12 Luglio 2020

Certe riflessioni vanno fatte a mente lucida, a caldo la rabbia e la delusione possono prendere il sopravvento. Non che rabbia o delusione siano passate, per quelle ci vorrà ancora qualche giorno, ma almeno possiamo analizzare la situazione con più obiettività.

C_29_fotogallery_1005319__ImageGallery__imageGalleryItem_70_imageDiciamoci la verità, questa nazionale non aveva proprio convinto nessuno. Già dalle amichevoli pre mondiale in tanti storcevano il naso dinanzi a prestazioni discutibili della squadra, non tanto dei singoli quanto piuttosto del gioco, di fatti assente. Per non parlare delle convocazioni stesse, anche lì c’erano state diverse polemiche, evidentemente non del tutto infondate. Si sa, in Italia siamo tutti allenatori e le polemiche ci sono state e ci saranno sempre finché esisterà il calcio.


Non si può scaricare tutto su un singolo, giocatore o commissario tecnico che sia, poiché come non mai le colpe appartengono a molti. E’ troppo facile parlare dopo ma noi qui siamo qui per questo. Partendo proprio dal principio, personalmente, una chance allo sfortunatissimo Giuseppe Rossi l’avrei concessa mentre alcuni elementi, vedi Cassano e Thiago Motta, li avrei certamente lasciati a prendere il sole in spiaggia in Italia anche se difatti li abbiamo visti giocare con un intensità degna della partitina sulla spiaggia in vacanza.

Prandelli si è affidato più ai nomi e alle sue poche convinzioni piuttosto che lasciar spazio a chi è stato protagonista per l’intera annata in Serie A, salvo poi giocare un miserissimo scampolo di partita contro il Costa Rica. Uno come Alessio Cerci insomma. Aveva plasmato questa C_29_fotogallery_1005319__ImageGallery__imageGalleryItem_0_imagenazionale su Balotelli e agli Europei sì era andata oltre ogni più rosea aspettativa ma non è certo una cosa che scopriamo ora che il signore poc’anzi citato sia altrettanto famoso per i colpi di testa (non quelli coi quali potrebbe segnare) e discontinuità. Stando ai numeri Mario, che di Super non sembra aver niente, nell’ultimo campionato ha segnato 14 reti e di questi tanti vengono da rigore. Essere potenzialmente uno dei più forti al mondo non basta, bisogna dimostrarlo in ogni partita con professionalità. Al momento Balotelli, come tanti altri, è solo un bambino viziato che quando perde o non gioca bene inizia a commettere falli e vorrebbe prendere il suo pallone sotto braccio e tornarsene a casa.

Solo il nome si è guardato, come Cassano e Thiago Motta appunto. Due che nella corsetta per entrare in campo erano già in riserva d’ossigeno e che hanno causato solo danni, quando invece in panchina sedevano più che valide alternative.

Sono convinto che Prandelli sia una bravissima persona e sarebbe ingiusto prendersela solo col ct ma quando si sbagliano tutti i cambi e non si azzecca mai il modulo è evidente che ci si debba assumere le proprie responsabilità che, onore a lui si, è assunto rassegnando le dimissioni. Dimissioni che sono giunte anche da Giancarlo Abete, presidente della FIGC, magari non sarà colpa sua se l’Italia gioca male ma sicuramente ha tantissime responsabilità nella gestione del calcio italiano, una gestione fallimentare la sua, conclusasi con delle dimissioni che personalmente accetto con immensa letizia.

Al triplice fischio sono arrivate tante dichiarazioni ma credo che le più importanti siano quelle del nostro capitano Gigi Buffon, uno che ci mette sempre la faccia. Delle sue dichiarazioni mi interessa un passo fondamentale: “Quello che si pretende è la massima serenità di giudizio da parte di tutti, spesso si sente dire che c’è bisogno di ricambi, che Buffon, Pirlo, De Rossi, Chiellini e Barzagli sono vecchi, la verità è che quando c’è da tirare la carretta, questi sono sempre in prima fila. Bisogna rispettare un po’ di più loro, non per quello che sono stati, ma per quello che ancora rappresentano. In campo bisogna fare, e non basta il potrebbe fare o magari il farà”. “In campo si vede chi c’è. E chi non c’è non c’è”.

