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Sounds From the Future: Intervista a Brianoize

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Brianoize
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Sounds from The Future, la rubrica di musica elettronica che esplora i suoni del futuro, torna in esclusiva per Uni Info News e questa settimana è lieta di proporvi un’intervista con l’eclettico musicista Brianoize. Ascoltando i suoi album si può subito percepire la grande anima che possiede quest’artista, giovane e coraggioso ma maturo e profondo, capace di colpire dritto al cuore dell’ascoltatore che viene fin da subito trasportato dolcemente dal suo sound, introspettivo e pieno di storie. Quello che Bruno non riesce a spiegare a parole lo suona con un sintetizzatore elettronico. Attraverso il suo sound riesce a raccontarti qualcosa di intimo, una storia realmente vissuta, emozioni vere che prendono vita grazie alle sue sonorità poetiche e rievocative. Nell’Aprile del 2015 inoltre consegue la laurea al conservatorio di Avellino in ”Musica elettronica” e questo la dice lunga sulla preparazione e sull’amore che Bruno nutre per questo tipo di sonorità. Mi hanno colpito le sue parole sullo studio e la ricerca quotidiana di nuovi suoni, instancabile e pieno di idee, Brianoize sì è imposto fin dal suo primo album d’esordio, ”You Are Blue”, come giovane promessa di un genere che nel nostro paese sta proprio spopolando. Dopo aver conquistato molti consensi e pareri più che positivi, entra ufficialmente a far parte nella scuderia della nota etichetta bolognese Panorama Musique Records, che vedendo in lui un potenziale enorme sposa il suo progetto con grande entusiasmo e pubblica la sua ultima opera ”Girl”, lavoro pieno di vita e amore che mostra una grande maturazione del nostro ospite. Non vi nascondo che da tempo cercavamo di fare quattro chiacchiere con lui e sono molto fiero di aver conosciuto un ragazzo così umile e così pieno di entusiasmo, preparato e capace di farti provare emozioni stupende con la sua musica, sono sicuro che Bruno farà parecchia strada e riuscirà a stupire per l’ennesima volta tutto il panorama musicale contemporaneo. Vi lasciamo all’interessante intervista, ricordandovi che alla fine troverete pure la personale ed esclusiva playlist regalataci proprio dallo stesso Brianoize, che ci teniamo a ringraziare per la sua preziosa disponibilità, a presto con il prossimo incontro musicale e buona lettura.

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Bruno aka Brianoize

Bruno è un piacere conoscerti, parlaci un po di te e di come sei diventato Brianoize.

Ciao! è un piacere grande anche per me poter fare due chiacchiere. Posso dirti che mi chiamo Bruno e sono Bruno, lo so sono sempre stato anche sotto le spoglie di un moniker che identifichi me che compongo musica, quindi direi che Brianoize è, molto semplicemente e più chiaro che mai anche per me, il  riflesso lucido e più onesto possibile di me, che ho scelto di mostrare agli altri, a tutti quelli che hanno avuto e hanno voglia di guardare cosa c’è oltre le parole e le prime impressioni di uno scambio tra persone, che sia legato a un approccio, comunicazione verbale o a un superficiale sguardo che scruta e interpreta. Io sono questo, quello che vedi e quello che senti nella musica che faccio e quello che sento il bisogno di tirar fuori da ciò che mi succede e che non mi scivola addosso mai, incanalandolo tutto nella musica. Ti voglio raccontare chi sono, ti voglio raccontare una storia mia. Per me è il massimo se chi ascolta riesce a fare propria la sensazione che ho provato a buttare fuori con la mia musica, che sia vicina a una sua esperienza, che sia una esperienza simile vissuta allo stesso modo o comunque qualcosa che riesca a catturarti l’attenzione e farti entrare e uscire da uno stato tangibile oltre che fruibile con il semplice ascolto, tutto in due minuti circa.

 

Perché hai scelto di studiare e produrre musica elettronica? Cosa ti ha affascinato di questo genere?

