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ALLARME CONTAGIO EBOLA, RISCHIO GLOBALE

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Ebola-virus-pathogenesis[1]E’ scattata anche in Italia l’allerta per il virus “Ebola”, il Ministero della Sanità con una circolare del 4 Aprile ha comunicato l’attivazione di misure di sorveglianza nei punti nevralgici di ingresso del nostro Paese.
La nota è stata trasmessa all’Enac, la Farnesina, a tutte le regioni, alla Croce Rossa Italiana e PER LA PRIMA VOLTA DAL 1970 AL MINISTERO DELLA DIFESA.

La circolare oltre a mettere il nostro Paese sulla scia degli altri Stati europei arriva dopo una serie di polemiche e accuse contro il Ministro, Beatrice Lorenzin, che non sarebbe stata tempestiva nell’attivarsi a proposito, come per un interrogazione parlamentare presentata dall’on. Fabrizio di Stefano (FI) nella quale si chiedeva al ministro “se l’Italia fosse a rischio contagio e quali misure fossero state prese”.
L’epidemia di questo virus, di cui non si ha una cura né un vaccino, del ceppo più virale lo “Zaire”, che ha una mortalità all’incirca del 68%, ma che può arrivare anche fino al 90%, analizzato per la prima volta il 26 Agosto 1976, può essere trasmesso attraverso lacrime, urina, saliva, latte materno, muco, sangue.
Attualmente non sembra possibile un contagio veicolato dall’aria.
Il problema dell’Ebola è che spesso viene confuso con altre malattie come la malaria e il tifo con la conseguente somministrazione di farmaci inutili.
Il periodo di incubazione (dal momento del contagio all’insorgenza dei primi sintomi) va da 2 a 21 giorni. La morte è fulminante e sopraggiunge nello stesso periodo (2-21 giorni).
L’Ebola si sta diffondendo nell’Africa Occidentale e in Europa già nei giorni scorsi sono scattate le prime restrizioni, in diversi aeroporti, che diversamente dall’Italia hanno voli diretti e in arrivo dall’Africa, come Parigi, Bruxelles, Madrid, Francoforte e Lisbona, ed è scattato il CODICE ROSSO.
Il vicedirettore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Keiji Fukuda, ha affermato che questa diffusione del virus è una delle più difficili mai affrontate e potrebbe proseguire per 3-4 mesi.
Problematiche ben più profonde appaiono quelle che si profilano all’orizzonte per l’Italia,  poiché a breve la bella stagione permetterà un maggior numero di sbarchi di clandestini nel Paese aumentando il pericolo di diffusione del virus.

L’OMS finora non aveva adottato alcun tipo di provvedimento perché la diffusione riguardava soprattutto aree silvestri, fuori dai grandi centri, ma dopo che si sono registrati casi di contagio anche nella capitale della Guinea, il codice rosso è stato prontamente attivato.606x341_EbolaGraph-606[1]
I Paesi interessati sono sicuramente la Guinea con 170 casi presunti di febbre emorragica, 25 in Liberia, con un totale di 118 vittime certe, sono stati individuati casi sospetti anche in Ghana, Sierra Leone e Mali.
Il Presidente della Società Europea di Virologia e Direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, Giorgio Palù, avverte di porre alta l’attenzione sulle basilari norme igieniche, evitare il contatto con chiunque abbia soggiornato nelle zone a rischio e ai sintomi: i primi a comparire sono comuni ad altre febbri, ma la comparsa di emorragie è un segnale da non sottovalutare ed è bene recarsi immediatamente dal medico.
Ricordiamo che in Italia esiste una SOLA struttura attrezzata, lo Spallanzani di Roma, in Germania e in Francia tre.

Matteo Taccola

matteo.taccola@uninfonews.it