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Tommaso Viscusi - 20 Novembre 2014

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Compromesso o rivoluzione culturale?

Tommaso Viscusi - 20 Novembre 2014
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Dopo i recenti eventi di Tor Sapienza, e la contestazione alla parlamentare Paola Taverna (m5s), i giornalisti di qualsiasi schieramento hanno cominciato a sbandierare la crisi di consensi del Movimento. Per quanto consideri la maggior parte dell’informazione (o meglio disinformazione) italiana responsabile dello sfacelo culturale in cui stiamo vivendo, a volte capita di leggere articoli sensati, come quello di Andrea Scansi (Fatto Quotidiano) che qui mi accingo a rispondere (vedi l’articolo di Scansi).

Il grillino macchietta che non sapeva chi votare forse, oltre che raffreddato, è morto (per fortuna). A sostenere il M5s rimangono quelli che credono sia necessario inserire nelle istituzioni onestà e merito, che s’informano costantemente su ciò che accade nei palazzi e che sono sempre critici ed esigenti nei confronti dei loro rappresentanti. Se sono il 20% è già tanto, come in ogni fase della nostra nazione, la maggioranza degli Italiani brancola nel buio dell’ignoranza o del menefreghismo.

Molti accusano il M5s di aver fallito sulla politica del troppoPurismo. Sì, sarà anche utopia decidere di non scendere a compromessi con partiti al cui loro interno esistono tuttora pluricondannati e mafiosi. Utopia. Mi sembra tanto che questo paese ragioni alla rovescia e si sia convinto di tante cose sbagliate propinate da più di quarant’anni di sciagurata repubblica. Insegnanti, genitori e gli stessi politici che ti dicono: non si può cambiare niente. Devi abituarti all’idea che in questo paese, o in generale in questo mondo, devi convivere con lo schifo, devi buttare giù rospi, devi essere indifferente alle ingiustizie. Certo. Fino a quando non capitano a te. Indifferenza è menefreghismo. Quindi se il compromesso con certe persone deve servire ad ottenere mezze cose buone, e mezze cose non buone, ditemi voi a cosa serve? Compromessi si possono fare tra persone oneste che sanno di non poter nuocere a nessuno. Da quando si è ampliato questo concetto a tutti? Si discute con un condannato in via definitiva? Si discute con un mafioso?

Grillini o no, il merito che si deve dare al movimento è che dal 2009 si è tornati a parlare di una rivoluzione culturale di cui il nostro Paese necessita da troppo tempo. Ma non è un problema solo nostro.

Per mia esperienza personale all’estero (erasmus), sto scoprendo che non esiste un paese che non abbia gli stessi problemi. Pochi giorni fa un portoghese ha detto: “La televisione sta cominciando ad avere troppa influenza sulle persone”. Ci sei arrivato adesso tu? Noi venti anni fa eravamo a discutere per la prima volta sul conflitto di interessi di Berlusconi, mentre questi grazie al controllo totale sui media televisivi ci faceva ingoiare a forza la sua propaganda anestetizzando il nostro cervello. In Spagna sta nascendo un movimento “Podemos” identico al m5s, già secondo partito alle ultime lezioni. In Belgio hanno sfilato in 100mila a Bruxelles contro l’austerity. In Germania si trovano ad avere a che fare con casi di corruzione. Gli inglesi si sono salvati in corner dalla secessione della Scozia. Insomma non esiste un governo che stia facendo gli interessi del proprio popolo, non so chi sarà il primo a saltare in aria, ma sarebbe davvero una grande soddisfazione se, ancora una volta, il rinascimento culturale partisse da noi.