Ho da sempre avuto un particolare interesse per tutto ciò che un po’ era tra virgolette “ricercato”. Mi è sempre piaciuto cercare, scavare, trovare, interessarmi per stupirmi. La musica elettronica mi è venuta incontro nel migliore dei modi quando ho scoperto che grazie a questa riuscivo a respirare una libertà differente da tutto il resto della musica che sarei riuscito a comporre seguendo i canoni classici della composizione tradizionale. La libertà di manipolazione del suono, lo studio nel dettaglio del suono stesso, ma anche l’attenzione di cui ha bisogno ogni singolo elemento e l’importanza e il ruolo che ogni evento sonoro ha all’interno di una composizione. Tutto questo coincideva perfettamente con quello che stavo cercando.

Brianoize in action

Brianoize in action

La tua musica è innovativa e matura e conquista subito anche gli ascoltatori più esigenti, come ci riesci? Quanto tempo dedichi giornalmente a fare musica?

Guarda, mi viene da dire molto sinceramente che io non riesco a fare musica a comando, intendo che non lo ritengo un processo che bisogna imporsi per riuscire a costruire qualcosa. Credo che i risultati più significativi si ottengano provando a raccontare delle esperienze vere, vissute sulla propria pelle, ed è quello che provo a fare io ogni volta che mi ritrovo a fare musica cercando di sincronizzare il pensiero e il mezzo che ho a disposizione per comunicarlo. Pensiero e strumento viaggiano insieme, non riesco mai davvero a definire la direzione del genere musicale a cui sono più affine, sento tanto però di essere il risultato delle esperienze musicali che ho avuto la possibilità di provare e assimilare fino ad oggi ed ognuna ha la bellissima capacità di riuscire a trovare nella musica ciò che più coincide con le proprie e più personali storie.

 

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Prima di approdare alla Panorama Records cosa facevi? Era più difficile farsi notare?

Prima di Panorama Musique ho sempre proposto tutti i miei lavori su alcuni spazi web che consentono la condivisione di musica nel modo più semplice possibile e gratuitamente (come bandcamp, soundcloud e così via…). Ho stampato alcune copie dei miei primi lavori comprensivi di artwork, gadget, adesivi e piccoli cartoncini con grafiche stampate o come i cd dipinti a mano (nella primissima edizione di ‘you are blue‘) e devo dire fin dai primi concerti che c’è stato chi mi ha dato grande soddisfazione, un apprezzamento e un amore espresso nei confronti della mia musica che non mi aspettavo, dato che l’avevo fino a quel momento tenuta per me nella mia stanza. Con Panorama Musique ho avuto la possibilità di far conoscere la mia musica a un gruppo più vasto di ascoltatori che avevano voglia di approcciarsi e che si sono sempre interessanti alla ricerca di nuovo materiale sonoro e sono davvero molto felice di essere capitato all’orecchio e al cuore di qualcuno che ha voluto andare fino in fondo alle mie cose e addentrandosi ne ha preso parte e le ha fatte sue. Inoltre ho avuto modo di conoscere delle persone incredibili che girano intorno alla label Panorama Musique Records e ci credono davvero molto in questo progetto, come ho fatto anch’io sin dal primo momento in cui le nostre strade si sono incrociate.

 

Sappiamo che ti sei laureato al conservatorio di Avellino, cosa ti porti dei tuoi studi musicali?

Gli studi al conservatorio di Avellino mi hanno garantito una maturità dal punto di vista del rispetto nei confronti di tutto ciò che è suono. Il corso mi ha consentito anche di sviluppare una forte consapevolezza nel mio metodo compositivo data soprattutto dallo studio della storia della musica elettronica, che a parer mio è fondamentale conoscere per crescere individualmente in modo originale e libero. Le strutture, le notazioni, le annotazioni, suonare, non suonare, suonare insieme, la crescita umana dell’individuo, sono molto grato ai miei maestri per la disciplina inculcatami prima di ogni stilema musicale.

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Chi sono gli artisti che hanno ispirato Brianoize?

Il mio avvicinamento al mondo della musica elettronica è avvenuto in modo spontaneo e le mie influenze attingono ad un modo che ha poco di elettronico, per esempio sono molto legato a Bon Iver che è sempre stato per me un artista di riferimento. Più in generale, non mi lego a una fonte o a un genere in particolare ma alla sensazione che ne deriva.

''You are blue''

”You are blue”

 

Parlaci di You are Blue, il tuo primo album dove il tuo sound è fotografia ed espressione.

