14 Dicembre 2019

Ready Player One, uscito il 28 Marzo nelle sale italiane, è l’ultima fatica di Steven Spielberg. Il film è tratto dal libro di Ernest Cline e racconta una storia ambientata in un futuro distopico, precisamente nel 2045, dove un ragazzo di nome Wade per sfuggire dalla triste e misera realtà che lo circonda, come tanti altri, passa le proprie giornate su Oasis. Oasis è una piattaforma online creata dal geniale ed eccentrico James Halliday che permette di fare qualsiasi cosa. Ma questo universo virtuale nasconde un segreto, il suo creatore infatti vi ha nascosto 3 misteriose chiavi ed il giocatore che per primo riuscirà a trovarle, otterrà la sua eredità e diverrà quindi il nuovo proprietario di Oasis. Ma ovviamente Wade non è il solo a dare la caccia a questi “easter egg” e considerato il valore economico della creazione di Halliday, incontrerà sulla propria strada giocatori senza scrupoli e pronti a tutto pur di ottenere le tanto ambite chiavi.

Il film, come detto poc’anzi, è tratto dal best-seller di Ernest Cline che, pubblicato nel 2010, rappresenta per tutti i fan del genere una sorta di bibbia contenente tutta la cultura pop degli anni ‘80/ ‘90. Il film però si prende molte libertà (cosa che forse i fan più accaniti del libro non avranno molto gradito) e si distacca dalle pagine dell’opera originale. Ma nonostante il libro abbia una trama più complessa, una maggior attenzione sullo sviluppo dei personaggi e delle varie quest che essi affrontano, Spielberg ha saputo creare un film piacevole ed avvincente riuscendo a non trasformare la pellicola nella classica “operazione nostalgia”. Infatti il rischio più grande era che Ready Player One potesse diventare un calderone dove buttare citazioni e fan service a caso ma fortunatamente così non è stato. Inoltre, proprio l’autore del libro ha avuto modo di lavorare direttamente alla sceneggiatura del film insieme allo stesso Spielberg ed ha sottolineato che nonostante sembrasse impossibile poter trasporre Ready Player One in un film, Spielberg ci è riuscito catturando lo spirito del libro.

Impresa doppiamente ardua perché oltre a tener viva l’anima incastonata tra le pagine del libro, non solo c’era da fare i conti con la riproduzione di Oasis ma soprattutto con tutti quei personaggi che lo popolano poiché appartenenti a serie, film, brand diversi per i quali servivano i dovuti permessi. Autorizzazioni che in questo mondo non sono sempre facili e scontate da ottenere.

Per quanto riguarda invece il lato più tecnico della pellicola, la regia e gli effetti speciali sono veramente coinvolgenti tanto che sembra di trovarsi veramente all’interno di un videogame, come se anche noi indossassimo un VR e fossimo presenti sulla scena. Il film poi è una continua montagna russa di emozioni, si sale, si scende ma non ci si ferma mai. Spielberg ha saputo raccontare questa storia tenendo gli spettatori incollati allo schermo, senza tempi morti e lunghi spiegoni che avrebbero reso la visione più pesante.

Ma la pellicola non è solo un ottimo prodotto di intrattenimento cinematografico. Una delle cose più divertenti è quella di provare a individuare e riconoscere tutte le citazioni, personaggi di videogame, film che dagli anni ’70 fino ad oggi sono diventati patrimonio della cultura nerd. E così non possiamo non avere un sussulto quando vediamo sfrecciare la DeLorean di Ritorno al Futuro, quando vediamo ergersi imponente il Gigante di Ferro o quando scorgiamo nella mischia della battaglia Batman o i personaggi di Halo, Overwatch, le Tartarughe Ninja e tutti gli altri.

Ma Ready Player One, per quanto esalti questo mondo virtuale in tutti i suoi aspetti, mette altresì in guardia dai pericoli che insidiosi si nascondono in rete. Infatti il film stesso, sebbene ambientato in un futuro solo apparentemente lontano, è tremendamente attuale e non può che consigliare della realtà virtuale un uso responsabile e moderato. E così, come dice ai protagonisti lo stesso James Halliday: “la realtà è l’unica cosa che è reale!”

Ready Player One è un omaggio alla cultura nerd e rappresenta il manifesto della generazione ’80/’90, un film che nel tempo diverrà un cult nel suo genere.

Alessio Nicolosi

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