4 Dicembre 2020

Dopo i torridi e spensierati mesi estivi, torna il Renzometro di Uni Info News! Nonostante il consueto rallentamento stagionale dell’attività parlamentare e politica, il nostro sondaggio, nel suo secondo appuntamento, ha molto da raccontare.

Due mesi fa, il 30 giugno, il primo rilevamento effettuato consegnò alla Redazione un risultato piuttosto severo sull’operato del Governo, indice della profonda spaccatura che attraversa l’opinione pubblica a proposito della figura del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.


Per tutti coloro che volessero rileggere il primo sondaggio, o per tutti coloro che, per la prima volta, ne volessero scoprire i meccanismi di funzionamento ed i primi risultati, ecco qui il link del primo Renzometro.

Ma giungiamo al dunque. Ho chiesto adesso a 31 persone, tutte di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, residenti a Livorno, Firenze, Roma e Grosseto, di dare una valutazione anonima, con un voto da 0 a 10, all’operato del nostro Presidente del Consiglio.

Sommando i voti e dividendo il risultato ottenuto per 31, risulta che l’indice di gradimento di Matteo Renzi, in una scala da 0 a 10, sia di:PicsArt_1440927785978[1]

Benché il giudizio rimanga severo, emerge un contenuto ma evidente miglioramento nella valutazione sull’operato del governo. Si passa da un 5.36, di due mesi fa, equivalente ad un 5+, ad un 5.81, che ha il sapore di un 6-. Ma, consapevoli del fatto che il campione sondato sia il medesimo, cosa ha influito positivamente sulla valutazione riportata quest’oggi?

Il 40.9% degli intervistati ha espresso un giudizio migliore che nel precedente rilevamento e solo il 27.2% ha dato una valutazione peggiore. Gli apprezzamenti positivi, peraltro, sono stati marcati da voti più alti che a giugno, mentre i decisi detrattori del governo, spesso già assestatisi su valutazioni estreme, hanno potuto solo confermare i voti in precedenza assegnati.

Emerge, inoltre, una consistente variazione di giudizio, indice di una elevata mobilità elettorale. Mi spiegherò meglio servendomi dei dati raccolti. Il 31.8% degli intervistati, quasi 1/3 del campione, è passato dal blocco dei sostenitori a quello degli oppositori o, viceversa, da quello dei detrattori a quello dei sostenitori, evidenziando la fluidità degli schieramenti.


Ma perché così tanti giovani hanno cambiato opinione, anche drasticamente, sull’operato del governo? Ho raccolto alcune osservazioni.

Tra le valutazioni dei sostenitori del governo retto da Matteo Renzi, pesano principalmente “i traguardi raggiunti in economia, riconosciuti dal Financial Times, che ne attribuisce i meriti al nostro Premier” e  la promessa di ridurre la tassazione già dal 2016, perché ciò “darebbe respiro a tante attività” e “fa ben sperare per il rilancio della nostra economia”. Un ragazzo mi scrive che “Renzi riesce a controllare la situazione, dando una certa stabilità al paese ed in Italia non è cosa facile”. Si parla positivamente anche di Rai, di Buona Scuola e degli effetti del Jobs Act sull’occupazione. “Ottimo lavoro quello fatto con il PD, che passa da partito di sinistra a partito di governo, che parla a tutti i cittadini e non solo ai propri elettori” aggiunge un ragazzo in relazione al discorso tenuto dal Presidente del Consiglio in occasione del meeting di Rimini e all’annuncio di abolire Imu, Tasi e di ridurre la Tares. A mio avviso proprio queste promesse fiscali, condivise dalla maggioranza dei votanti, hanno dato, questa estate, respiro al governo.

Il tema principe di divisone, sul quale il campione si è spaccato, rimane quello dell’immigrazione. Una ragazza, che a giugno era la più severa detrattrice del governo, mostra fiducia nel confronti di Renzi perché “sta cercando di smuovere i paesi padroni dell’Ue riguardo l’immigrazione e finalmente qualcosa sta cambiando”. Un ragazzo aggiunge che “è inutile girarci intorno, il governo Renzi è quello che ha fatto di più per salvare vite umane, con l’operazione Mare Nostrum e coinvolgendo altri paesi europei con Triton“. 

Ribattono però alcuni intervistati, che affermano che non sia mai stata presa alcuna “seria contromisura sul fronte immigrazione”e che “l’accoglienza e la gestione dei migranti è vergognosa e “troppo costosa”. Un ragazzo, forte oppositore del governo, mi scrive che Renzi “ha detto che il centro d’Europa adesso è il Mediterraneo e che l’Italia fa da ponte tra Europa ed Africa. Come dire “Venite pure a morire, amici africani, ci pensiamo noi!”Come se non avesse già dato loro abbastanza false speranze…”. Le più aspre critiche nei confronti del governo, a proposito dell’immigrazione, giungono da una vasta area di destra, che sembra ormai comprendere Forza Italia, la Lega Nord ed anche i Cinque Stelle.

Altri commenti negativi giungono dall’area a sinistra del PD che rivede nelle promesse di Renzi, riguardo la riduzione della tassazione,“il populismo berlusconiano” poiché “si dovrebbe andare nella direzione di far pagare le tasse a tutti, compresa la patrimoniale. Non far finta di abolirle per poi chiamarle in altro modo”. Così molti elettori di sinistra si sentono traditi poiché vedono nel PD solo un partito che “promuove politiche liberiste e non più riconducibili ad una produzione scientifica keynesiana, o latamente marxista, che sarebbe tipica di un partito di sinistra”. 

In sintesi, questo secondo sondaggio ci dice che:

  1. L’accreditamento di Matteo Renzi, come Presidente del Consiglio, cresce, seppure lievemente;
  2. La fluidità degli schieramenti aumenta, soprattutto per il mescolarsi di opinioni che si aggregano su grandi temi;
  3. Le differenze di opinione tendono a radicalizzarsi, mentre al centro si allarga un’area indistinta e incerta.

Con queste conclusioni termina il secondo Renzometro, che tornerà tra due mesi, il 30 ottobre, per parlare del governo e delle vostre opinioni.

Ringrazio di cuore, ancora una volta, tutti coloro che si sono sottoposti al sondaggio.

Lamberto Frontera

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Lamberto Frontera

Classe 1995, laureato in Scienze Politiche (Studi internazionali), frequento il Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionali presso l'Università "Cesare Alfieri" di Firenze.
Scrivo per Uni Info News da marzo 2015.

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