You are blue è un insieme di momenti. Non riesco mai a vedere i miei album come dei veri e proprio “dischi”, di base io cerco di dare una forma a quello che ho in mente e in cui credo molto nel momento in cui mi trovo a comporre. Il blue è il colore del freddo e parla di come mi sentivo nei confronti dei rapporti umani durante e dopo, nel mezzo e nella fine di una relazione. Non parla solo di me, infatti è come se fosse stato fatto uno studio sulle condizioni umane e di come ci si sente a spegnersi per un attimo, poi svegliarsi e correre verso la risoluzione del problema. Ho provato a mettere su un disco quello che avrei potuto spiegarvi a parole, per me era il modo più pratico e personale per farvi percepire quello che provavo. Mi piace dire che è uno studio sul sentirsi “blue” e io sono stato la cavia di me stesso.

 

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E invece del tuo ultimo album Girl che puoi dirci? Il sound è completamente diverso, quasi più aggressivo.

Girl è un disco pieno di fotogrammi. Sono 8 fotogrammi che avevo ben chiari nella mia testa ogni volta che mi mettevo lì davanti agli strumenti per suonarli. Girl è il disco che ho scritto per ricordarmi di lei. Tutti i campioni vocali e le voci dei samples raccontano qualcosa che non ho mai avuto il tempo di dirle. Non ho lasciato niente al caso, è come se le avessi scritto una lettera in cui si impiegano 21 minuti per leggerla. Sono eventi, quasi dei flashback, che ho selezionato involontariamente e che ho vissuto insieme a lei. Credo che lei non abbia mai saputo realmente che il disco fosse per lei, e io credo di non averglielo raccontato mai prima di un mese a questa parte. Tutto il viaggio è stato comunque bellissimo. Più che aggressivo mi piace dire che è più “speranzoso”, sicuramente guardavo le cose da un altro punto di vista, sempre abbastanza complesso ma comunque un paesaggio differente dai precedenti.

''Girl'' secondo EP

”Girl” secondo EP

 

I 10 artisti preferiti di Brianoize?

Provo a dirteli di getto, è molto dura ma cerco di fare una piccola lista in ordine sparso:

Apparat

Baths

Thom Yorke

Bibio

Frank Ocean

Bon Iver

Lucio Battisti

Jonsi & Alex Somers

Pino Daniele

Soley

Si percepisce fin dai primi ascolti che sei un artista che ama l’arte e non disdegna lavori ricercati e futuristici, come sei arrivato a fare questo tipo di ricerca musicale?

Di sicuro è stato fondamentale il mio approccio con la musica elettronica definita “musica colta”. Ho iniziato da autodidatta dove mi stupivo cercando materiale sul web di esperimenti elettroacustici, musica e sperimentazioni, leggendo trattati del movimento futurista e di musica concreta dagli anni ’50 in giù, da Stockhausen a Pierre Schaeffer, fino ad arrivare ai più recenti compositori della musica sperimentale più addentro al glitch come Ikeda e Alva Noto per poi a metterci le mani concretamente con gli studi al conservatorio che mi hanno consentito di ampliare il campo di ricerca e accrescere l’interesse per quella che è anche la musica “altra”. Suono ancora oggi con un trio elettroacustico composto da me e altri due miei cari amici e colleghi del percorso di studi e tutt’oggi siamo sempre alla ricerca di nuove sonorità, ci incontriamo per fare field recording e grosse sessioni di soundscape molto divertenti e interessanti.

 

 

Quai sono le altre passioni di Brianoize?

Sto sviluppando un interesse particolare nei confronti della fotografia analogica da un po’ e devo questo interesse ad una persona che oltre ad essere un caro amico è anche un eccellente fotografo: Salvatore Pastore. Non smetto mai di imparare qualcosa ogni volta che siamo in giro a fotografare qualcosa che sia d’ispirazione, luoghi, oggetti, strutture e rimango affascinato ogni volta anche da tutti i procedimenti che vengono prima e dopo la fase della fotografia, partendo dai piccoli movimenti di caricamento delle pellicole e dei rullini, fino al momento della stampa, inclusi i suoni meccanici delle apparecchiature utilizzate.

 

Che obbiettivi ti sei posto per il futuro?

Sicuramente vorrei continuare a fare musica, tutto quello che mi succederà vorrei continuare a raccontarlo nei dischi e spero di riuscire sempre a realizzare qualcosa che sia coincidente prima e anche per me. Mi va di fissare gli eventi così, impararli e ritrovarli, è un po come scattare delle fotografia infondo no? Delle fotografie che raccontano un momento, che raccontano delle piccole ma intense storie.

