13 Luglio 2020

Per un giovane, al giorno d’oggi avere la passione per la politica vuol dire spesso confrontarsi con pochi coetanei, ricercati in determinati ambienti, quasi di nicchia. Fuori dai partiti e dalle associazioni culturali-sociali i temi sulla “cittadinanza attiva” sembrano sempre poco dibattuti, per questo sono rimasto sorpreso dall’incontro con Martina Fenzi, classe 1996, appena diplomata al Liceo Scientifico Francesco Cecioni di Livorno. Martina è attiva da qualche anno in molte realtà sociali ed è stata eletta nel Parlamento degli Studenti della Regione Toscana (PSRT n.d.r.).

Se ho deciso di intervistarla e di riproporre la sua intervista per Uni Info News è perché sono fermamente convinto che le storie di ragazze come lei a noi giovani non possano fare altro che bene, guidandoci alla riscoperta delle nostre doti, per creare un mondo migliore, con umiltà, cooperazione, determinazione e tanta fatica. Ma mai senza sorriso, un sorriso che non abbandona mai il volto di Martina.


Ecco la sua storia, buona lettura!

Per iniziare ti volevo chiedere un chiarimento, io conosco un ragazzo che faceva parte del PSRT, tuttavia ho notato che il PSRT nasce da una legge regionale del 2011 ma il mio amico ne faceva parte nel 2010, com’è possibile?

Nel 2012 il PSRT è stato riconosciuto come organo istituzionale, in seguito alla legge regionale del 2011 tuttavia il PSRT esisteva già ma non era riconosciuto a tutti gli effetti.

Ho capito, adesso è chiaro, mi ero studiato la legge e ho visto che avete anche un sito.

Si è piuttosto complesso, inoltre quest’anno un ragazzo ha cercato di apportare delle modifiche al “Disciplinare delle modalità di elezione e funzionamento” del Parlamento degli studenti, in particolare gli articoli che riguardavano il ruolo effettivo che dovevano esercitare i grandi elettori all’interno dell’organo rispetto ai parlamentari.

Cosa sono i grandi elettori e qual è il rapporto tra questi e il PSRT?


I grandi elettori sono quei ragazzi che si sono candidati a scuola, una volta eletti questi vanno a formare il parlamento provinciale, poi c’è un’altra elezione a livello provinciale per eleggere il parlamento regionale. La finalità è quella che il parlamento provinciale appoggi il PRST, promuova i progetti discussi in plenaria, diffonda le propria attività attraverso eventi organizzati nelle proprie province e negli istituti secondari di secondo grado. Noi potremo proporre al consiglio della regione delle leggi, solamente proporle, e poi le competenze sull’approvazione stanno ai consiglieri regionali.

Quindi voi siete una sorta di commissione?

Diciamo che siamo divisi in tre commissioni.

E fate proposte di legge?

Proposte ancora no, diciamo che forniamo delle linee guida oppure facciamo dei progetti dei quali alcuni passano dal consiglio regionale, per l’ufficio di presidenza, e ci indirizzano. L’anno scorso avevamo pensato di organizzare un flashmob sull’omofobia e avevamo redatto un documento ma è finito in prescrizione nel consiglio. Purtroppo queste cose succedono molto spesso.

Il male della troppa burocrazia italiana. Ma torniamo un attimo indietro. Sempre di più negli ultimi tempi si assiste al calo della partecipazione politica e istituzionale, soprattutto in ambito giovanile, i giovani sembrano sempre più lontani e disinteressati alla politica, mi domando allora quale sia il tuo percorso personale che ti ha portato ad interessarti al PSRT. Ti sei informata autonomamente o conoscevi già qualche componente? Ne avevi già sentito parlare? Raccontaci come ti sei avvicinata e come ne sei entrata a far parte.

La mia sorella ne faceva parte, diciamo che all’inizio siccome sono molto timida avevo un po’ di timore, invece lei mi disse di provarlo perché l’esperienza in gioco era significativa e meritava di essere vissuta, così mi sono candidata. Ma ho sbagliato, perché mi sono candidata per la consulta provinciale.

