SERIE B: IL PUNTO. 10°giornata: pari per il Pescara che resta al comando, Palermo secondo, sconfitta per il Verona

La Redazione - 1 novembre 2018

Domenica 4 novembre: allo Chalet, presentazione dell’opera “Sì” di Mascagni

La Redazione - 1 novembre 2018

Trashopoli 4: “Oltre l’infinito ed oltre” – i TAPpezieri gialloverdi con rimedi fai da te

La Redazione - 1 novembre 2018
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Amici delle manine (👐), anche questa settimana è passata, ma il trash politico non ci ha abbandonato: + Europa sciopera contro il boicottaggio televisivo, il MISE condivide il fake di Di Maio e Salvini – nell’indifferenza generale – abbandona il suo scranno da consigliere comunale meneghino. “Con grande entusiasmo” il M5s accetta la TAP e lottizza la RAI, mentre Martina si dimette da Segretario del Partito Democratico. Qualcuno se ne era accorto? E con il must, “allora il Pd?” ed “allora Renzi”, vi diamo il benvenuti a Trashopoli 4: “Oltre l’infinito ed oltre” –  i TAPpezieri gialloverdi con rimedi fai da te.

Il Foglio.it 26 ottobre 2018

★★★ +Europa: quando anche il Trash dice basta. La notizia diffusasi con un grido di terrore, d’altronde è Halloween, in tutta la Penisola era l’attacco informatico condotto da Darth Salvini contro la Repubblica Galattica ehm, volevo dire +Europa. Infatti, su uno sfondo nero, sui social del partito della Bonino campeggiava l’inquietante scritta l’Europa è morta (Black Mirror ci sei?).
In realtà, e qui sta la vetta di Trash, i Social Media manager di +Europa avrebbero organizzato tutta questa farsa per indurre la popolazione italiana ad un sussulto contro il losco governo sovranista Gialloverde.
Il risultato, evidentemente, non è stato quello sperato.
I Social hanno accolto con giubilo e festa la notizia, con frasi tipo “L’Europa è morta: pazienza”, “Ne facciamo volentieri a meno” o, ancora, “Confermo: è morta”, il tutto condito da foto di Jean Claude Juncker, assurto, suo malgrado, a simbolo delle forze Europeiste (come sia accaduto, data la sua provenienza da uno schieramento a favore dell’austerity e di un’integrazione meramente economica, ci sarà detto alla prossima puntata di Ulisse).
Insomma, +Europa, campagna social bocciata, arrivederci alla prossima puntata.
P.S. se il vostro obiettivo era qualificarvi come estremisti radicalizzati +Europei beh…allora in quel caso, promossi con lode.

Corriere della Sera 27 ottobre 2018

★★★★★ Il Mise retwitta il di Maio fake: errore, ma non troppo: La notizia è che la Whirpool riporta in Italia una parte della produzione, il lato tragicomico è che al Ministero dello Sviluppo Economico, chi gestisce i social media, fatica a distinguere i tweet del proprio ministro Luigi di Maio da quelli del suo palese fake Lulgi di Malo. È comprensibile che si possano confondere le ‘elle’ minuscole con le ‘i’ maiuscole, passi anche la differenza di follower, 460.000 per il di Maio vero e 346 per di Malo; neppure la descrizione che inizia con “Fakeleader del MoVimento 5 Stelle” ha suscitato perplessità.
Ma insomma, ci sarà pur qualche differenza fra il profilo vero e quello falso, magari scrivono cose diverse! Leggiamo allora il post incriminato e retwittato dal Mise: “La parola di oggi è #RILOCALIZZIAMO Riportiamo il lavoro in Italia #Whirlpool Riportiamo i soldi in Italia #condonofiscale Riportiamo le case #condonoIschia”. Beh, pensandoci bene un Ministro che inneggia apertamente a condoni fiscali e edilizi è inconcepibile, chi mai ci crederebbe?! O forse il problema è proprio questo, che ormai siamo assuefatti a ogni barbarie politica e non avremmo difficoltà a recepire un tweet istituzionale con suddetti tag come -terribilmente- normale e accettabile?
No, forse, non resta che augurarci che gli unici colpevoli siano un errore veniale e una sana dose di distrazione.