C_29_fotogallery_1005319__ImageGallery__imageGalleryItem_57_imageLe sue sono parole pesanti che derivano da una grande amarezza e con le quali si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Buffon evidentemente allude a qualche giovincello scapestrato, il suo o i lori nomi li lascio alla vostra immaginazione. A rincarare la dose è un altro senatore dello spogliatoio, De Rossi. “La nazionale ha bisogno di uomini veri non di figurine o di personaggi”. La verità però è anche un’altra, noi siamo stati abituati piuttosto bene; un tempo usciva Del Piero ed entrava Totti, usciva Toni ed entrava Inzaghi. Attualmente abbiamo a che fare con un baratro tecnico che forse è senza precedenti, si invoca appunto un ricambio generazionale ma di giovani all’altezza in verità non ce ne sono. Verratti a parte ovviamente.


Ora che abbiamo fatto il mea culpa in effetti, ci sono anche altre cose da dire. Non si sa bene perché Blatter provi tutto questo odio nei confronti dell’Italia ma difatti non è segreto di nessuno. No, non è il solito discorso complottistico, lo dicono i fatti come la fuga prima della premiazione degli azzurri nel 2006 e altri episodi. L’Italia, chissà perché, è finita a giocare nei posti peggiori come Manaus oltretutto, unica nel mondiale, a giocare per due volte alle ore 13, un suicidio. L’Italia è sola e a livello internazionale non è tutelata.

Non è un caso che la maggior parte delle Europee abbiano fatto così tanta fatica in questa edizione, il clima non era certo a nostro favore e le sud americane erano nettamente favorite. Difatti al momento su 10 squadre qualificate 6 sono sud americane. Inoltre i nostri campionati sono molto più stancanti rispetto ad altri. Perché dico questo? Giustamente qualcuno potrebbe dire “Eh però i giocatori di Argentina, Brasile etc giocano tutti in Europa”. Vero, giusto e che prestazioni hanno messo in luce? L’Argentina ha vinto le sue partite sul filo del rasoio grazie a Messi mentre l’altra, beh lasciamo perdere, chiedete pure alla Croazia. Per l’appunto l’Uruguay, che manco a dirlo è una sud americana, non mi risulta abbia passato il turno per aver espresso un gioco spettacolare.HannibalSuarez_zpsfece059a

È l’incubo ricorrente di ogni italiano che nel 2002 guardava quei maledetti mondiali: Byron Moreno. Già gli arbitri, certo è che a noi questo genere di cose capita un po’ troppo spesso. La sensazione è che sia sempre facile tirare fuori cartellini ai danni degli azzurri come il rosso folle a Marchisio. Come allora, demeriti nostri a parte, abbiamo giocato contro l’arbitro e l’Uruguay che invece schierava due tra gli attaccanti più forti al mondo. Uno è Cavani che conosciamo bene, l’altro è Suarez, gioca in Inghilterra e vanta una discendenza da un’antica famiglia della Transilvania. Questa bestia in partita l’ha fatta franca ma giusto poc’anzi è arrivata la sanzione: interdetto per 4 mesi da qualsiasi attività legata al calcio e squalificato per 9 gare dalla nazionale, che insomma vista la recidiva del soggetto si meritava qualcosa di più. Una magra consolazione sì ma c’è modo e modo di uscire dai mondiali. Un conto è uscire per il verdetto inconfutabile del campo un altro è per lo zampino dell’arbitro che ha ampiamente falsato la partita, nella quale, sono quasi certo, un pareggio avremo strappato.

Non sappiamo cosa ne sarà della nazionale italiana e anche se peggio di così in effetti non potrebbe andare, più che mai il futuro appare incerto.

Alessio Nicolosi

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