Questo in quinta?

No, in quarta superiore. Perché al Cecioni non ci sono le elezioni per il parlamento regionale degli studenti. Così mi candidai in consulta facendomi eleggere come rappresentante per il parlamento degli studenti, perché nel PSRT 10 posti sono riservati ai rappresentanti della consulta.

Ma la consulta allora cos’è?

Le Consulte Provinciali degli Studenti sono l’organismo istituzionale di rappresentanza studentesca su base provinciale, e sono diffuse in tutto il territorio nazionale. Ci sono stati diversi attriti tra PSRT e consulta, io credo perché sono entrambi organi studenteschi che portano avanti a volte progetti simili, è logico che qualche discordia possa nascere. In base alla mia esperienza il PSRT fornisce ai suoi membri stimoli e possibilità maggiori, per esempio siamo stati a Bruxelles, al parlamento europeo, una tappa importante a conclusione di questo percorso.

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Questo per quanto riguarda la consulta, poi tu ti sei interessata e…

Si, devo ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre spronato ad interessarmi dei problemi di      attualità. Credo sia importante saper guardare oltre “il proprio naso” . Mio padre era consigliere    comunale, capogruppo del PD in consiglio comunale lo scorso mandato. Attraverso la sua e la mia  esperienza ho capito che il mondo della politica è davvero complesso, ma è interessante capire      come funziona, in fondo è ciò che sta alla base e condiziona la nostra vita di tutti i giorni.

 

Hai detto che fai anche parte della comunità di Sant’Egidio, giusto?

Si, infatti diciamo che mi piace essere attiva nel sociale e nella politica, o almeno ci provo…

Quindi non sei una che di politica non ne sapeva niente ed un giorno hai sentito dentro una scintilla, diciamo che di impegno politico ne hai un sempre sentito parlare e sapevi già dove andare.

Si esatto.

A questo punto ti vorrei chiedere se secondo te è facile per uno che non parla di politica in famiglia, pur essendo interessato, avvicinarsi a realtà del genere. Secondo te la scuola offre adeguati canali di pubblicità per queste esperienze?

No, per niente. O almeno per quanto riguarda Livorno per niente. Poi nel parlamento ci sono tanti ragazzi che si sono avvicinati ad esso, non per educazione da parte delle famiglie, ma per interesse personale verso “la cosa pubblica”.

Invece per quanto riguarda la realtà cittadina vedo che il Liceo Enriques è molto più, passami il termine, “politicizzato” rispetto agli altri.

Si, è vero, in particolare quest’anno, perché tanti di questi ragazzi fanno parte della Rete degli Studenti.

Il PRST è stato istituito con la legge regionale n. 34 del 28 luglio 2011, quindi abbastanza recente, ricordo, come ti ho già detto, che quando ero al liceo un mio amico ne faceva parte (l’organo non era proprio quello ndr) questo era l’unico motivo per cui ne ero a conoscenza, di tutti gli altri miei amici che già al liceo si interessavano alla politica nessuno sapeva cosa fosse. Pensi che che abbia bisogno di maggiore pubblicità, che sono i ragazzi a doversi interessare di più, o forse la verità sta nel mezzo? Quello che intendo è se secondo te il PSRT abbia bisogno di maggiore pubblicità, che sono i ragazzi a doversi interessare di più, o forse la verità sta nel mezzo?

Ovviamente la verità sta nel mezzo, la colpa non è da una parte sola e questo lo abbiamo visto nelle elezioni regionali, molti non si sono interessati, quindi il problema è ben più diffuso. Da una parte per noi del PSRT non è facile farci sentire nelle scuole, un po’ perché è una cosa nuova e poi perché gli insegnanti sono molto conservatori da questo punto di vista. Ad esempio qualche professore mi ha additato come “te che fai politica”, questo è esagerato, io non faccio politica nel senso comune del termine, noi ci formiamo alla cosa pubblica, a perseguire il bene comune, la nostra non è una scuola di partito. Comunque riepilogando un po’ è colpa dei ragazzi e un po’ anche colpa delle istituzioni, ad esempio il diritto nelle scuole non si fa quasi in nessun liceo.