Repubblica.it, 29 ottobre 2018

★★Cade il baluardo verde del Consiglio comunale di Milano – Tempi duri per la città della Madonnina: lunedì mattina, dopo ben 25 anni, Matteo Salvini ha lasciato il proprio posto di Consigliere comunale per adempiere ai propri doveri di: “Capitano”, Ministro, segretario di partito, difensore della Patria e di tutti gli italiani onesti e lavoratori. Certo, peccato che il leader leghista ceda il posto lasciandosi alle spalle ben 29 presenze su 160 sedute. Un “Capitano” d’assenteismo più che un paladino del lavoro, speriamo che i suoi fedeli non prendano esempio da lui. Se ad esempio un medico decidesse di seguire 29 operazioni su 160 verrebbe licenziato in tronco, lo stesso varrebbe per un insegnate che si presenta a meno di un quinto dei giorni di scuola, e così via. Il dato veramente preoccupante tuttavia non è questo, perché non c’è mai fine al peggio: nel 2016 Matteo Salvini era riuscito a prendere ben 8.025 preferenze, un gran numero certo, ma non abbastanza da eguagliare le cifre della grande statista Maria Stella Gelmini, colei che di preferenze ne ha prese 12000. Riuscirà Matteo a sopravvivere a questa onta indicibile? Sarà il tempo a dircelo, nel frattempo lasciamolo stare il povero Matteo: troppi ruoli, troppe aspettative da un uomo solo.
Sono ancora vivi nella nostra memoria quei giorni in cui il suo partito accusava un altro Matteo, Matteo Renzi, di essere un arrivista poiché avrebbe lasciato il posto da sindaco a Nardella per andare a Palazzo Chigi, e invece oggi il Capitano si lascia alle spalle quei tempi e guarda al futuro, ma la sua città non lo dimenticherà mai. No, perché quelle 29 sedute hanno dato a Matteo una preziosa opportunità: avere una sedia e una scrivania per poter pensare ai problemi dell’Italia e soprattutto dell’Europa (perché nel frattempo è stato anche Eurodeputat0).
E allora arriviamo ai voti: una stella per la forza che ha dimostrato nel portare avanti così tanti ruoli, un’altra per le presenze in Consiglio comunale, la terza per aver perso contro Maria Stella e la quarta va per la coerenza. Ma si sa, in politica la coerenza non è tutto e allora una stella gliela togliamo: perché ad onor del vero Matteo Salvini è uno dei pochi politici che non si è ritrovato al potere da “improvviso”, no, lui a differenza di chi di stelle ne ha cinque, il suo corsus honorum politico lo ha fatto tutto, questo gli fa davvero onore.

Repubblica, 30 ottobre

★★★ Tap sì: il gasdotto dei documenti segreti – I tempi duri arrivano anche in casa M5s, perché, dopo aver promesso in campagna elettorale il blocco della TAP in due settimane, alla fine il gasdotto si farà. Apriti cielo. Gli elettori pugliesi, capitani dal Governatore Emiliano, lanciano il j’accuse contro Di Maio, il Ministro Lezzi ed i parlamentari grillini eletti in Puglia: “ci avete tradito ed ingannato, adesso bruciamo le vostre bandiere e riduciamo in brandelli le tessere elettorali!”. Di fronte a questa emorragia di voti il Movimento ed il Governo chiaramente doveva rispondere e la risposta è (già) un grande classico: c’erano delle penali segrete pari a più di 20 miliardi, che noi non potevamo conoscere, perché quando eravamo parlamentari il Pd ci aveva sempre negato l’accesso agli atti. Tradotto, la TAP si farà ed è colpa del Pd. La risposta non basta e la protesta in Puglia continua, si bruciano le foto dei Parlamentari e la Ministra Lezzi, già famosa per aver affermato come l’uso dei condizionatori in estate comportasse l’aumento del PIL, sbraita contro diversi Sindaci e manifestanti. Alla fine tutti smentiscono questi documenti segreti ed il M5s è costretto a pubblicare le carte. Eccole che arrivano, ma peccato che fosse una legge, pertanto un atto pubblico, conoscibile da parte di chiunque. Niente accordi sottobanco, ma leggi, conoscibili già in campagna elettorale, ma che per dolo o mancanza di conoscenza di queste erano state omesse. Salvini festeggia per la TAP, la prossima ad essere approvata sarà allora la TAV Torino-Lione?

Corriere della Sera, 31 ottobre 2018

★★★★ Una RAI per tutte le stagioni: Cambiano i Governi, ma l’abitudine di lottizzare la RAI è troppo forte. Come Renzi aveva promesso “fuori i partiti dalla Rai” salvo poi fare diverse epurazioni (come su RAI 3, vedi Floris e Giannino), così ha fatto il M5S che da promettere riforme della Governance e di bloccare il potere del Governo di fare le nomine sul sevizio pubblico radiotelevisivo, ha fatto il contrario. Nessuna riforma, ma uomini di fiducia a dirigere il TG1 ed il TG3, mentre il TG2 sarà il telegiornale leghista, con tanto di Giordano e Belpietro a fare da cheerleaders. Al TG1 non ci sarà come tanti speravano l’editoriale di Marco Travaglio ogni sera alle 20, ma ci sarà Carbone l’attuale caposervizio del telegiornale per il M5S . Nessun ruolo dirigenziale nel passato di Carbone, ma solo il privilegio di aver intervistato Beppe Grillo dopo la sua notata siciliana per le penultime elezioni regionali insulari. Il prossimo Direttore, persona priva di un adeguato cv, dovrà fronteggiare la crescita di ascolti del TG1 ottenuta con il precedente Governo. Ci riuscirà? Non lo sappiamo, ma attendiamoci un nuovo studio con tante stelline (almeno 5!) nella scenografia.

Ed anche per questa settimana le manine (👐) hanno colpito con la TAP, ma nei prossimi 7 giorni lo scontro Governo vs Mondo farà sicuramente nuovi ed imperdibili scintille. Vi salutiamo, alla prossima!


Hanno contribuito all’articolo: Giulio Profeta, Luigi Marri, Simone Bacci e Paolo Gambacciani.