1 Ottobre 2020

Tutto questo dibattito sull’(in)utilità della festa della donna mi annoia. Ho sempre fatto fatica ad esprimermi riguardo ad un tema così delicato come quello del femminismo, probabilmente perché sono allergica alle banalizzazioni. In un’epoca che vive di slogan, di spot, di pubblicità e di semplificazioni la mia allergia non mi dà tregua (e la mia intolleranza non aiuta). L’otto marzo gli italiani si dividono in due grandi categorie:

1)Quelli che lo festeggiano;


2)Quelli che non lo festeggiano.

All’interno di questi due grandi settori troviamo delle sottocategorie costituite dalle motivazioni che spingono a festeggiare o non festeggiare questa giornata. Non sono qui per dirvi cosa faccio io l’otto Marzo né per dire a voi cosa dovrete fare ma per riflettere e constatare su certi atteggiamenti.

Partiamo dal fatto che coloro che non festeggiano la festa della donna sono per la maggior parte persone che scrivono stati su Facebook dando contro a questa giornata e a chi la festeggia.

Questo è il primo punto che vorrei affrontare: tristemente la maggior parte di queste persone sono donne (che quindi danno addosso ad altre donne in quella che sembra diventare una patetica scazzottata tra 600922_205244939598308_1039115907_nbimbette di prima superiore di sabato pomeriggio in centro, solo che in questo caso nessuno “vi si caga”). Nessuno sta dicendo che vi dobbiate far andar bene le scelte degli altri ma, se proprio non riuscite a capire perché certe persone si “ostinino” a festeggiare questa giornata , non scrivete stati piatti, noiosi, prevedibili e monocolore su Facebook, piuttosto cercate una discussione vera, cercate un dibattito serio, un confronto. E adesso lo so che cosa state pensando dopo aver letto queste prime righe di articolo: “Lei sicuramente è una di quelle che festeggia l’otto marzo”. Siete fuori strada cari.

Me ne sto zitta davanti al computer a scorrere la mia home di Facebook in cui si alternano foto di mimose a stati del tipo: “La festa della donna è tutti i giorni!!” e penso. Penso che forse, dopo moltissimo tempo di riflessione forse sia giunto il momento di buttare giù qualche mia idea riguardo questo tema che mi sta cosi a cuore.

Ma è femminismo questo? E’ femminismo, da donna, dare addosso ad altre donne perché non sputano sulla mimosa che ricevono? E’ femminismo scrivere due righe di stato su Facebook intrise di banalità, di semplificazioni, di unidimensionalità?


Facebook purtroppo ha portato ad un fenomeno che, come quasi ogni altra cosa, ha i suoi aspetti positivi e i suoi aspetti negativi: il sentirsi sempre in dovere di dire la propria opinione e di mettere bocca su tutto. Ci sentiamo indispensabili, non possiamo mancare neanche un appuntamento. E’ capitata così la svalutazione della scrittura: se prima le chiacchiere da bar avvenivano solo oralmente perché ci si sarebbe vergognati a metterle per scritto, adesso la scrittura ha lo stesso valore delle parole e, come disse il caro, vecchio Caio Tito: “Verba volant, scripta manent”. Purtroppo le cose che noi lasceremo scritte saranno leggere quanto le nostre chiacchiere.

Esistono troppi modi di essere femministe e vorrei capirli tutti, cercare di comprenderli, di confrontarli con il mio modo di vivere il femminismo ma le frasi da quattro soldi, dette per dimostrare un certo impegno sociale o una presunta superiorità, non danno spazio né alla curiosità né al dialogo perché non mi restituiscono niente.

L’otto Marzo potrebbe essere un pretesto interessante per riunirsi, solidarizzare, discutere, riflettere ed invece lo facciamo diventare una specie di tiro della corda. Se questa deve essere la festa della donna io non ci sto. Vi lascio tirare la corda, me ne tiro fuori e vi sto a guardare come faccio da anni. Non mi si venga poi a dire che “non dobbiamo avere bisogno della festa della donna per confrontarci” perché, anche se non dovremmo, evidentemente ce l’abbiamo e, dato che non viviamo nel mondo delle favole, dobbiamo prendere atto della realtà.

Un po’ tipo quella storia delle quote rosa insomma: certo che non dovrebbe essercene bisogno, altrettanto certo che effettivamente ce n’è. Soltanto prendendo coscienza della realtà si può cambiarla, non vivendo nel nostro mondo utopistico ed ostinato. Altro problema da affrontare è il fatto che mentre noi stiamo a scannarci sul festeggiare o meno, gli uomini continuano tranquillamente la loro vita perché (giustamente) non gliene può frega’ de meno di stare a guardare noi che diciamo un mucchio di ovvietà. Oltre a perdere un’occasione per prendersi un momento e riflettere tra noi, perdiamo anche un’occasione per stimolare il genere maschile ad una seria riflessione sul ruolo che gioca in questo tema. Di fatto la “questione” non è mica femminile, è maschile! La disparità degli stipendi, il ruolo tradizionale nella famiglia, i comportamenti convenzionali, non dipendono certo da noi ma da anni e anni di cultura patriarcale (e qua non stiamo parlando di femminismo ma di storia) che risalgono all’antica Grecia.

E’ necessario che gli uomini riflettano a fondo sul loro ruolo e che si dialoghi affinché qualcosa cambi.

La scelta sta solo a noi.

Rosa Caramassi

Show Full Content

About Author View Posts

Rosa Caramassi
Rosa Caramassi

Sono nata a Piombino nel 1996 e vivo a Livorno. Solamente tre anni dopo la mia nascita comincio a fare danza, con il passare degli anni arrivo a fare danza contemporanea.
Ho una grande passione per le correnti avanguardiste del novecento, letteralmente, artisticamente e musicalmente.
Da quando sono piccola ho una grande passione per la Francia e Parigi (anche in quanto "ombelico" dei più grandi artisti e scrittori del novecento).
Mi piace viaggiare e vedere nuovi posti, odio restare tutto l'anno nella mia città con cui ho un rapporto quasi di odio amore (come più o meno tutti i Livornesi).
Frequento il liceo classico ISIS Niccolini Palli, ma a dirla tutta studio solo ciò che piace a me, motivo per cui non vedo l'ora di iscrivermi in un' università francese.
Ho un grande interesse verso la politica italiana, soprattutto del 1900 e più di tutti approfondisco sul Partito Comunista Italiano e sui personaggi che lo hannno popolato.

Previous Manifestazione “A tu per tu con la musica”
Next Speciale Star Wars – Il Risveglio della Forza: “Chewbe, siamo a casa!”

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close

NEXT STORY

Close

Laurence Anyways (2012)

3 Giugno 2020
Close