Questo è un problema di primaria importanza direi.

Un altro punto è che i canali di comunicazione moderni si basano soprattutto sui social network e molti di questi sono fondati sull’apparenza, su immagini incisive o che attirano facilmente l’attenzione, come ad esempio belle ragazze semi-svestite; noi invece puntiamo molto sui contenuti, ma non è facile farci apprezzare per questo.

Certo, la comunicazione veloce e diretta è sempre più gradita rispetto ai contenuti più profondi ma lunghi. Siamo abituati sui social a passare tutto in velocità e poi la comunicazione moderna si basa molto sul “cosa vuole vedere la persona media?”. Il personaggio medio non vuole l’articolo lungo tre pagine di cultura denso di riferimenti culturali e politici di spessore ma vuole l’articolo veloce e leggero se non addirittura qualcosa che lo faccia distrarre dalla vita frenetica quotidiana.

Si concordo, tra l’altro di queste cose abbiamo parlato all’evento che abbiamo fatto con Saverio Tommasi sulla libertà di informazione. E a proposito di questo ricordo che quando siamo andati come PSRT a visitare il parlamento europeo, ci hanno detto che oggi è fondamentale filtrare ogni informazione. In particolare una giornalista conosciuta laggiù ci ha detto di essere molto sorpresa di quante cose sapevamo noi nonostante le poche informazioni che arrivano in Italia sulle effettive attività del Parlamento Europeo.

Dal vostro sito ho visto che le vostre iniziative sono molte, puoi parlarcene?

Si, partiamo dal treno della memoria. Alcuni ragazzi del PSRT sono andati a visitare Auschwitz con il treno della memoria. Parlando invece del lavoro che ho svolto nella mia commissione…

Qual era la tua commissione?

Ero nella commissione “legalità, diritti e cittadinanza”.

E le altre due commissioni sono?

La commissione “ambiente” e la commissione “istruzione”, poi c’è una commissione trasversale che è quella “comunicazione”, la quale principalmente si occupa di diffondere le attività del parlamento, gestire i siti, eccetera. La commissione trasversale è formata da componenti di tutte le commissioni.

Certo, ho capito. La tua commissione quindi che lavoro ha svolto quest’anno?

La mia commissione quest’anno ha fatto un video sui 12 articoli fondamentali della Costituzione. Questo perché abbiamo fatto un incontro con il professor Panizza, che insegna diritto costituzionale all’Università di Pisa, il quale ci ha parlato dei 12 articoli fondamentali.

Sfruttando questo incontro, siccome in molte scuole non si fa diritto e comunque i ragazzi conoscono poco la Costituzione, abbiamo pensato che il miglior modo per diffondere questi importanti articoli fossero dei video. Abbiamo realizzato il video e miriamo a pubblicizzarlo nelle scuole attraverso la commissione trasversale.

Abbiamo preso contatti anche con la Rai e altre emittenti per cercare di fare una sorta di Tg del parlamento degli studenti, ma non so a che punto sia questa iniziativa.

Interessante…

Si, in effetti la commissione trasversale lavora bene. E poi abbiamo fatto degli incontri durante i quali qualche ragazzo è andato a fare visita nelle carceri minorili di Lucca. Questo perchè a novembre come PRST avevamo partecipato ad un seminario di formazione e con un referente regionale della Caritas avevamo esaminato questo tema molto sensibile del sovraffollamento delle carceri e delle condizioni dei prigionieri. Di solito a inizio anno facciamo sempre dei seminari di vari ambiti per vedere quale commissione ci interessa di più e quello con la Caritas era uno di questi.

Gli altri seminari?

Per esempio Slow Food, Libera, magistrati come Ettore Squillace Greco. Questi seminari servono anche a rimanere in contatto con queste realtà per poterle coinvolgere nei progetti che facciamo durante l’anno.

Poi in relazione alle altre attività del PSRT abbiamo ad esempio provato a diffondere una catena su Facebook su un’iniziativa che si chiama “#slotlesscafè”, purtroppo non si è diffusa sul web quanto speravamo.

