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Primarie U.S.A. – Hillary vince in Nevada, Trump fa il pieno in South Carolina

Fernando Petrolito - 22 Febbraio 2016
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Sabato scorso (20 febbraio), si sono tenuti il caucus democratico del Nevada e le primarie repubblicane del South Carolina.
Hillary ha ottenuto la sua rivincita dopo la pesante sconfitta in New Hampshire e Donald Trump, nonostante l’anatema di Papa Francesco (che in visita in Messico aveva affermato che “Una persona che pensa di fare i muri (…) e non di fare ponti, non è cristiano“), ha vinto ancora ottenendo tutti i delegati del South Carolina.

IL CAUCUS DEL NEVADA: La rivincita di Hillary

hillaryhappy

I sondaggi preannunciavano una situazione di parità, che tutto sommato è stata confermata.
La Clinton ha ottenuto 20 dei 35 delegati statali assegnabili con il 52,6% dei delegati di contea (anche questa volta il Partito Democratico non ha diffuso il numero di consensi effettivi).

Sanders ha ottenuto gli altri 15 delegati statali con il 47,3% dei delegati di contea.

Questa sconfitta non preannuncia niente di buono per la campagna del senatore del Vermont, visto che i prossimi appuntamenti elettorali (primarie del South Carolina del 27 febbraio e Super-tuesday dell’1 marzo) si preannunciano davvero difficili.
Tutto sommato Bernie può continuare a vantare un ampio consenso tra i giovani (l’82% dei ventenni e il 67% dei trentenni,  secondo gli exit polls di Fox News e NBC News) e tra gli elettori indipendenti (71%). Purtroppo per Sanders ben il 69% di chi ha partecipato al Caucus aveva più di 40 anni e gli indipendenti erano solo il 18%.
Tra gli ispanici il preferito è stato Sanders (53%), ma tra gli afroamericani la Clinton ha ottenuto un consenso plebiscitario (76%) che è stato probabilmente decisivo.
Altrettanto decisiva è stata la vittoria di Hillary nella contea di Clark, quella con più alta densità abitativa, che ospita la città di Las Vegas e circa il 75% della popolazione del Nevada.
Bernie è però
risultato il preferito nella capitale dello stato, Carson City (che però ha una popolazione di soli 55.000 abitanti) e nella maggior parte delle contee (Sanders ha vinto in 10 contee, Hillary in 6).
Degli 8 superdelegati 4 sono indecisi, 3 sono orientati per sostenere la Clinton e 1 è per Sanders.

Guardando ai prossimi appuntamenti elettorali i sondaggi annunciano una strada tutta in salita per Bernie.
Hillary dovrebbe vincere senza troppe difficoltà in South Carolina il prossimo 27 febbraio, specialmente visto l’ampio consenso di cui gode tra gli afroamericani che è stato confermato anche dai risultati del Nevada. L’aggregato ponderato dei sondaggi del mese di febbraio mostra Hillary in saldo vantaggio al 57,6%, con Sanders al 33,6%.
Per quanto riguarda il super-tuesday del 1 marzo Hillary guida i sondaggi in Alabama (59%), Arkansas (57%), Georgia (60%), Tennessee (58%), Texas (57%) e Virginia (56%).
Bernie sembra avere buone possibilità solo nel New England, in particolare in Vermont (86%) e in Massachussets (47,7% secondo l’aggregato ponderato dei sondaggi di febbraio), e in Colorado (49%). Combattute si preannunciano le primarie dell’Oklahoma dove la Clinton guida con il 46% contro il 44% di Sanders.
Non sono disponibili sondaggi recenti relativi al Minnesota, ma il Senatore del Vermont ha dichiarato di avere buone possibilità in tale stato.
Voteranno inoltre le Isole Samoa americane e i democratici all’estero.

Per quanto riguarda i sondaggi nazionali l’aggregato ponderato dei rilevamenti precedenti al Caucus del Nevada ha visto accorciarsi le distanze tra i due candidati democratici con Hillary al 47% e Bernie al 42%. Questo dato fa ancora sperare i giovani sostenitori di Sanders, ma  la sconfitta in Nevada e i difficili step delle prossime settimane potrebbero rallentare, se non arrestare, la sostenuta rimonta del senatore del Vermont.

I democratici non hanno dibattiti in programmazione fino al 6 marzo.

LE PRIMARIE DEL SOUTH CAROLINA: Trump pigliatutto

trumphappy

Grande successo per il front-runner Donald Trump che con il 32,5% dei voti ha vinto in ben 44 delle 46 contee del South Carolina ed ha ottenuto tutti i 50 delegati statali.

Ottimo risultato anche per Rubio che, stando ai sondaggi, sarebbe dovuto arrivare terzo con circa il 16,4% ed invece è arrivato secondo ottenendo il 22,5% e risultando preferito nella contea di Richland (dove si trova la capitale dello stato, Columbia) e nella contea di Charleston. Il senatore della Florida è risultato inoltre il preferito tra gli elettori laureati.

Eccellente risultato, anche se è scivolato al terzo posto, per Ted Cruz, che ha ottenuto il 22,3% dei voti (nei sondaggi era dato al 17,9%) e che è risultato preferito tra i ventenni.

Ancora una volta è stato deludente il risultato dei moderati, ed in particolare di Jeb Bush, che, dato al 12% nei sondaggi, ha ottenuto solo il 7,8%.  Anche John Kasich (8,9% nei sondaggi) non può esultare più di tanto avendo ottenuto solo il 7,6%.
Pur essendo arrivato ultimo, è invece andato meglio delle aspettative Ben Carson, che si è posizionato a poca distanza da Bush e Kasich con il 7,2%, mentre nei sondaggi non era dato nemmeno al 6% (secondo il sondaggio aggregato ponderato).
A seguito del suo pessimo risultato Bush ha deciso di ritirare la propia candidatura.

Sia Rubio che Kasich sperano di fare propri gli elettori di Bush. Secondo alcuni commentatori però parte di questi ultimi potrebbe invece andare a Trump, consolidando il suo vantaggio. D’altronde il miliardario repubblicano resta pur sempre uno dei candidati meno conservatori del GOP.

Guardando alle prossime tappe elettorali le cose sembrerebbero mettersi molto bene per Trump, salvo sorprese dovute al ritiro di Bush.
Infatti Donald guida i sondaggi relativi al  Caucus del Nevada (23 febbraio) con oltre il 40%, seguito da Cruz e Rubio con circa il 20% e da Kasich e Carson con circa il 6%.
Anche il super-tuesday non dovrebbe dare grossi problemi al front-runner repubblicano che guida i sondaggi in Albama, Alaska, Georgia, Massachussets, Oklahoma, Tennessee, Vermont e Virginia.
Cruz è avanti in Arkansas e Texas, mentre Rubio sembrerebbe avere buone possibilità in Minnesota. Carson è primo nei sondaggi relativi al Colorado, ma si tratta di sondaggi risalenti a metà novembre.  Non ci sono informazioni recenti relativamente al North Dakota e al Wyoming.

Nei sondaggi nazionali Trump continua ad essere il preferito con oltre il 34%, seguito da Cruz al 20% e da Rubio al 15%.
Kasich, che dopo il successo in New Hampshire ha ormai superato e distanziato Carson, è quarto con l’8,6%, mentre il neurochirurgo afroamericano è ultimo al 6,4%.

Dopo il Caucus del Nevada di martedì, i repubblicani terranno un dibattito giovedì 25 febbraio. L’evento è organizzato da CNN e Telemundo, presso l’Università di Houston in Texas.