1 Ottobre 2020

Probabilmente con questo articolo mi attirerò le antipatie di coloro a cui sfugge il significato recondito di democrazia e credono che quest’ultima sia solamente una parola che descriva come apparecchiare il centrotavola, dimentichi del diritto di libertà di pensiero e di parola delle altrui persone.

Fatta tale premessa, mi lancio nell’analisi di uno degli eventi che sta riscuotendo notevole interesse in Italia, ma che si sta svolgendo al di fuori degli italici confini: il Mariage pour tous.


In poche parole si tratta di una legge, approvata in Francia, riguardante il riconoscimento e l’autorizzazione del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso e l’adozione di figli da parte di coppie omosessuali, che già in altri Paesi Europei è stata approvata, seppur talvolta è nel contenuto differente.

La Francia infatti è il quattordicesimo Paese nel mondo che crea una materia normativa favorevole in tal senso.

È bene ricordare chi prima di lei ha compiuto questo tipo di cambiamento normativo:

Nuova Zelanda – Il 17 aprile scorso il Parlamento ha approvato la legge sui matrimoni gay, diventando il primo paese dell’Asia-Pacifico a legalizzarli. La legge apre la strada all’adozione. Nel Paese l’omosessualità era stata depenalizzata solo nel 1986.
Uruguay – L’11 aprile 2013 è diventato il secondo Paese latinoamericano a permettere le nozze tra omosessuali. La nuova legge prevede l’eliminazione di ogni riferimento al sesso delle persone negli articoli del Codice Civile sul matrimonio.
Olanda – È stato il primo Paese, nell’aprile del 2001, ad aprire al matrimonio civile per le coppie gay con stessi diritti e doveri delle coppie etero, tra cui l’adozione.
Belgio – Il matrimonio omosessuale è in vigore dal 2003, mentre il via libera alle adozioni è arrivato nel 2006.
Spagna – Le nozze gay sono previste da luglio 2005. E le coppie gay, sposate o no, possono adottare bambini.
Canada
– La legge sul matrimonio gay è del luglio 2005.
Sudafrica – Nel novembre 2006 il Sudafrica è diventato il primo Paese africano a legalizzare le unioni gay attraverso “matrimonio” o “partenariato civile”. Le coppie possono anche adottare.
Norvegia – Da gennaio 2009 omosessuali ed eterosessuali sono equiparati davanti alla legge in materia di matrimonio, di adozione e di fecondazione assistita.
Svezia – Le coppie gay possono sposarsi con matrimonio civile o religioso da maggio 2009. L’adozione era già legale dal 2003.
Portogallo – Una legge del 2010 ha abolito il riferimento a “sesso diverso” nella definizione di matrimonio. Ma è esclusa la possibilità di adottare.
Islanda – Le nozze gay sono legalizzate dal 2010. Le adozioni sono legali dal 2006.
Argentina – Il 15 luglio 2010 l’Argentina è diventato il primo Paese sudamericano ad autorizzare il matrimonio gay e le adozioni da parte di omosessuali.
Danimarca – Primo Paese al mondo ad aver autorizzato le unioni civili tra omosessuali nel 1989, ha autorizzato nel giugno 2012 le coppie gay a sposarsi davanti alla Chiesa luterana di Stato.
Messico – Le nozze sono possibili sono nella capitale, Città del Messico.
Stati Uniti – I matrimoni tra persone dello stesso sesso sono legali solo in 9 Stati e a Washington Dc.
Germania, Finlandia, Repubblica ceca, Svizzera, Colombia e Irlanda riconoscono le unioni civili.

Una legge che posso senza alcuna remora ritenere valida e importante come passo rilevante per istituzionalizzare e far sì che persone dello stesso sesso possano avere per la loro unione ciò che è concesso alle unioni eterosessuali, non parliamo solamente della stessa dignità, ma anche degli ovvi motivi economici che gravitano intorno a una legge di così consistente portata.

Fin qui, giuro, nessun problema, anzi posso dire “Giustizia è fatta”.


Analizziamo, per sommi capi, ciò che in ultima istanza l’Assemblea nazionale francese ha portato di nuovo con questa sua legge nel “Code Civil”, approvata con 331 voti favorevoli, 225 contrari e una manciata di ignavi, cioè astenuti.