E in cosa consisteva questa iniziativa?

Il tutto consisteva nell’andare in un bar senza slot machine e offrire un caffè ad una persona, per poi condividerlo sui social network con quell’hashtag.

Quindi l’avete fatto per incentivare le persone ad andare nei bar senza slot machine, diciamo un’iniziativa per combattere la diffusione del gioco d’azzardo, giusto?

Si esatto, poi l’intento era anche quello di fare pubblicità ai bar senza slot machine, e inoltre nel condividere il gesto sui social network dovevano essere nominate altre persone che dovevano fare la stessa cosa entro un tot di tempo. L’intento era quello di creare una sorta di mappatura dei bar senza slot machine in modo da incentivare i gestori dei bar a non averne.

Questo mi ricorda un’iniziativa simile che vidi in Calabria quando andai alla cooperativa sociale Valle del Marro dell’associazione Libera, voi portate avanti qualche iniziativa con Libera?

Noi siamo in contatto con don Andrea Bigalli, che è il referente di Libera della regione Toscana, si è dimostrato molto disponibile verso di noi e abbiamo fatto tanti incontri insieme a lui. Con don Andrea abbiamo parlato dei campi di libera, di mafia ovviamente, ha risposto a tutte le nostre curiosità sul tema dandoci anche spunti e consigli su dove andare a cercare informazioni più approfondite. Ha raccontato alla nostra commissione, la sua esperienze e quelli di altri ragazzi che fanno parte di libera, si è parlato anche del tema del riciclaggo di “denaro sporco”. Avevamo allora pensato di realizzare un altro video su questo argomento, ma non ce l’abbiamo fatta a realizzarlo.

Peccato sarebbe stato interessante, no?

Si, ma purtroppo il mio mandato è scaduto a giugno, spero che gli altri riescano a portare avanti questa iniziativa.

Con riguardo alla commissione istruzione cosa avete fatto?

La commissione istruzione ha lavorato molto sull’organizzazione di una giornata della cultura per Firenze, dove i suoi componenti hanno chiamato vari professori universitari a parlare delle più svariate discipline quali arte e letteratura invitando tutti gli studenti. Poi hanno trattato il tema del “drop out”, questo è un tema portato avanti anche negli scorsi anni.

La commissione ambiente invece?

La commissione ambiente ha elaborato una proposta per la commissione ambiente del senato, una volta elaborata abbiamo mandato a Palazzo Madama dei delegati alla commissione per presentare la nostra proposta di modifica della legge 142/1990 “istituzione di una più elevata soglia minima di popolazione residente”.

Accidenti! Complimenti! Quindi questi più o meno sono i progetti e gli eventi più significativi che avete fatto.

Si esatto, poi sul sito ce ne sono molti altri. Il 12 giugno abbiamo avuto l’ultima riunione plenaria dove abbiamo deciso le ultime cose, è in riunione plenaria che approviamo gli atti, eventi, eccetera, e probabilmente pubblicheranno tutto sul sito. La pagina Facebook invece è continuamente aggiornata, lì hanno già scritto anche di tutti i viaggi che abbiamo fatto, Bruxelles, treno della memoria, Bologna alla marcia di Libera e l’Expo.

Siete stati pure all’Expo?

Si, siamo stati all’Expo a presentare un ebook su tutti i progetti del PSRT, ed eravamo nel “padiglione eccellenze”. Ora che ci penso l’ultimo evento che abbiamo fatto è stato un evento su Facebook per spronare i giovani a votare alle elezioni regionali, abbiamo anche creato dei volantini da diffondere.

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So che recentemente ad un vostro evento il PSRT è stato additato da un gruppo di studenti come un “organo inutile”, personalmente non sono d’accordo, anzi leggendo la legge di cui all’articolo 7 sono elencate le vostre funzioni, penso invece che meriti di essere valorizzato tanto all’interno delle scuole. Che ne pensi?

