione si recherà in Battistero per portare i ceri, donati dalla Società di San Giovanni e dal Comune di Firenze, e rendere omaggio al cardinale arcivescovo Giuseppe Betori.

 

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Nel Pomeriggio, secondo la tradizione si giocherà la finale del Calcio Storico Fiorentino. Il gioco del Calcio fiorentino è oggi una sfida tra i quattro quartieri della città. Le partite si svolgono con i costumi del XVI secolo a ricordo e rievocazione di un momento particolare della storia fiorentina. Il 17 febbraio 1530 la piazza di Santa Croce a Firenze divenne teatro di una delle più importanti sfide lanciate dalla Repubblica fiorentina all’imperatore Carlo V, quando la popolazione assediata da molti mesi dalle truppe imperiali, si cimentò in una partita di Calcio, dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione.

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Dalle 17 il corteo della Repubblica Fiorentina si muoverà da Piazza Santa Maria Novella a Piazza Santa Croce, arena di gioco. Quest’anno la finale sarà tra Bianchi di Santo Spirito e Verdi di San Giovanni. I primi hanno sconfitto gli Azzurri di Santa Croce per tre cacce e mezzo a due. I secondi invece hanno battuto i Rossi di Santa Maria Novella per tre cacce e mezzo a due e mezzo. Così la finale avrà un sapore storico: Bianchi contro Verdi, come nella partita dell’assedio del 17 febbraio 1530. Una finale che non si giocava da 47 anni. L’ultima sfida per la vitella fra la parte bianca di Santo Spirito e quella verde di San Giovanni risale, pensate un po’, al 30 giugno 1968. Si giocò in notturna, in piazza della Signoria: vinsero i Verdi per una caccia e mezza a una.

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Dopo la “battaglia” gli occhi dei turisti e dei fiorentini si sposteranno verso il cielo. Infatti dalle 22 sarà il momento dei “fochi”, uno spettacolo pirotecnico unico nel suo genere. Quest’anno per cento fortunati saranno visibili addirittura dal camminamento della ronda di Palazzo Vecchio.

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Viva Fiorenza!

Dario Baldi


 

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Dario Baldi

20 anni. Autore de Il Pagellone. Cronista sportivo. La Politica è passione.

Il meglio deve ancora venire.

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