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Claudia Perossini - 24 Ottobre 2014

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La “disneyficazione” delle opere d’arte

Claudia Perossini - 24 Ottobre 2014
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Recentemente si è sollevata una polemica nazionale riguardante i finanziamenti per il restauro delle opere d’arte pubbliche.
Fino a poco tempo fa l’Italia ha sempre rifiutato l’aiuto dei privati per salvare monumenti storici in degrado e molto spesso anche pericolanti ma, negli ultimi tempi, questa posizione è stata rivisitata a causa delle sempre più gravi esigenze di restaurare alcune delle opere più importanti.
Secondo alcuni questa decisione trasformerebbe la nostra storia in un business che porterebbe a una “disneyficazione”, come dichiara il giornalista Anthony Faiola del Washington Post, del patrimonio monumentale.
Infatti le grandi marche sono ben disposte a sborsare ingenti somme per i restauri, a patto che venga pubblicizzato il loro contributo.
L’Italia d’altronde possiede quasi l’80% del patrimonio storico-artistico mondiale e, data la sua posizione economica, necessità fortemente di finanziamenti. Gli italiani, presentandosi ormai solamente come custodi di importanti monumenti, rispondono che l’unica via per mantenere vive le opere dei posteri sia quella della sponsorizzazione privata: “In Italia la lista delle bellezze è infinita”, spiega il ministro della cultura Dario Franceschini “e anche se non vivessimo in tempi di ristrettezza e taglia alla spesa, il patrimonio culturale italiano sarebbe comunque troppo vasto. Non vedo perché dovremmo rifiutarci di aprire la porta a interessi privati”.

Fino a questo momento la donazione più discussa è stata quella di Diego Della Valle, presidente dell’azienda calzaturiera Tod’s, che prevedeva la spesa di venticinque milioni di euro per il restauro completo del Colosseo. Nonostante le proteste contro tale accordo, nel giro di poco tempo i lavori di rifacimento sono partiti mostrando subito un cambiamento radicale dell’opera. Mediante acqua nebulizzata a temperatura ambiente senza aggiunta di solventi, il “colosso” ha ottenuto un colore simile a quello della farina d’avena, molto più vicino al colore originale.
Ma quali sono in vantaggi ottenuti dalla grande azienda? Per un periodo determinato Tod’s avrà l’opportunità di stampare il proprio marchio sui biglietti di ingresso al Colosseo. Inoltre potrà per i prossimi quindici anni associare il proprio logo al restauro nelle future collezioni, scatenando l’ira dell’associazione nazionale consumatori che ritiene questo accordo oltremodo vantaggioso per Della Valle.
In conclusione non possiamo certo scandalizzarci se in un momento di crisi economica del genere l’Italia corra ai ripari in ogni modo. Il mantenimento delle opere è una delle priorità del governo, considerando l’alto tasso di turismo che si basa su di esse. Infine, nonostante l’argomento rimanga fonte di discussione continua, dobbiamo riconoscere che stimolare gli investimenti nel settore della cultura è l’unico modo per mantenere vivo il nostro patrimonio artistico, continuando a tramandare ciò che abbiamo ereditato e che lasceremo ai nostri figli.