Questi ragazzi ci hanno criticato perché secondo loro noi pur avendo tante possibilità non abbiamo ancora fatto nulla di concreto. Il problema fondamentale è che ci vogliono un percorso di formazione ben fatto, un’idea su cosa sia più utile per gli studenti e soprattutto la difficoltà maggiore è l’iter burocratico. Infatti ci vuole che la commissione sia d’accordo all’unanimità sulla proposta, a quel punto si procede alla stesura del documento, che passa per l’ufficio di presidenza del parlamento degli studenti, se va bene va portato alla plenaria, se approvato in plenaria va portato all’ufficio di presidenza della regione e così via. Come vedi è un percorso molto lungo. E poi un altro problema…

Scusa l’interruzione, ma tutte queste procedure amministrative ve le hanno spiegate prima attraverso un momento di formazione oppure le avete imparate nella pratica?

La cosa più interessante è che l’abbiamo imparato nella pratica. Quando siamo stati a Bruxelles e c’è stato spiegato il funzionamento del parlamento europeo abbiamo scoperto che il parlamento degli studenti, nel piccolo, assomiglia molto a questo. Quando facciamo i seminari ad esempio, spesso capita che dalla mattina alla sera, nel tempo libero ci confrontiamo tra noi su questioni politiche o di attualità, la cosa è molto stimolante perché ci spinge ad informarci e approfondire sempre di più. Alla fine è quasi come fare nel piccolo politica, o almeno produrre atti amministrativi, ed è sicuramente un incentivo ad essere cittadini attivi.

Certo questa è senza dubbio un’ottima formazione politica o comunque alla cittadinanza attiva. Oggi è raro trovare realtà che stimolino in tal senso. Tornando alle critiche che avete ricevuto da questo gruppo di studenti, il fulcro di queste è il fatto che siete un organo inutile, è così? Alla luce di quello che hai detto, non mi sembra proprio.

Ovviamente non penso che siamo un organo inutile. Certo è ovvio che manca una certa mediazione tra il PRST e la scuola, spesso non è facile portare i nostri lavori direttamente e concretamente nelle scuole. Forse ci vorrebbe un altro organo apposito, o magari basterebbe che le scuole si interessassero di più alle nostre attività.

Quindi secondo te il tutto si può riassumere in un concorso di colpa che vede da un lato la carenza di organi nel PRST preposti alla comunicazione con le scuole, e dall’altro le scuole con un certo disinteresse nei vostri confronti?

Si, esatto.

Volevo farti un’altra domanda sul PRST, il vostro compito rispetto al parlamento regionale qual è? Nel senso, avete qualche potere propositivo oppure avete altri compiti? Il consiglio regionale vi aiuta nelle attività?

Quello che la regione fa per noi in primis è stanziarci dei fondi per realizzare i nostri progetti. Ovviamente i progetti passano prima per il nostro ufficio di presidenza, perché prima di assegnare dei fondi c’è una seria valutazione del progetto in questione, perché nessuno è intenzionato a sperperare soldi. Se il progetto è interessante e vale la pena finanziarlo, dopo l’iter di approvazione viene finanziato. Naturalmente i nostri tutor ci guidano nei progetti che facciamo. I tutor sono ex studenti del PSRT di grande esperienza, che vengono assunti dalla regione per farci formazione e accompagnarci nelle nostre attività.

Quindi in primis la regione ci aiuta con questi fondi, che hanno una sorta di “vincolo di destinazione” verso attività come le nostre, e in secondo piano il consiglio regionale si appoggia ad un’istituzione che si chiama rete delle scuole.

Una domanda più generale, premettendo che per impegno politico intendo più in generale l’essere cittadini attivi”, i ragazzi di oggi si interessano poco alla politica, una volta al liceo e all’università l’impegno politico era una parte fondamentale della vita d’istituto o di ateneo. Oggi non è più così, e non solo, i ragazzi si interessano poco anche al sociale. Se pur doevo dire che non sono pochi quelli che impegnano parte del loro tempo nel volontariato, nel servizio al prossimo, dobbiamo dire che non sono nemmeno così tanti quelli che lo fanno. Cosa ti senti di dire ai nostri lettori a tal proposito, anche in relazione alla tua esperienza personale?

