1 Ottobre 2020

230405419-61cbdee6-26e0-4160-a92e-50769dbed3f4Senza dubbio quello delle amministrative a Livorno è un risultato storico. Il Partito Democratico per la prima volta dal Dopoguerra è andato al ballottaggio con il suo attuale avversario politico: il Movimento 5 Stelle.

Limitandoci a commentare i dati sicuramente il più preoccupante è quello relativo all’affluenza che si è fermata attorno al 64,4% registrando un calo del 5,4% rispetto alle amministrative del 2009 in cui fu del 69,8%. Il totale dei votanti alle amministrative è stato 88.380 con 1.101 schede bianche, 1.979 le nulle e 14 quelle contese, dunque alla fine i voti validi sono stati 85.286.


Il PD è il primo partito con il 39,98% e andrà al ballottaggio con il M5S che ha preso il 19,01%, l’altra coalizione di sinistra a sostegno di Andrea Raspanti si è fermata al 16,38%. La destra esce da queste elezioni più frammentata che mai, Forza Italia con il 7,31%, la coalizione a sostegno di Marcella Amadio (FdI-AN-Lega-UDC) conquista il 4,65% mentre NCD non supera la soglia di sbarramento fermandosi all’1,77%.

Una mezza sconfitta anche quella della lista civica Città Diversa di Marco Cannito che scende al 6,34%. Le altre liste civiche non superano lo sbarramento: De Carlo (Votare Per Cambiare – Fare per Fermare il Declino) 1,91%, Toncelli (Progetto Per Livorno) 1,21%, Rognoni (Partito Comunista dei Lavoratori) 0,57% e Toninelli (Movimento 5&5) 0,84%.

Se questi dati fossero visti da uno che non conosce la situazione politica livornese e il suo passato sarebbe facile per lui poter dire con convinzione che nonostante il ballottaggio ha stravinto il PD, proprio per questo occorre aggiungere ai dati un minimo di storia politica comunale, nazionale e il punto di vista di chi abita in questa città.

Seguitemi nel ragionamento logico. Il PD livornese è uno dei pochi in Italia dove ancora non era permeato lo “spettro rottamatore” di Matteo Renzi, basta vederne i principali esponenti, e conoscerne la storia, quasi tutti ex PCI che con il più evidente trasformismo sono saliti sul carro di Renzi per sfuggire alla rottamazione, infatti a Livorno chi conosce i retroscena della politica sa perfettamente quanto siano stati ostacolati i cosiddetti “renziani della prim’ora” e solo pochi di loro sono riusciti ad entrare nella lista per le amministrative.

Confrontiamo adesso i voti presi dal Pd alle comunali con quelli presi alle europee a Livorno: Ruggeri ha preso il 39,98% alle comunali mentre alle europee il PD è arrivato al 52,7%, notiamo una differenza del 12,72%. Sicuramente sul voto delle europee tanto ha influito la paura di una parte dell’elettorato moderato del centro-sinistra di una possibile vittoria del M5S e tanto l’effetto Renzi, è plausibile infatti immaginarsi che il 12,72% sia confluito nelle numerose liste civiche tra cui Buongiorno Livorno e Città Diversa. Infatti unendo all’elettorato della lista Tsipras (7,2%), il 12,72% di differenza del PD e il 3,4% che il M5S ha avuto in meno rispetto alle europee si trova una corrispondenza con l’insieme dei voti conquistati delle liste Buongiorno Livorno e Città Diversa. Questo dovrebbe essere il modo più logico per spiegare questa migrazione di voti rispetto alle europee.

Buongiorno Livorno, lista nata a ottobre 2013 in seguito ad una scissione interna a SEL, è riuscita a conquistare in pochi mesi una grande fetta degli elettori storici del PD. Gli elettori del PD delusi dalle amministrazioni Cosimi I e II hanno preferito migrare verso Buongiorno Livorno, ma pare che Raspanti abbia rubato una fetta di elettori anche al M5S e a Cannito.


La vera forza di Buongiorno Livorno è stata dapprima la campagna “1 tessera in più del PD”, che ha portato la lista ad avere quasi 2000 tesserati già a febbraio, poi il passaparola, il modo di fare politica nelle piazze, il radicamento sul territorio favorito dalle assemblee pubbliche, una campagna elettorale moderna sui social-network, così in pochi mesi Buongiorno Livorno ha superato Cannito e la destra diventando la terza forza politica in città.

Il calo del PD è ancora più vistoso se confrontato negli ultimi dieci anni, infatti anche quando la destra vinceva in Italia Livorno era una città in controtendenza: nel 2004 Cosimi prese il 55,1%, nel 2009 il 51,5% ma nel 2014 Ruggeri, nonostante la vittoria del PD alle europee che è salito al suo massimo consenso storico nazionale, si è portato a casa il 39,98%, in dieci anni si registra un calo del 15,12%, proprio nella roccaforte rossa dov’è nato il comunismo.

Adesso tra gli elettori contrari sia al PD che al M5S si registra una certa amarezza legata al mancato accordo tra liste civiche, in questo caso la sola unione di Buongiorno Livorno e Città Diversa avrebbe potuto portare il PD al ballottaggio con margini più alti di vittoria rispetto al M5S, ma l’accordo non c’è stato e questa è un’altra storia.

Come già detto il ballottaggio è un risultato storico e resta da vedere con chi decideranno di schierarsi Città Diversa ed i partiti di destra ma soprattutto Buongiorno Livorno, che deciderà ad assemblea riunita.

Adesso è tempo di alleanze, la parola tornerà agli elettori l’8 giugno. Il futuro politico di Livorno è tutto da scrivere.

Simone Bacci

 

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