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L’Osservatorio sul lavoro a Livorno si presenta

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Il 12 aprile scorso è nato una nuova piattaforma politica a Livorno orientata, in particolar modo, alla tutela di alcuni temi considerati trasversali come quello del lavoro.

Riportiamo l’introduzione al verbale del primo incontro:

BUONGIORNO LIVORNO – ALBA – PCI – RIFONDAZIONE – SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ANTICAPITALISTA– EX LAVORATORI TRW E PISCINE – OLTRE PER LIVORNO – ARTICOLO UNO MDP – FUTURO

 

ALL’INCONTRO SONO STATE INVITATE LE ISTITUZIONI, TUTTI I SINDACATI ED I LAVORATORI

L’Osservatorio vuole offrire un luogo dove possano essere ascoltate e condivise le mozioni sui grandi e piccoli temi del lavoro inaugurando un modo di procedere dove da un coordinamento responsabile delle maggiori criticità del territorio Livornese ne scaturiscano momenti di coesione per favorire azioni piu’incisive della politica in una sinistra dove la diversità diventa confronto e ricchezza di vedute.

Candidiamo Livorno ad un nuovo modo di fare politica su questo tema. Vista la gravità della situazione vale la pena almeno fare un tentativo per dare le gambe ad una politica fattiva a difesa del lavoro.

Invece di proclami, vogliamo fare un lavoro che trovi il suo sbocco in azioni concrete. Più saranno le teste e le competenze e le differenze, più sarà efficace il risultato. Indispensabile è il rapporto diretto con i lavoratori o con i non lavoratori di cui al tavolo sono presenti alcuni rappresentanti. Diamo una mano e semplifichiamo il percorso di chi vuole costruire un nuovo sviluppo per la città.

L’Economia circolare per l’Osservatorio deve essere un punto di partenza primario ma lo sono anche gli effetti della pianificazione dello sviluppo portuale nella nostra città.

Chiediamo di conoscere ed enfatizzare le necessità delle persone. L’innovazione non è un Tweet di Renzi, è il miglioramento della vita delle persone. Va presa di petto la globalizzazione. Siamo una sinistra che non deve fare una battaglia contro le macchine. La ricchezza delle macchine invece che indirizzata a singole persone va ridistribuita.

I soldi ci sono, anche se sono diminuiti, è la forbice sociale che si è ampliata a dismisura.

Per noi il lavoro, anche il più duro, se stabilizzato, crea una identità di gruppo e singola. Oggi il lavoro significa troppo spesso non avere alcuna certezza, vuol dire accettare tutto in una condizione di totale ricattabilità. Dobbiamo fare scelte forti perché la mancanza di welfare e di sviluppo economico porta a dover assumere forme più decise di sostegno alla popolazione. E questo deve essere una responsabilità primaria delle forze di sinistra