Il ministro della Giustizia, Christiane Taubira, ha affermato in merito all’approvazione della legge che i matrimoni omosessuali che si festeggeranno porteranno un vento di gioia e che coloro che oggi si oppongono, domani sicuramente saranno sopraffatti dalla felicità degli neosposi e relative famiglie al seguito, io ritengo che probabilmente non abbia guardato gli scontri, pacifici e non, che in questi giorni si stanno svolgendo nelle strade di Parigi, dimentico il ministro anche dell’esistenza di gruppi neonazisti che facilmente non cambieranno opinione al riguardo.

Vedere, per altro, moltissime persone protestare contro questa legge mostra un Paese che è spaccato nettamente in due.

Voglio qui ora sintetizzare alcuni punti della legge sopra citata, per criticarne quello che più mi sta a cuore:

  • Due      persone dello stesso sesso, al pari di due persone di sesso opposto,      possono ora contrarre matrimonio;
  • Possono      sposarsi in Francia anche le coppie di cui uno o entrambi gli sposi sono cittadini stranieri, anche se la legge      nazionale di ciascuno di loro non lo consente;
  • Ciascuno      sposo acquisisce il nome      dell’altro, in sostituzione o in aggiunta al proprio
  • Le      coppie dello stesso sesso sposate possono adottare;
  • Il figlio      adottivo acquisisce il cognome scelto da entrambi i genitori tra i      cognomi di entrambi o solo di uno di loro (in caso di disaccordo, prende      il cognome di entrambi in ordine alfabetico).

Come già detto in precedenza sono favorevole al fatto che anche per le coppie omosessuali venga riconosciuto il diritto di unirsi in matrimonio, ma mi trovate in disaccordo, fermamente, con il diritto loro acquisito di potere adottare uno o più bambini.

Non si tratta di andare contro una qualche scrittura sacra, che può essere da molti considerata cartastraccia o libri fantasy poco riusciti come Twilight, citando un esempio casuale, contro una qualche religione, che qualcuno può ritenere oppio dei poveri, contro Dio o contro delle divinità, che qualcun altro può aver conosciuto solo in Age of Mythology, qui parliamo di andare contro la natura.

Per natura non intendo un essere, in cui sia profuso un qualche spirito vitale, ma nella natura intesa come ambiente che ci circonda.

Non voglio certo dire che chi nasce tondo non può morire quadrato, poiché qualche arguto lettore potrebbe protestare dicendo che esistono alcune specie animali che nascono maschi e muoiono femmine e viceversa.

Nel mondo c’è un ciclo naturale, un ciclo della vita, in cui noi siamo collocati, noi nasciamo, cresciamo, infine moriamo.

Non esiste specie animale che possa procreare attraverso due semi maschili o due semi femminili, esistono specie che in assenza del partner maschile, possono auto-riprodursi, ma il discorso ci allontanerebbe da questa analisi morale di una legge, che di per sé non ha morale.

Cosa voglio dire con questo?

Trovo ingiusto e innaturale che una coppia omosessuale possa adottare un bambino.

Lo trovo ingiusto per i motivi che ora seguiranno: l’uomo non può, anzi non dovrebbe, piegare alla sua volontà ciò che il mondo fa funzionare in un certo modo, poiché se vi è un meccanismo è perché l’orologio può ticchettare in quel modo.

L’uomo con il suo egoismo, crea artificiosi legami, solo per la brama di essere superiore a tutto e a tutti, diventando lui il re, per altro ipocrita.

Ipocrita? Si, ipocrita.

Perché basta ascoltare programmi televisivi inerenti ad molteplici argomenti, dove l’uomo è descritto come tiranno, che subito si ricorda prontamente come questi non debba sfregiare il mondo, poiché (giustamente) non suo.

Quando però andiamo a toccare i normali funzionamenti di creazione della vita, per normali, intendo quelle procedure empiricamente osservate, immanenti al mondo, non una qualche disposizione trascendente, l’uomo non ha limiti, non se li pone, si crede capace di poter piegare qualsiasi barriera, non vi è altro obiettivo se non quello di appagare il suo egoismo e la sua avidità di avere.

Matteo Taccola

senate[1]

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Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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