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Ha vinto Nadal, come sempre del resto a Porte D’Auteuil, dove Rafa ha perso una sola partita in 10 partecipazioni e 67 incontri disputati, conquistando nove Roland Garros. Avete letto bene, nove Roland Garros, così tanti da suscitare in alcuni esponenti della stampa un simpatico dilemma: “Non sarebbe meglio rinominarlo Nadal Garros?”. E potrebbe anche starci, visto e considerato che Rafael può, in virtù dei suoi successi, parlare del Philippe Chatrier come della sua C_29_fotogallery_1005054__ImageGallery__imageGalleryItem_18_imageresidenza estiva, una sorta di zona stante a sè, violata soltanto da un Soderling al top mentre Nadal era infortunato. Dall’altra parte della rete c’era Djokovic, uno che paura di Nadal mai deve averne avuta, date le sue dichiarazioni post quarti di finale nel 2006. Eppure qui a Parigi le sconfitte inflitte da Rafa a Nole sono ben 6, esclusa la cocente delusione della semifinale del 2011 dove fu un certo Roger Federer a fermarlo. Parigi val bene una vetta quest’anno, a causa della vicinanza nel ranking ATP tra Nadal e Djokovic, e mai come quest’anno si respira un’aria diversa al Roland Garros.

I bookmaker ad inizio torneo davano leggermente favorito il numero uno del mondo, con la precisazione che per gli ex giocatori e i maggiori opinionisti 3 Set su 5 sulla terra battuta è un altro sport, dunque poco contava per loro il trionfo di Djokovic agli Internazionali d’Italia in finale contro il maiorchino. Durante la prima settimana c’era già chi vociferava di un Djokovic super concentrato e in forma smagliante, e infatti fino alle semifinali in pochi avrebbero scommesso contro Nole. Solido al servizio, bravo nei punti decisivi, un muro da fondoC_29_fotogallery_1005054__ImageGallery__imageGalleryItem_14_image campo e discretamente agile a rete, uno su cui puntare per la vittoria finale, insomma. Nadal, al contrario, è stato un continuo crescendo nella prima settimana, fino ai quarti, dove David Ferrer lo ha battuto nel primo Set della partita chiave del torneo dello spagnolo (4-6); nel secondo Set Rafa lotta e pareggia i conti (4-6 6-4) con una tenacia incredibile, prima di chiudere i conti con il connazionale nel terzo e nel quarto game con un sonoro 6-0 6-1. Contro Murray in semifinale Nadal passeggia e con un risultato pesante (6-3 6-2 6-1) approda in finale, dove ad attenderlo c’è il rivale di una carriera, il solito Djokovic.

Il pronostico è molto equilibrato, si prospetta una finale combattuta (sai che novità), con la consapevolezza del ruolo decisivo del clima umido e molto caldo, fattori amici più di Rafa che di Nole. Il Set iniziale è combattuto fino al 3 pari, ossia fino al momento in cui un calo di rendimento del dritto di Nadal consente al Serbo di infilare una striscia di 3 giochi consecutivi e di portare a casa il primo Set con un parziale di 6 giochi a 3. Stupisce la concretezza e la rapidità di Novak, mentre sorprende un po’ la pigrizia e la vena inconcludente di Rafael, evidente nelle due palle break sprecate nel nono game. Si va al secondo, Nadal toglie il servizio a Nole nel sesto gioco, salvo poi farsi trovare impreparato ed essere riagganciato sul 4-4 dal serbo. Sul 6-5 il pubblico del centrale si fa sentire sempre più forte e il tifo per Nadal esplode quando sul 15-40 Rafa concretizza il primo Set Point e pareggia i conti dopo oltre un’ora e mezza di C_29_fotogallery_1005054__ImageGallery__imageGalleryItem_3_imagegioco. Djokovic esce dalla partita e regala a Nadal il Break che consente allo spagnolo di portarsi in vantaggio per 3-0 nel terzo Set, un vantaggio destinato a crescere alla fine del parziale, che si conclude con un importante 6 a 2 per il mancino di Manacor. Il quarto Set vede una timida ripresa di Djokovic, finalmente in grado di reggere lo scambio con Rafa da fondo campo come nel Set iniziale, salvo poi commettere una caterva di errori che consegnano a Nadal un Break molto simile ad una resa sofferta del serbo. Ciò nonostante, Rafa rimette in partita Nole, giocando un Game orrendo al servizio e subendo una improbabile rimonta sul 4-4, poi 5-4 in favore di Nadal grazie al game di servizio tenuto nel nono gioco. Djokovic serve per restare nel match, dopo oltre 2 minuti di ola improvvisati dai supporter dello spagnolo, e sembra reggere bene la pressione nei primi 2 punti, con i quali si porta sul 30-0. Un passante fulminante di Nadal e un calo di Novak portano lo spagnolo sul 30-40 e Match Point, con il pubblico parigino in estasi per il maiorchino; ed è proprio un doppio fallo commesso da Djokovic, disturbato da un tifoso nel punto decisivo, a conferire a Rafa il nono titolo al Roland Garros e a portarlo a quota 14 Slam, come Pete Sampras.

L’applauso ironico del Serbo verso il pubblico dello Chatrier dura pochi secondi, mentre dureranno un po’ di più le lacrime versate dai due fenomeni durante la premiazione del torneo, con Nole letteralmente distrutto nell’animo per l’ennesima batosta presa qui all’Open di Francia, unico Slam mancante nel suo Palmares e sfuggito anche quest’anno. Il centrale omaggia C_29_fotogallery_1005054__ImageGallery__imageGalleryItem_26_imageNadal, ancore Re di Parigi, e applaude fragorosamente anche Djokovic, con l’augurio di trovarli in forma per Wimbledon e, perché no, di assistere sull’erba londinese ad un nuovo capitolo della più avvincente rivalità del tennis contemporaneo.

Piergiorgio Romano