 

Il video di ”Drown with me” è veramente molto bello, hai partecipato anche tu alla realizzazione?

Fabio Cotichelli è un amico e un regista pazzesco. L’ho visto lavorare, parlare delle sue opere e impegnarsi ogni giorno per riuscire a raggiungere i suoi obiettivi e sempre con risultati davvero notevolissimi. Ho grande stima per lui e il suo collettivo KALI di Milano. Fabio mi scrisse che gli era piaciuto moltissimo uno dei brani del mio album e che voleva riprendere e montare tutto quello che gli saltava in mente quando ascoltava quella musica. Mi ha mostrato le riprese che aveva fatto e tutto quanto mi sembrò perfetto: i paesaggi, i torrenti, le espressioni della mia Cecilia. Gli ho spiegato che tutto quello che aveva percepito e quello che gli avevo raccontato del mio brano convergeva esattamente in quello che sarebbe stato il risultato finale del videoclip. Spero di collaborare ancora con Fabio e KALI per delle produzioni, sono persone che hanno voglia di fare tanto e lo stanno facendo con tutte le forze necessarie per dimostrare agli altri e a se stessi che lavorare con la passione è il modo migliore di riuscire.

 

 

Che tipo di rapporto hai col cinema? la tua musica a mio parere sarebbe perfetta per diverse produzione cinematografiche.

Mi piace moltissimo il cinema, e mi interessa moltissimo tutto quello che sta dietro alla produzione e all’ideazione di un film o un qualsivoglia videoclip musicale. Io compongo sempre qualcosa pensando alle immagini, ci vedo sempre delle immagini su tutte le cose che suono e si, mi piacerebbe davvero tantissimo poter scrivere la musica per un film, fare mie delle immagini che non siano sempre state solo e soltanto mie, ma immagazzinarle e provare a metterle in musica, è sicuramente un’esperienza che vorrei provare a fare con qualcuno in futuro.

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In Italia chi sono i colleghi artisti che più stimi? ci puoi segnalare qualcuno?

Potrei farti un’altra lista a ordine sparso ancor più lunga perché in Italia ci sono davvero tantissimi talenti pazzeschi. Seguo tanto la scena e mi piacciono le menti che hanno voglia di cambiare le cose e lo fanno il più liberamente possibile. Ne nominerei una decina che tra l’altro sono anche diventati miei cari amici, ci siamo incontrati, abbiamo suonato insieme e abbiamo condiviso dei momenti belli ma mi dilungherei tantissimo perché avrei voglia di parlare di ognuno di loro dettagliatamente, mi verrebbe da dire un nome però : “Stèv”. Stefano non l’ho mai conosciuto, non ho ancora mai avuto il piacere di parlarci ma lo seguo molto e mi piace tanto il suo modo di vedere le cose, il suo muoversi quasi come se fluttuasse nel mezzo della scena con le sue sonorità e i suoi ideali, che ha ben chiari e che si vedono bene nelle sue composizioni che mi prendono particolarmente e spero che un giorno avremo il piacere di scambiare due chiacchiere magari.

brianoize-live

 

Progetti futuri? Quest’estate magari ti potremo vedere alle prese con un tour?

Si, sto lavorando a qualcosa di nuovo ma mi piace dire che adesso sto ”assorbendo”. Sentirò da un momento all’altro, come sempre, quando sarà il momento di suonare queste cose qui. Sto vivendo dei momenti bellissimi e assurdi che non vedo l’ora di raccontare. Quest’estate siamo stati un bel po in giro con la family di Panorama Musique Records con degli Showcase in dei posti bellissimi e spero che tutto quanto si possa ripetere ancora e ancora, per condividere lo stage con gli artisti che più stimiamo e amiamo particolarmente ma soprattutto per poterci sentire un collettivo bello compatto e con una gran voglia di fare, che ci portiamo sin dai nostri primi passi.

Ti ringraziamo tantissimo Bruno, è stato un piacere e ti auguriamo il meglio

Grazie Uni Info News, è stato proprio bello fare due chiacchiere con voi. Grazie di tutto quanto, davvero.

 

Brianoize’s Playlist for Sounds of The Future

 

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