NANE’ – Ep. 2/2

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IL SOLITO TEATRINO

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Finita l’onda democratica del referendum, i palazzi della politica romana riprendono il loro consueto corso, fatto di incoerenza, lacrime di coccodrillo, finto senso di responsabilità, finta opposizione ai “poteri forti”.

PD: RIUNIONE DEI LIBERI DEMOCRATICI CON FRANCESCO RUTELLI

Il nuovo presidente del consiglio, Paolo Gentiloni fonte adnkronos

Il governo fotocopia di Gentiloni, fatto in nemmeno due giorni, non ha trovato una vera opposizione da parte di nessuno: fa comodo a tutti che la situazione resti congelata, fa comodo chiaramente ai vecchi ministri, tutti confermati ad eccezione della Giannini, fa comodo a Lega e M5s che possono continuare a preservare la loro “verginità”, predicando elezioni subito, sapendo perfettamente che elezioni subito non hanno senso.

Perché elezioni subito, o dopo la (presunta) correzione da parte della corte costituzionale dell’Italicum, senza cambiare la legge elettorale al Senato, significa volere l’ingovernabilità, o meglio, un governo di larghe intese o tecnico: con l’attuale legge elettorale del Senato, un proporzionale (quasi) puro, non sarebbe possibile ottenere la fiducia al Senato se non con larghe intese e inciuci vari.

E anche dire “copiamo l’Italicum al Senato” è segno di malafede o di ignoranza, dato che la tanto difesa costituzione prevede per il Senato una legge elettorale su base regionale, quindi necessariamente diversa da quella per la Camera.

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Beppe Grillo fonte Vvox

Tutto questo senza considerare l’incredibile incoerenza di chi, vedi Beppe Grillo, parlava dell’Italicum come di una legge elettorale fascista, la peggiore possibile, e nel giro di 12 ore si ritrova a sostenerla, sapendo di essere avvantaggiato, in perfetto stile berlusconiano.

Per quanto riguarda la lega di Salvini , il quale non si è neanche degnato di andare alle consultazioni, il discorso cambia di poco. Hanno avuto la decenza di non osannare l’Italicum, preferendo un semplice e laconico “al voto subito!”, ottuso in perfetto stile lega.

Almeno in questo sono coerenti.

Dall’altra parte, non fanno di certo una bella figura Renzi ed il governo appena caduto.

Le lacrime del fiorentino si sono rivelate di coccodrillo: dopo aver sostenuto, con orgoglio, la sofferta scelta di uscire di scena, nel giro di pochi giorni il governo che nasce è una fotocopia del suo, in cui seppur non direttamente coinvolto, l’ormai ex premier non può negare di essere “azionista” di maggioranza del nuovo governo Gentiloni.

Persino alla Boschi, la vera sconfitta dal referendum, braccio destro e controfigura femminile di Renzi, è stato assegnato un posto di rilievo all’interno del nuovo governo: vergognoso.

Le uniche forze responsabili in questa crisi di governo si sono rivelate: Sinistra Italiana, Sel, e con grande stupore, udite udite, Forza Italia.

Tutte e tre hanno proposto al presidente Mattarella, durante le consultazioni, l’unica soluzione al contempo razionale e rispettante dell’esito del referendum: governo di scopo per cambiare la legge elettorale, quindi al voto subito.

Il parlamento è molto frammentato ed è clamorosamente non rappresentativo dell’esito delle scorse elezioni politiche, una legge elettorale però va fatta e per farla serve un governo di scopo.

La “ragion di stato” secondo la quale serve un governo non di scopo, a pieni poteri, perché bisogna affrontare gli impegni europei, ormai non tiene più: abbiamo già abdicato alla nostra democrazia quando si è insediato il governo Monti, il governo Letta, il governo Renzi.

pupi-fonte-lipari-biz

Il teatrino dei pupi fonte lipari.biz

Un altro governo non a scadenza, non supportato dal voto popolare, è inaccettabile.

Legittimo, legale, ci mancherebbe, però politicamente inaccettabile: i populismi sono sempre più forti e radicati e così si butta benzina sul fuoco.

Il solito teatrino, insomma, è andato in scena.

I soliti giochi di potere in cui ognuno tira acqua al proprio mulino, in cui si dicono cose per farne altre, in cui ogni leader, dal proprio angolo, recita la sua prevedibile e diligente parte.

Certo, se vinceva il si al referendum costituzionale, non avremmo avuto l’ennesima riedizione di questa farsa e ci sarebbe stata una legge elettorale pronta e fatta che allontanava definitivamente le larghe intese…

Ma la storia non si fa con i se e con i ma: leghisti e grillini, rappresentanti la maggioranza del popolo del no, hanno vinto sostenendo la lotta ai “poteri forti”, salvo poi continuare a consegnare loro il governo italiano.

Liberissimi, ci mancherebbe, di continuare a credere che siano loro il cambiamento che serve al nostro paese.