21 Ottobre 2020

Recensione di Alice in Wonderland 

2010_alice_in_wonderland_poster_003-U7O3Il rapporto tra Tim Burton e la Disney è sempre stato d’amore ed odio, un rapporto che sul piano della fantasia e delle ideologie è stato più volte esempio di quanto questi rappresentino due aspetti molto diversi del cinema. Da una parte abbiamo il visionario regista dei primi due Batman, mentre dall’altra abbiamo (forse) la più grande major mai esistita; basti pensare che la Disney ha comprato persino la Marvel e le sue pellicole, non a caso The Avengers è prodotto dalla casa di Topolino. Ma se uno studio come questo chiama, Burton deve rispondere e se sono ben due i film per cui firmi un contratto (tra cui il rifacimento di un corto da te realizzato anni addietro) possiamo solo immaginare quanto possa essere “difficile” rifiutare l’offerta. Così nel 2010 nasce Alice in Wonderland, un film molto atteso, di cui si è discusso parecchio e con un cast d’alto livello in cui ritroviamo l’ormai suo amico e attore feticcio Johnny Depp. Cosa sarà uscito fuori dalla mente (geniale) di Burton? Non rimane che analizzare l’opera nel dettaglio!


Alice è ormai una ragazza, ha 19 anni e deve andare in sposa ad un Lord figlio di un collega di lavoro di suo padre. La cerimonia, tuttavia, da non poche preoccupazioni alla poveretta ed non curante della situazione e stressata da questa improvvisa festa di fidanzamento, decide di seguire uno strano coniglio bianco (rimarreste sorpresi pure voi dato che ha un panciotto ed un orologio da taschino in mano!). Questi la porterà nel Paese delle Meraviglie, un mondo completamente diverso dal nostro, soggiogato dalla Regina Rossa; Alice ben presto capirà che l’unico modo per uscire fuori da quello che lei crede sia uno strano e assurdo sogno, sarà riportare la pace e sconfiggere la regina….

alice_in_wonderland_movie_image_mia_wasikowska_01-Q5K6Per quanto Burton abbia abituato il grande pubblico a personaggi strani esteticamente se non deformi, sarebbe un azzardo ridurre l’intera poetica di questo autore ad un qualcosa di puramente estetico, senza sostanza e contenuti. Parrebbe proprio che in questo caso, la Disney in primis, abbia voluto realizzare un film esclusivamente commerciale e che il nome di Burton dovesse servire ad attirare una fetta del  vasto pubblico. Quel che ne è uscito fuori è un film, sì ben girato e divertente, ma lontano anni luce dalle produzioni a cui siamo abituati. Eppure ogni tanto la mano del regista si avverte e probabilmente, se la campagna pubblicitaria realizzata attorno ad Alice in Wonderland non fosse stata puramente legata a mettere in luce le stranezze e la pazzia che alberga in molti personaggi della pellicola, questa ne avrebbe ottenuto qualche vantaggio; Se analizziamo, infatti, il mondo portato alla luce in questo lungometraggio ci possiamo accorgere che le meraviglie che si trovano in esso sono tutti illusorie, dato che ogni personaggio o è vittima della regina rossa, o è al suo servizio oppure è un codardo che non vuole nemmeno muovere un dito pur di riportare pace e serenità nella realtà in cui vive. Chi cerca o ha intenzione di realizzare una rivoluzione e detronizzare la regina è considerato pazzo, come per esempio il Cappellaio, il quale è l’unico a credere nella figura di Alice e nel suo coraggio. E’ inoltre interessante vedere che molti personaggi considerati buoni (per esempio la Regina Bianca) non siano poi tanto diversi dai cattivi e se non è la malvagità che li caratterizza, rimane in loro comunque un forte senso di codardia. Sotto questo aspetto Alice è un film che mette in luce un mondo ben realizzato e curato, sopratutto nella realizzazione dei personaggi e della protagonista, in continua ricerca di se stessa, quasi che questo viaggio sia una sorta di ricerca della propria persona e sia metafora del passaggio tra adolescenza ed età adulta.

Johnny-Depp1Tutto questo sarebbe stato fantastico se non fossero presenti alcune grosse lacune; la prima va riscontrata in un massiccio (quanto stucchevole) uso degli effetti speciali che a lungo andare potrebbero persino infastidire dato che non sono realizzati con estrema cura ed in alcuni frangenti risultino poco realistici. Un altro aspetto che non può essere esente da critiche è quello di voler concludere la pellicola in una sorta di The Lord of the Rings ridotto ed in salsa Disneyana; forse è proprio nell’ultima parte che il film perde tutto ciò che di buono aveva messo in mostra, diventato un qualcosa di puramente commerciale per soddisfare un pubblico fatto non solo di ragazzi o adulti, ma anche di bambini. Nel realizzare un prodotto per famiglie non possiamo non congratularci con la Disney, che è però riuscita a rovinare un lungometraggio che poteva dare molto di più e che per 2/3 è fatto e girato molto bene.

Suggestive le musiche di Elfman (come sempre!), buona la fotografia e gli attori, da segnalare la performance di Depp (per una volta non nelle vesti di un pirata più pazzo del Cappellaio ed affetto da una forma di delirio che ha una sua logica, per quanto perversa) e di Mia Wasikowska, qui alle prese con la sua prima prova in una produzione importante ed in una pellicola che la metterà in luce agli occhi di tutti, mostrando il suo talento.

alice_in_wonderland01Alice in Wonderland, che originariamente si propone come una sorta di sequel di Alice nel Paese delle Meraviglie, è un film capace di divertire e ben girato, ma lontano anni luce dalle atmosfere e le tematiche del regista; la colpa non è da attribuire (unicamente) a Burton, ma alla produzione che ha gestito la lavorazione e la gestazione del film, riuscendo in gran parte a rovinare quanto realizzato dal creatore di pellicole come Big Fish e facendo credere a tutti noi che la sua vena creativa e la sua genialità si fossero ridotte solo alla forma, lasciando stare completamente i contenuti. Fortunatamente qualcosa si salva nella pellicola, anche per quelli che cercano un po’ di vero Burton e alla fin fine, grazie anche alla durata non eccessivamente lunga ed all’ottima colonna sonora, guardare questo film non è poi un male, anche se rimane senza dubbio il meno riuscito (forse perché commissionato e pompato dalla Disney affinché sbancasse i botteghini di tutto il mondo) dell’autore.

Claudio Fedele


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Tim Burton, Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena-Bonham Carter, Lewis Carrol,
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Claudio Fedele
Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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