12 Luglio 2020

Il mare è di tutti, sembra una frase scontata, ma lo è così tanto? Chiaramente nessuno può comprare una porzione di mare, come invece si può fare con un appezzamento di terra, sia per motivi pratici, che per motivi legali. Il mare è infatti proprietà della collettività, in quanto bene demaniale (il demanio è l’insieme dei beni di proprietà dello stato) non soggetto a concessioni. Quindi nessuno dovrebbe chiedere il pagamento di un biglietto per accedervi. Questo sano principio non è però sempre rispettato (anzi non lo è quasi mai): molto spesso, andando al mare, siamo costretti a pagare l’ingresso in uno stabilimento attrezzato, anche se vogliamo semplicemente prendere un po’ di sole e fare un buon bagno.

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Questo è ILLEGALE per vari motivi: in primo luogo perché, essendo un bene pubblico, il mare dovrebbe essere accessibile ad ogni cittadino; in secondo luogo, dal momento che le concessioni degli stabilimenti riguardano solamente l’offerta dei servizi, si dovrebbe addirittura avere la possibilità di passeggiare all’interno dello stabilimento gratuitamente qualora non si usufruisca degli stessi (anche se ciò non è precisamente stabilito dalla legge); in terzo luogo perché ciò contraddice la legge 296/2006 che sancisce, nel suo articolo 1, comma 251, “l’obbligo [per i concessionari] di consentire, a tutti i bagnanti, il libero e gratuito transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione”.


Per comprendere meglio quanto detto, è necessario analizzare il tipo di concessioni demaniali sull’utilizzo delle spiaggie. Esistono le spiaggie libere attrezzate, ove il concessionario offre servizi come ombrelloni e sdraio, ma non può impedire che questi vengano portati da casa ed utilizzati lì e non può ovviamente far pagare un biglietto per entrare. Vi sono, poi, gli stabilimenti veri e propri, che offrono una più o meno ampia gamma di servizi come ristorazione e cabine, ma in cui non si possono portare ombrelloni privati o sdraio. Sempre più spesso, tuttavia, gli stabilimenti impongono il pagamento di un biglietto anche per la sola entrata (e per il raggiungimento della battigia ai fini di balneazione e senza attrezzatura privata) e le spiaggie libere attrezzate vietano l’utilizzo di ombrelloni o sdraio privati. Il problema è che le leggi in merito sono spesso aggirabili. Per esempio, gli stabilimenti non possono far pagare il biglietto per l’accesso alla battigia (la striscia di sabbia che si estende per 5 metri dalla riva del mare), ma non è mai stato legiferato in merito all’eliminazione totale del biglietto per la sola entrata (come sarebbe ragionevole data la natura delle concessioni demaniali, come spiegato anche prima). Dalle violazioni dei concessionari comunque ci si può difendere: qualora vengano riscontrate, è possibile procedere con una segnalazione alla capitaneria di porto e/o ai vigili urbani, ed eventualmente sporgere denuncia. Per ulteriori informazioni consiglio la consultazione del “Manuale di autodifesa del bagnante”.

Colgo l’occasione per ringraziare il valido contributo del presidente nazionale della Federazione dei Verdi Angelo Bonelli, con il quale ho avuto l’onore di discutere di questo argomento.

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Davide Motta
Davide Motta

Ho 19 anni, sono di Livorno e studio economia a Roma. Sono appassionato di politica, e filosofia. La mia "dichiarazione di poetica" si può riassumere in una frase di Feuerbach: "Non è Dio ad aver creato l'uomo, ma l'uomo ad aver creato Dio".

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