1 Ottobre 2020

LIVORNO – Ieri sera Uni Info News è stata sorpresa da come la città labronica abbia tirato fuori il meglio di sé!

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Particolare della Terrazza Mascagni; foto di Mario Mulinai
La manifestazione è iniziata con un ritardo di circa mezz’ora e l’affluenza iniziale era minima e non faceva ben sperare, verso le nove e mezzo infatti le persone presenti per l’evento erano circa una quarantina, vi era però la presenza di alcuni strumenti e qualcuno che suonava c’èra e sapeva come farsi sentire, se all’inizio c’èrano chitarre che suonavano in maniera sparsa, poco dopo tutti sono stati chiamati a riunirsi nel Gazebo, struttura centrale della Terrazza stessa.


Una delle canzoni è stata The ring of fire di Johnny Cash e Stand by me di Ben E. King, le canzoni sono state cantate in maniera corale, hanno coinvolto caldamente il pubblico che ha assistito a questa performance godendosi quella che possiamo definire, senza troppi rigiri di parole, ottima musica.

L’affluenza dopo poco è diventata consistente, sempre più numerose, sempre più persone che suonavano, chi il sassofono, chi i djambè, chi la chitarra, chi il contrabasso, sempre più persone che hanno dato vita a piccoli gruppi sparsi per la Terrazza permettendo allo spettatore di scegliere chi più gli piaceva, in vorticose spirali di melodie, suoni, corde pizzicate e mani che sbattevano, una specie di “piccolissima Woodstock”, non c’èrano gli artisti che ci furono a loro tempo, ma si respirava aria di rivolta, ma pacifica, aria di innovazione, ma senza traumatizzazione, voglia di farsi valere. 

Dal Gazebo la manifestazione si è spostata sul mare dietro il Gazebo, cantando With or Without you degli U2, Give me a chance di John Lennon, il raduno poco dopo si è rispostato, come una processione a tappe, facendo il giro della Terrazza e tornando sul mare dietro il Gazebo, per cercare probabilmente di coinvolgere non solo le persone arrivate appositamente per la jem session, ma anche coloro che non sapendo nulla si trovavano sul lungomare livornese.

La serata anche senza palco, senza impianti elettrici, è vera espressione di una cultura che a Livorno c’è, esiste, NON è morta!

Giovani, meno giovani, donne, uomini, ragazze, ragazzi, bambini e anziani hanno assistito piacevolmente a quella che non voglio risparmiare a definire come una sorta di piccola rinasciata culturale in una città attanagliata dal menefreghismo dell’amministrazione affetta dal morbo politichese che ormai da anni imperversa in tutta Italia, ma in special modo, quando si parla di cultura, a Livorno, un piccolo gruppo di persone è riuscito senza i mezzi delle grandi organizzazioni ha creare un evento divertente, un evento interessante, un evento popolare,  caratterizzato da buonissime performance musicali.

Una serata che ha visto non solo musica, ma giochi di bolle che hanno incorniciato la serata, fatto divertire i più piccoli e dato un tocco poetico a quelle note che venivano non da un contratto musicale, ma dalla voglia di rivalsa dei ragazzi, che hanno dimostrato a piene mani, sacrificando il loro tempo, la loro fatica per una città che, e mi commuovo mentre lo scrivo, non vogliono far morire, una protesta pacificata e divertente, rispettosa, che ha dimostrato cosa possono fare i giovani se spinti dalla cultura.


Senza vergogna alcuna, ma pieni di orgoglio possiamo dire “Uni Info News ha sostenuto Nemici di Maria”.

Non contenti di descrivere l’evento come meri spettatori abbiamo cercato di farci travolgere dagli stessi ideali, dalle stesse motivazioni che hanno spinto molti artisti labronici, e non, a esibirsi, ponendogli alcune domande che riportiamo di seguito. 

La prima persona che incontriamo è Stella Sorgente che ha fatto il mascagni e fa parte del gruppo Mandrake.

 Come mai hai partecipato a questa manifestazione?

“Io ho partecipato perché ho visto l’idea della jem session alla Terrazza e c’èrano già stati degli eventi in anteprima anni fa, organizzati sotto forma di protesta, autogestiti in questo modo, avevo partecipato senza uno strumento e già mi ero divertita tanto, poi ho visto soprattutto il tema e mi è sembrato doveroso partecipare perché le scelte di questa direzione artistica di Effetto Venezia le contestavo francamente già prima di questa scelta atroce di ospitare “Amici di Maria de Filippi” più che altro ho letto commenti di persone che hanno accusato di provincialismo i gruppi rock, io non sono d’accordoperchp sono convinta che se ci fossero stati gruppi, anche non di Livorno, anche stranieri come ci sono stati ad esempio al Lucca Summer Festival, dove hanno suonato un sacco di artisti, probabilmente non ci sarebbe stata questa mobilitazione, invece c’è stato il comunicato in cui si parlava dell’invito di Maria de Filippi e non aver inviatato come l’anno scorso i gruppi di Livorno, erano stati chiamati tramite il Tirreno ed Effetto Demo, quest’anno invece niente, il direttore artistico ha anche risposto all’annuncio di questa manifestazione dicendo che i gruppi l’anno passato non l’avevano ringraziato, quando i gruppi avevano suonato gratuitamente e rinfacciato da parte dello stesso direttore che il palco ha un costo, ma gli artisti più che venire gratuitamente cosa dovevano fare?”

 Poco prima di andare via abbiamo incontrato Lorenzo Marianelli che si trovava insieme ai Model-T.

Quali sono le ragioni che ti hanno portato a partecipare a questa manifestazione culturale?

Ho deciso di partecipare per due motivi principali: per protestare in una forma pacifica contro questa organizzazione dell’evento, (Effetto Venezia), io sono di Pisa, premetto, per cui non sto qui, però siamo abbastanza vicini e la cosa mi tocca, vengo spesso a suonare a Livorno, il secondo motivo è perché l’uso degli spazi in questa maniera intelligente non crea danno a nessuno, un bel modo per protestare.

A Livorno esiste un ambiente culturale-musicale o come dicono molti non esiste?

A Livorno per quello che ho vissuto io, sono con due ragazzi livornesi, vedendo la situazione posso dire che c’è sicuramente un movimento culturale, non solo musicale, ma secondo me a Livorno viene un pochino meno fuori perché l’amministrazione non si confronta con la realtà giovanile, cosa che invece a Pisa è obbligata a fare vista la realtà universitaria. Comunque anche qui a Livorno ci sono artisti più e meno importanti.

 

 

Matteo Taccola

matteo.taccola92@gmail.com

Collaboratori

Marco Romagnoli

Claudio Fedele

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Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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2 thoughts on “Livorno scopre che la cultura non è morta

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