21 Ottobre 2020
Biancalana
Il M° Paolo Biancalana

Ieri sera, presso la Terrazza di Massa, si è tenuto il secondo appuntamento della XXII edizione del Festival Sinfonico, festival che ogni estate richiama orchestre e musicisti da tutta l’Europa. L’ospite d’eccezione di ieri è stato l’Ensemble di Fiati “Caurus”, che riunisce musicisti attivi in orchestre quali l’Orchestra dell’Opera di Firenze, l’Orchestra del Festival Pucciniano e l’Orchestra Regionale Toscana, diretti da Paolo Biancalana, che ha sostituito il Maestro portoghese José Ferreira Lobo. Nella prima parte del programma era prevista l’esecuzione della Petite Symphonie di Charles Gounod, composta interamente per fiati (flauto, due oboi, due clarinetti, due corni e due fagotti), la cui esecuzione è stata molto apprezzata dal pubblico. In particolare ho trovato molto pregevole il flauto solista di Mariafranca Carli nel secondo movimento – Andante cantabile – in cui al flauto è riservato un discreto spazio solistico.  L’unico appunto che si può fare è che in alcuni punti dell’esecuzione il complesso sonoro appariva un po’ pesante e pastoso, avrei preferito maggior pulizia.
Ma è il secondo (ed ultimo) punto del programma quello più atteso dal pubblico, la celeberrima Serenata n. 10 in Si bemolle KV 361 “Gran Partita”  di Wolfgang Amadeus Mozart. Questa Serenata, scritta attorno al 1780, è uno dei vertici del compositore salisburghese ed è anche notoriamente un brano di non facile esecuzione. La composizione si presenta singolare già dall’organico: due oboi, due clarinetti, due corni di bassetto, quattro corni, due fagotti ed un contrabbasso. Oggigiorno si tende a sostituire il contrabbasso con un controfagotto, ma ho sinceramente apprezzato la decisione di mantenlogoFesstival sinfonico 15ere il contrabbasso: trovo che la sua sonorità, meno sgraziata e più calda di quella del controfagotto, sia un’ottima amalgama che lega egregiamente i timbri dei fiati. L’esecuzione è stata generalmente buona, tuttavia poteva (anche considerata la bravura dell’ensemble) essere decisamente migliore: in alcuni casi ci sono stati degli sbandamenti ritmici, piuttosto spiacevoli da ascoltare, oppure un eccesso di intensità negli strumenti gravi, un vero “mappazzone” sonoro. Ho notato che spesso questi eccessivi “aggravamenti” dell’orchestra erano originati da una cattiva interpretazione delle dinamiche scritte da Mozart: laddove Mozart scrive fp, ossia passare bruscamente dal forte al piano, spesso l’esecuzione consisteva in un fmp (forte – mezzo piano) o addirittura in un  fmf (forte – mezzo forte), il che armonicamente spesso causa dei contrasti eccessivi, od impasta troppo l’insieme. Poco curata l’esecuzione del primo movimento (Largo – Allegro molto), dove c’è stata una tendenza generale a “scappare”, ossia ad eseguire le note in modo impreciso e con una tendenza ad accelerare il ritmo, e soprattutto i corni hanno fatto sfoggio di sonorità più da fanfara che fa Serenata. Ottima invece l’esecuzione dell’Adagio: il terzo movimento della Serenata ha a dir poco incantato la platea, con le sue sonorità misurate, impalpabili e commoventi, così come è stata davvero di buon livello quella del Tema con variazioni dove, però, la parte grave è tornata a farsi sentire un po’ troppo. Un mio apprezzamento personale a Severiano Paoli, Carlo Bardi e Jacopo Gabutto (rispettivamente contrabbasso e fagotti), che nel Tema con variazioni e nella Romanza hanno dimostrato una buona tecnica e – soprattutto nella seconda – sangue freddo. L’ultima variazione ed il Rondò conlcusivo, che avrebbero dovuto essere vivaci e colorati come un fuoco d’artificio, sono risultati piuttosto mosci, non per l’esecuzione tecnica dato che le note erano tutte al posto giusto (nonostante i soliti “sbandamenti”), quanto per l’interpretazione delle dinamiche. L’esperienza di questo concerto è stata assolutamente positiva, anzi voglio ringraziare gli organizzatori del Festival che hanno deciso di eseguire uno dei lavori mozartiani che preferisco in assoluto, tuttavia doveva esserci più cura nell’esecuzione dato che le mancanze che ho registrato sono tutte colmabili con un paio di prove in più. Il pubblico è quindi rimasto soddisfatto anche se appesantito, ma nulla che un po’ di bicarbonato non possa risolvere.
I prossimi appuntamenti del Festival, che si prospetta saranno molto seguiti, avranno luogo venerdì 7 agosto, lunedì 10 agosto e mercoledì 12 agosto. Per ulteriori informazioni sulle date ed il programma dei concerti del Festival, cliccate QUI.

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Luca Fialdini
Luca Fialdini

Luca Fialdini, classe '93: studente di Giurisprudenza all'Università di Pisa e di pianoforte e composizione alla SCM di Massa e sì, se ve lo state chiedendo, sono una di quelle noiose persone che prende il the alle cinque del pomeriggio. Per "Uni Info News" mi occupo principalmente di critica musicale.

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