Come ragazza in uscita da una realtà come quella del PSRT mi interessa molto dire alcune cose, vorrei invitare i ragazzi in primis a dire quello che pensano apertamente. Se qualcuno ha un problema o una divergenza di opinione fa bene a dirmelo, però dopo che ne ha parlato quello che dovrebbe fare è provare a realizzare concretamente. Mi spiego meglio, credo che in Italia ci sia un po’ questa tendenza a criticare tutti e tutto, il problema non è la critica, anzi, il problema è che alle critiche spesso non segue nulla di concreto. Tutti criticano gli altri ma nessuno si adopera per spendersi in alternative. Penso sia giusto fare polemica, e sono contenta che a Livorno, e anche fuori, ci siano persone che si interessano, però è sbagliato pensare che far politica sia criticare, far politica secondo me è costruire, questo spesso viene confuso nei giovani.

Poi come mie esperienze personali quelle del parlamento e quelle del volontariato sono state tutte realtà che mi hanno aiutato a crescere e formarmi come persona, perché se avessi continuato a vivere come ho vissuto fino in seconda superiore -scuola e sport come la maggior parte dei miei coetanei- sarei arrivata a non farcela più. Non ce la facevo più a vivere quella solita monotonia, sentivo qualcosa di più che volevo dalla mia vita e lo cercavo. Allora mi sono avvicinata alla comunità di Sant’Egidio ed ho iniziato a svolgere volontariato con loro. Che poi definirlo volontariato non mi piace, perchè sono fermamente convinta che spesso è più quello che ricevi di quello che dai.

Concordo, e non è per niente un luogo comune.

Esatto, c’è un ricambio nella maggior parte delle volte.

E come ti sei avvicinata alla comunità di Sant’Egidio?

Mi ci sono avvicinata perché spesso con la mia famiglia andiamo in montagna in Valtellina, in una casa gestita dal COE (Centro Orientamento Educativo), un’organizzazione laica ma fondata da un prete, dove vengono ospitati ragazzi provenienti da paesi del terzo mondo ai quali viene offerta una borsa di studio per venire in Italia a formarsi. Loro in cambio insegnano le loro usanze, creando una sorta di scambio culturale con le persone del posto. La cosa di cui mi accorsi subito fu il clima di accoglienza che si respirava, e rimasi molto colpita. Decisi che volevo trovare un posto dove trovare la stessa atmosfera anche a Livorno, è da qui che per me è partito tutto. Poi tornata a Livorno c’era una collega di mio padre che insegnava alla Scuola della Pace alle scuole Benci, e ho iniziato lì il primo anno, poi insieme a due ragazzi abbiamo fatto un’altra Scuola della Pace in Borgo Cappuccini accordandoci con il Centro in Via degli Asili, abbiamo iniziato con una stanza e adesso stiamo andando avanti.

Complimenti, davvero una bella iniziativa. E con la Scuola della Pace cosa fate?

Facciamo lezione di italiano e altre materie ai bambini delle elementari appena arrivati in Italia, alcuni di questi sono arrivati da pochissimo, e non parlano quasi per niente Italiano. La cosa più appagante è vedere il loro lento miglioramento, giorno dopo giorno. Quando ti accorgi di essere riuscita a costruire qualcosa insieme a loro la sensazione provata non ha eguali.

L’invito che voglio fare ai miei coetanei è quello appunto di interessarsi, perché la vita non è solo scuola e sport, quando vai avanti arrivi ad un certo punto che ti rendi conto di esserti perso tanto, e siccome purtroppo queste cose non si imparano a scuola, o ci adoperiamo per conto nostro oppure rimaniamo senza. Ricordo una frase di Don Milani su cui abbiamo fatto un lavoro: “a cosa serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca?”. Ecco questo è l’invito che rivolgo a tutti.

Grazie Martina, per l’intervista e buona fortuna per il futuro!

Grazie a te e alla redazione di Uni Info News dello spazio che mi avete concesso!

Per maggiori informazioni sulle attività del PRST potete visitare il sito: www.studenti.toscana.it

O la pagina Facebook: www.facebook.com/parlamentostudenti

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