5 Dicembre 2020

Uni Info News è andato a intervistare una giovane poetessa: Matilde Vittoria Laricchia.

Nasce a Livorno 26 anni fa, solo da qualche anno, però, le sue idee e le immagini di una vita hanno iniziato a prendere forma organica, scritte su fogli. Dopo aver vissuto anche in altri paesi in Toscana, da quando aveva 19 anni abita stabilmente nella città labronica, proprio a Livorno è nata la sua passione che ha incominciato a coltivare.
Ha avuto anche un passato da attrice di teatro in una compagnia livornese, con piccole incursioni nel cinema, ma preferisce godere del palcoscenico come spettatrice.
Dopo la maturità classica, sceglie la Facoltà di Giurisprudenza all’Università di Pisa nella quale si laurea.


Buongiorno Matilde, innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista. Iniziamo subito.

Ci è giunta voce che hai scritto un libro? Di che genere?

La mia prima raccolta poetica “Non ci sono foto ma qualcosa è rimasto” edito da Puntoacapo Editrice.

Il nucleo iniziale dei componimenti è nato per il bisogno che ho sentito di fissare nella memoria alcuni bei momenti vissuti nella mia città, Livorno, con una persona che amavo; di quei momenti non ho nessuna foto: da qui il titolo.

 

Come mai hai scelto proprio la poesia come mezzo di comunicazione? Perché non, ad esempio, la prosa?

L’approccio con la scrittura in versi è stato automatico, diciamo naturale; non mi sono resa conto di aver scelto: nel momento in cui ho iniziato a scrivere- pochi anni fa: nel 2008 – il racconto di quei momenti è fluito in versi. Forse la poesia si addice maggiormente alla trasmissione d’impressioni fugaci e immagini “fotografiche”.


 

Hai trovato difficoltà in questo linguaggio così complesso o sei stata fin da subito a tuo agio?

Trovo molto più complesso lo scrivere in prosa: la prosa è estremamente esigente, perché oltre alla capacità di sostenere la lunghezza, esige che si abbia una storia da raccontare e dei personaggi da definire in modo credibile. Credo che lo scrittore in prosa debba saper vestire contemporaneamente, oltre ai suoi, anche i panni del lettore e del personaggio: deve conoscere il giusto equilibrio per non annoiare chi legge ed avere nelle sue mani la psicologia del personaggio, conoscerlo come conosce sé stesso.

 

Le tue poesie sono espressione di esperienze vissute o sono un bagaglio più generale di situazioni viste in terza persona?

La mia poesia parte sempre da esperienze vissute: ma per “vissute” intendo anche viste vivere da altri, con i miei occhi. L’osservazione degli altri e l’immaginazione giocano un ruolo essenziale, quando si scrive.

 

Le tue poesie sono legate da un filo o sono frammenti slegati?

Il filo che lega le poesie di “Non ci sono foto ma qualcosa è rimasto” è il Tempo: la raccolta si divide in tre capitoli – Sempre, Durante e Dopo – intesi come il tempo della vita colto nei suoi tre stati d’animo essenziali: precarietà, amore e assenza/morte.

 

Credi che la poesia, come genere, possa ancora essere utile per le persone? Hanno solo una funzione estetica o c’è qualcosa di ancora profondo in questi componimenti?

La poesia è utile nella misura in cui si è disposti ad ascoltarla e ad accettare di emozionarsi. Come in tutti i campi dell’Arte. Credo che la vita di ogni giorno sia ben poca cosa se non si è disposti all’emozione: che poi l’emozione viene dalle cose semplici. E la poesia si propone di fissare, di celebrare gli stati d’animo primari che tutti provano nella vita: la poesia è semplice nel contenuto, è bambina: essenziale e sincera. Perché se è bugiarda- solo estetica- non funziona, non emoziona nessuno.

 

Come mai, secondo te, i giovani spesso non si avvicinano a questo tipo di espressione?

Io ho iniziato a leggere poesia dopo i vent’anni: prima la trovavo noiosa perché la credevo lontana da me. Al liceo ho studiato volentieri la letteratura italiana e tutti i poeti, ma forse con un approccio più che altro “scientifico”, scolastico e per questo escludevo a priori la poesia dalle mie letture private. Forse molti ragazzi fanno questo stesso ragionamento…

 

I tuoi amici ti hanno sostenuto nella pubblicazione della tua opera o erano scettici? Tu come hai intrapreso il percorso più difficile per una giovane scrittrice emergente? Hai avuto paura di fallire?

Sono stata sostenuta con entusiasmo dai miei amici e dai miei genitori. Il momento più difficile è stato decidere di far uscire i miei scritti dal cassetto e farli leggere alle persone a me più vicine: la paura di aver scritto banalità, cose incomprensibili o melense e il pudore di tirar fuori la parte più intima di me erano veramente forti. Da qui alla decisione di spedire i miei componimenti a premi letterari ed editori, il passo è stato breve: mi dicevo che se anche avessi fallito, almeno c’avevo provato!

 

Hai in mente altri progetti futuri?

Molti progetti in cantiere. E la speranza di avere in futuro una storia lunga da raccontare.

 

Ti ringraziamo ancora e ti chiediamo: dove possiamo andare ad acquistare la tua raccolta di poesia?

Grazie a Voi, ragazzi! A Livorno, potete acquistare “Non ci sono foto ma qualcosa è rimasto”di Matilde Vittoria Laricchia (Puntoacapo Editrice) alla Libreria Erasmo, Viale Avvalorati 62.

263362_10200684071856947_1526320793_n[1]

Matteo Taccola                                                                                                                                                                                                                                                                    Matilde Vittoria Laricchia

 

 

 

 

 

Show Full Content

About Author View Posts

Matteo Taccola
Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

Previous True Detective 2×07 : Black Maps and Motel Rooms
Next La “Gran Partita” di Mozart e il bicarbonato

1 thought on “Uni Info News intervista Matilde Vittoria Laricchia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close

NEXT STORY

Close

Tenet – Recensione (No spoiler)

24 Settembre 2020
Close