A TUTTA B. Giornata 18: tonfo per Verona e Frosinone, quattro squadre in soli due punti.

FV - 14 Dicembre 2016

IL SOLITO TEATRINO

FV - 14 Dicembre 2016

NANE’ – Ep. 2/2

FV - 14 Dicembre 2016
Share

BIOGRAFIA AUTORE: Mi chiamo Monica Giusto, sono nata a Savona il 4/06/1968; sono infermiera ed amo molto il mio lavoro. Adoro viaggiare e i bambini: i loro occhi sono così loquaci. Mi piacciono le favole, i miti e le leggende. Questo racconto è intriso della mia più sfrenata fantasia, le mie emozioni più intime, i miei affetti più cari e i miei ricordi. Mi piace sapere che questa pubblicazione aiuterà a far conoscere l’Associazione Faggio Vallombrosano Onlus, costituita da persone in gamba che aiutano i bambini in difficoltà.

Leggi QUI l’episodio precedente.

NANE’ – Ep. 2/2

“Ops! chiedo scusa” rispondo io “ma saranno le stelle sono così luminose.”

“Eh si” risponde lei, “adesso Nane’ va a trovare il piccolo Principe.”

Ora io stupita sorrido pensando a Cice, mia nipote, perché il piccolo Principe le era antipatico, e non riusciva a capire che ci facesse un bimbo tutto solo in un piccolo pianeta.

A me piace tanto la storia e ho persino costretto mio marito ad andare al cinema a vedere il cartone animato.

“Accidenti!” penso io, e vedo la bimba alquanto irritata, “ora mi picchia…”

Lei, come leggendomi nel pensiero, risponde “no tranquilla al massimo sputo” ed io rido perché è una risposta che do spesso, mi somiglia troppo mah!

Che strano.

Mi sorride e ricomincia “C’era una vecchina, che aveva una casina in una radura dove coltivava un’orto ed allevava galline”

Penso e mi ritorna in mente il ritornello “la vecchina piccina picciò’ aveva una gallina piccina picciò’.“

Mi accorgo che la bimba mi scruta e mi dice “sei proprio fissata con questa filastrocca”, che dire… mi è rimasta impressa e sorrido.

Mi accorgo che ci hanno raggiunto due bimbi un maschio ed una femmina si presentano come fratello e sorella e si chiamano Juan Carlos e Maria Sol… che bei nomi.

Si siedono vicino e la bimba ricomincia: “C’era una vecchina che aveva una casina nelle favelas”

Questa volta mi rattristo e chiedo “perché lì?”

“Non essere triste” mi fa lei.

“Nane’ va spesso lì perché aiuta i bimbi in difficoltà con un pasto caldo, una carezza, un rammendo o una coccola sai a volte una carezza scalda il cuore più di tante altre cose.”

Eh come hai ragione bimba bella.

“Sai, Nane’ aiuta ad insegnare a leggere a scrivere e a colorare…” ed io incomincio a navigare nei miei ricordi.

Mi viene in mente Antonio, il mio bimbo adottato a distanza, che quando imparò a scrivere mi mandò una lettera scritta di suo pugno con i suoi ringraziamenti dove mi diceva:” grazie a te vado a scuola e lì ci sono tanti libri”.

Ma quello che mi stupì fu il suo disegno che rappresentava il suo paese in bianco e nero ma la scuola era colorata.

Mi scende una lacrima e la bimba me la asciuga con una carezza.

Questa volta a parlare sono gli altri bimbi. Mi dicono “noi dobbiamo ringraziare Nane’. Stiamo andando a scuola ed un giorno io sarò dottore ed aiuterò i bimbi malati mentre mia sorella diventerà ostetrica per far nascere i bimbi sani e belli.”

“Bravi” rispondo io, “sono convita che sarete ottimi nel vostro lavoro.”

Mi chiedono “e tu che lavoro fai?”

“Sono infermiera ed amo molto il mio lavoro.”

“Hai sempre saputo di voler essere infermiera?” mi chiede Maria Sol.

E io rispondo “praticamente si, avevo cinque anni quando ho deciso ed non ho mai cambiato idea, tanto meno rimpianto di averlo fatto.”

“E se cambiassimo idea durante i percorso di studio?” mi chiedono…

“Non è importante purchè scegliate sempre ciò che vi dice il vostro cuore. Non dubitate mai delle vostre capacità.”

Mi sorridono, mi abbracciano e se ne vanno felici.

La bimba mi guarda pensierosa e mi domanda: “non hai ancora capito?”

Io la guardo e le chiedo “cosa?”

Mi risponde sconsolata “che testa dura che sei… Nane’ non è una ma tutte quelle persone che si impegnano ad aiutare i bimbi in difficoltà e li aiutano a crearsi un futuro migliore.”

Io penso a ciò che ha detto e si incomincio a capire. Già, tutto è logico, anche se l’idea di una vecchina “supersonica” era forte.

La bimba è furiosa e ora mi picchia sul serio.

Poi con un sorriso smagliante mi dice “non posso picchiare me stessa ma vedo con piacere che non cambierò.”

“Scusa?” le chiedo io.

“Semplice. Nane’ è anche magia ed io sono la proiezione del tuo lato infantile e mi piace tanto che non ti sei mai dimenticata di me.”

“Ricorda che grazie a questo sei stata Nane’ per il tuo Antonio e sono convinta che lo sarai ancora… anche se ti distrai molto, hai un grande cuore.”

Che dire se non una frase retorica: ogni cosa accade per una ragione……

Mi abbraccia dicendo “devo andare, forse ci rivedremo. Chissà magari in India” e mi strizza un’ occhio.

Che serata magica!

Forse è meglio andare a dormire o forse sto già dormendo????