26 Maggio 2024

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Premessa

Con “The First Tag – Generazioni in cammino” ci siamo lasciati con una breve sintesi della teoria generazionale di Karl Mannheim, in cui abbiamo parlato delle unità di generazione, delle affinità di generazione e dei legami di generazione.


Questo articolo cerca di dare un contributo a questa teoria, circoscrivendo l’orizzonte entro cui gli elementi di Mannheim si pongono.

La “classe generazionale” è un diverso modo di leggere le statistiche sulla popolazione giovanile.

Introduzione

La classe generazionale è il gruppo eterogeneo che più ci può comprendere, perché è il soggetto col quale ci troviamo ad affrontare le situazioni del presente, l’eredità del passato e le prospettive per il futuro.

La classe generazionale è un’idea che cerca di legare tra loro le diversità dei giovani.

Gli elementi che differenziano o accomunano gli appartenenti a questa macro-fascia d’età sono davvero tante e per poterle rivelare è necessaria un’analisi generazionale.

Per poterlo fare, però, dobbiamo prima capire chi siamo, quanti siamo, dove siamo e di cosa abbiamo bisogno.


Procedendo per gradi, vi presento:

La Classe generazionale

Secondo Jean S. La Fontaine “le divisioni basate sulla data di nascita sono da considerarsi finzioni statistiche, visto che i relativi membri, non sapendo di essere classificati come tali, non avvertono un senso di comune appartenenza con gli altri aderenti a quella fascia d’età”.

Tuttavia, certo che i legami di generazione che promuovono la consapevole appartenenza generazionale ad un unico destino, siano soltanto latenti e che prima o poi emergeranno con maggior rilevanza, utilizzo il concetto di “classe generazionale”.

Infatti, definire la classe generazionale serve per avere in mente un insieme limitato di individui con i quali poter avviare queste riflessioni.

È importante capire “chi siamo e quanti siamo” per capire cosa vogliamo.

Il termine “generazionale”

Pur essendo in disaccordo con l’affermazione di Jean S. La Fontain, resta pur vero che la “classe generazionale” di per sé non sia un gruppo organizzato.

Karl Mannheim, per descrivere il concetto di “generazione”, utilizza il concetto di “collocazione storico-politica” per circoscrivere il gruppo di persone nate nello stesso arco di tempo.

Infatti, come ci insegnava in qualche articolo fa, i gruppi che hanno rilevanza sociale, all’interno della generazione in quanto macro-gruppo, sono le “unità di generazione”, che si creano o che già esistono all’interno di questa “classe generazionale”; ad esempio i collettivi, le associazioni e le giovanili dei partiti.

Il termine “classe”

Etimologia: dal latino classis (origine incerta).

Il termine, storicamente, indica le cinque categorie “economiche” in cui fu divisa, in base al patrimonio fondiario, la cittadinanza di Roma.

Nel linguaggio politico-economico, la classe sociale (o classe), è ciascuno dei raggruppamenti d’individui che, all’interno di una società, manifestano comportamenti unitari e specifici rispetto a quelli di altri raggruppamenti, dai quali si differenziano rispetto alla ricchezza, al potere, al prestigio, ecc.

Nel pensiero di Marx, infatti, la “classe” è una determinazione sociale che discrimina gli individui in base alla diversa loro collocazione riguardo alla proprietà dei mezzi di produzione e anche all’ideologia che da essa consegue: c. proletaria e c. proprietaria.

Secondo le teorie sociologiche contemporanee, gli individui di una classe, oltre ad avere caratteristiche in comune, devono anche mostrare un sentimento di comunanza e di solidarietà, condividendo una comune concezione della società. (Treccani)

In statistica, la classe è un “intervallo di modalità di un carattere quantitativo”.
Scomponendo la definizione risulta che:
– la modalità di un carattere è “uno dei possibili valori che quel carattere può assumere”;
– il carattere quantitativo è “l’insieme di caratteristiche di 1 unità statistica di una popolazione”.
Sostituendo le definizioni alle parole evidenziate, risulta che:
– La classe è “l’intervallo dei possibili valori, relativi all’insieme delle caratteristiche di un’unità statistica, su una popolazione”. Dove l’unità statistica è “la generazione” e l’intervallo dei possibili valori è “l’età”.

Sostituendo nuovamente e andando nello specifico, giungiamo alle considerazioni di merito.

Le considerazioni

Nella nostra esposizione, come immaginerai, utilizziamo il significato statistico. Pertanto, il termine classe identifica la porzione di persone nate e vissute nell’attuale collocazione storico-politica, i cui destini sono legati dalla giovane età.

Secondo la mia prospettiva, la classe generazionale attuale indica il gruppo eterogeneo di individui formalmente nati in seguito al 1989.
Il gruppo ristretto è così indicato per due motivazioni:

  1. Coloro che sono nati in seguito a questa data erano troppo giovani per vivere i grandi eventi che hanno caratterizzato la vita repubblicana della cittadinanza italiana, come gli anni di piombo e le stragi di mafia.
  2. Le persone nate a decorrere di questa data hanno vissuto con i propri occhi, la trasformazione che l’era digitale ed altre trasformazioni sociali, politiche ed istituzionali hanno impresso nella società;

Questa suddivisione, in senso formale, serve per dare dei punti di orientamento alle riflessioni successive.
È chiaro, che non sia da considerarsi escludente.
Considerala una semplificazione.

La suddivisione interna

Con la definizione statistica di classe, abbiamo che: la classe è l’intervallo dei possibili valori (zero-34 anni), di un insieme di caratteristiche (l’età) di un’unità statistica (i giovani), su una popolazione (quella italiana).

La classe generazionale, riferendosi ai giovani dagli zero a 34 anni (1989-2023), è il risultato dell’accostamento di 7 coorti di età di ampiezza 5 anni, così come “TuttiItalia” rielabora i dati dell’ISTAT.

La classe individuata è suddivisa simbolicamente in tre sottoclassi (o fasce) d’età: la prima riguarda i bambini da zero a 13 anni, la seconda gli aventi un’età tra i 14 e i 24 anni e la terza tra i 25 e i 34 anni.
La teoria, pur riguardando anche i bambini, concentrerà le sue riflessioni sulla seconda e terza fascia (dai 15 ai 34).

Le tre sottoclassi d’età hanno un ruolo centrale nelle azioni “intra-generazionali”.

Conclusioni

La classe generazionale, quindi, è l’insieme di giovani che nel presente societario condivide qualcosa.
Quel qualcosa sono le affinità di generazione.

Un aiuto nel restringere il campo, può darcelo l’ISTAT, in “Giovani.Stat”. Il sito raccoglie e sistematizza le statistiche riguardanti la macro-fascia giovanile (o classe generazionale).

Il concetto di classe generazionale è volto al raggiungimento della coscienza generazionale (o coscienza di classe generazionale).

La nostra coscienza è possibile solo con il tuo aiuto, di te che leggi.

Con una coscienza generazionale che tenga di conto dei nostri problemi, possiamo rigenerare le situazioni che nella società ci riguardano.
Grazie al confronto, la parola e l’ascolto, l’azione e la riflessione, la coesione e la narrazione.

… l’inizio.

“Noi giovani siamo i protagonisti del presente ed i muratori del futuro”

Marco Pacini

 

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Fonti

Il termine generazione:

https://www.treccani.it/enciclopedia/eta_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/

https://sociologicamente.it/glossario/generazione/

https://www.sapere.it/enciclopedia/classe+%28scienze+umane%29.html#:~:text=Classe%20di%20et%C3%A0%2C%20gruppo%20sociale,quali%20prescrive%20funzioni%20ben%20precise.

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