10 Aprile 2020

Ytalia. Energia, Pensiero, Bellezza. Tutto è connesso, è il titolo della grande mostra d’arte contemporanea, che ha inaugurato il 2 giugno a Firenze, nel giorno della celebrazione nazionale della Festa della Repubblica. Organizzata da MUS.E e promossa dal Comune di Firenze, la mostra ha la sua sede principale al Forte Belvedere e resterà aperta fino all’1 ottobre. Ytalia offre al pubblico nazionale e internazionale l’opportunità di confrontarsi con alcuni dei maggiori artisti contemporanei del nostro tempo quali Mario Merz, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Gino De Dominicis, Remo Salvadori, Mimmo Paladino, Marco Bagnoli, Nunzio, Domenico Bianchi.

In una delle volte della Basilica Superiore di Assisi, l’artista Cimabue scrisse la parola Ytalia a margine di una rappresentazione di Roma. “La città eterna, vista dall’alto e racchiusa entro la cerchia di mura” – spiega Sergio Risaliti, curatore della mostra fiorentina- “rappresenta per quell’artista una primissima affermazione dell’esistenza della civiltà italiana, a cui guardare, di cui sentirsi parte e farsi promotore. Con quella segnaletica, Cimabue sancisce che i confini nazionali -siamo tra il 1280 e il 1290- sono prima artistici che politici, e che l’identità nazionale è fatta di cultura classica e umanistica, di bellezza pagana e spiritualità cristiana”


Partendo da questa citazione medievale e in concomitanza con lo svolgimento della 57° Biennale di Venezia, periodo di massima attenzione intorno al contemporaneo nel nostro paese, Firenze rafforza la propria vocazione alla contemporaneità. Insieme agli artisti riflette sulla storia civile e sul patrimonio, sui grandi lasciti culturali del passato, sulla società attuale, sulla permanenza dei miti e delle favole, sugli archetipi e le tradizioni iconografiche, sullo scambio tra artigianato e arte, arti e scienze, sacralità e antropologia. La mostra vuole rappresentare l’opera e il pensiero di tre diverse generazioni artistiche: quella del periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, quella affermatasi negli anni Sessanta e quella successiva, che ha esordito a partire dai Settanta.

Tre sono le parole chiave della mostra: energia, pensiero, bellezza che fungono da orientamento nella ricerca dei comuni valori formali. Sono circa 100 le opere in esposizione, con l’idea di dare vita a un “museo del contemporaneo”, diffuso nel centro storico della città tra interno ed esterno, tra medioevo e rinascimento, tra musei e giardini, cappelle funerarie e spazi della vita politica, gallerie e studioli, chiostri e cripte.

Dario Nardella, Sindaco di Firenze, ha affermato che “la mostra Ytalia è una nuova grande sfida per Firenze: con le opere di dodici tra i maggiori artisti del nostro tempo facciamo vivere ancora il Forte Belvedere per un’altra stagione di arte contemporanea, ma soprattutto mettiamo in rete – insieme al Forte – 8 spazi straordinari tra musei, giardini e luoghi dell’architettura civile e religiosa dove il passato convive con il contemporaneo per un’esperienza unica che coinvolgerà fiorentini e turisti. In un’epoca in cui i valori dell’identità nazionale sono messi in discussione dalle nuove dinamiche globali, vogliamo celebrare il fatto che l’Italia vanta da secoli un ruolo esemplare nell’evoluzione artistica mondiale. Il primo G7 Cultura della storia, non a caso, si è appena svolto a Firenze ed è stato dedicato alla conservazione e tutela del patrimonio culturale. Ma Firenze non è solo culla del Rinascimento e rivendica ancora una volta di essere città aperta alla storicizzazione e sperimentazione del contemporaneo“.

L’immagine simbolo della mostra è il monumentale scheletro dell’opera Calamità Cosmica di Gino De Dominicis, disteso su uno dei bastioni del Forte di Belvedere, concesso eccezionalmente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. L’esposizione ha delle appendici nei più importanti edifici pubblici e museali della città quali Palazzo Vecchio, le Gallerie degli Uffizi, Santa Croce, il Museo Marino Marini, il Giardino di Boboli e il Museo Novecento, che avvalorano il rapporto ricercato tra passato e presente.

 

Credits
Orario

Aperto tutti i giorni escluso il lunedì in orario 10.30-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)

Biglietti: Intero € 3


Ridotto: € 2 (residenti città metropolitana di Firenze, 18-25 anni e studenti universitari e possessori biglietto di accesso di uno dei musei aderenti alla mostra: Museo di Palazzo Vecchio, Galleria degli Uffizi, Giardino di Boboli, Basilica di Santa Croce, Museo Marino Marini, Museo Novecento, Galleria Palatina e Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti)

Inoltre sono presenti iniziative quali visite guidate, percorsi per famiglie, letture, conversazioni, incontri e conferenze consultabili sul sito del MUS.E http://ytalia.musefirenze.it/ .

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Marta Sbranti

Marta Sbranti, classe 1989. Dopo il Diploma presso l'Istituto d'Arte Franco Russoli di Pisa mi sono laureata in Scienze dei Beni Culturali curricula storico-artistico. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Storia delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei Nuovi Media, presso l'Università di Pisa. La mia tesi di laurea "Musei e Danza" unisce le mie due grandi passioni la danza e l'arte, che coltivo fin da piccola.
"Toccare, commuovere, ispirare: è questo il vero dono della danza".
(Aubrey Lynch)

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