22 Ottobre 2020

Livorno. La Stagione Lirica del Teatro Goldoni di Livorno come ogni anno dedica una particolare attenzione all’anniversario della nascita del più importante musicista cittadino, Pietro Mascagni (Livorno 7 dicembre 1863), e lega in questo caso anche la ricorrenza del 70° anniversario della scomparsa, con la proposta di un originale dittico: l’atto unico Zanetto, abbinato alla riproposta di Cavalleria rusticana, atteso venerdì 11 dicembre, alle ore 20.30 ed in replica domenica 13 alle ore 16.30.

Cavalleria 2011 DSC_4698Due gli elementi che hanno contribuito a questa scelta: innanzitutto, fu Mascagni stesso quale direttore d’orchestra che frequentemente puntò su questo binomio e tra le storiche edizioni livornesi sicuramente da ricordare quella diretta dallo stesso autore in Piazza Luigi Orlando, di fronte al Cantiere navale, nel 1930. Inoltre, Zanetto, opera in un atto su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci – gli stessi librettisti di Cavalleria rusticana – vide la luce presso il Liceo Musicale Rossini di Pesaro il 2 marzo 1896, con Mascagni sul podio. Zanetto nacque dunque come un vero e proprio esperimento ‘scolastico’ da parte di Mascagni, che in quegli anni ricopriva la carica di direttore dell’Istituto; una piccola opera di ridotte dimensioni (due voci femminili soliste, un’orchestra quasi cameristica e un piccolo coro interno) che l’Autore, per la première pesarese, affidò a un complesso vocale e strumentale interamente composta da studenti. Per onorarne la memoria, il Teatro Goldoni ha così per questa occasione deciso di ripercorrere lo stesso percorso chiamando alla sua esecuzione i giovani allievi dell’Istituto Musicale cittadino che porta il suo nome, affiancati in buca dai propri professori di corso e da altri cinque studenti provenienti dal Conservatorio Cherubini di Firenze.


Dal punto di vista vocale le due opere andranno in scena attraverso l’importante fase formativa del Cantiere Lirico del Goldoni dedicato a Mascagni, un’iniziativa di respiro internazionale che ha visto in questi giorni al Goldoni la Masterclass guidata da una cantante mascagnana di chiara fama quale il soprano Fiorenza Cedolins. Gli interpreti sono stati selezionati tra i ventisei ammessi alla Masterclass ritenuti idonei attraverso audizioni aperte a cantanti italiani e stranieri anche provenienti da paesi non appartenenti alla Comunità Europea (Ucraina, Austria, Arabia Saudita, Francia, Grecia, Georgia, Brasile e Stati Uniti). Da sottolineare l’intervento del Rotary Club Livorno che ha istituito e consegnato per l’occasione 5 borse di studio a favore dei giovani cantanti del Cantiere Lirico: una collaborazione importante ed un concreto investimento a favore della musica e della formazione.

Livorno ,  gennaio 2011 prove cavallerria foto Augusto Bizzi
Livorno , gennaio 2011
prove cavallerria
foto Augusto Bizzi

A concertare e dirigere questa produzione è stato chiamato il viareggino Valerio Galli, uno dei più apprezzati interpreti del repertorio verista della giovane generazione, reduce dai successi ottenuti al Carlo Felice di Genova, negli Stati Uniti, in Cina, e recentemente a Genova con Fedora di Giordano, al Festival Puccini di Torre del Lago con Tosca ed al Teatro del Giglio di Lucca con Madama Butterfly, titolo pucciniano con cui tornerà sul podio del Goldoni nel prossimo gennaio. La parte visiva dello spettacolo si deve ad Alessio Pizzech che riprende due fortunati allestimenti già realizzati per le stagioni liriche livornesi rispettivamente nel 2007 per Zanetto e 2011 per Cavalleria, riproposta con successo nel 2013 anche a Sassari. Pizzech, che con straordinaria energia ha messo in scena oltre 120 spettacoli fra prosa e lirica collaborando con tutti i principali teatri  e festival italiani, punta in particolare per il capolavoro mascagnano ad una lettura drammaturgica asciutta, tragica, inesorabile come una sacra rappresentazione, tutta imperniata sul protagonismo del personaggio di Santuzza. Santuzza è una donna disperata ma forte, determinata, padrona delle proprie azioni e del proprio destino, e per questo emarginata dal conformismo della comunità e della collettività che la circondano. L’idea registica di Cavalleria mantiene i luoghi deputati del libretto di Targioni-Tozzetti e Menasci: l’osteria, la chiesa, la piazza, ma il tutto immerso nella cupezza di una Sicilia terremotata in cui spetta alle luci di Valerio Alfieri evocare gli aspetti naturalistici (il sole, il calore mediterraneo e il mare) evitando qualsiasi tentazione bozzettistica. Con le scene realizzate da Michele Ricciarini, l’aspetto rituale di un’ineluttabile fatalità verranno messi in evidenza dalla dimensione atemporale dei costumi realizzati da Cristina Aceti, non riconducibili all’oleografia della tradizione, ma all’inesorabile ripetizione di un rito. Orchestra Giovanile dell’Istituto Musicale P. Mascagni di Livorno, coro dell’Associazione Schola Cantorum Labronica, Maestro del coro Maurizio Preziosi; Coro di Voci bianche della Fondazione Teatro Goldoni, Maestro del coro Marisol Carballo. Personaggi ed interpreti: per Zanetto Cristina Martufi (Silvia) ed Alessandra Masini (Zanetto); per Cavalleria Chiara Mogini / Yvonne Manfreda (Santuzza), Giuseppe Distefano / Vitaliy Kovalchuk (Turiddu), Carlotta Vichi (Mamma Lucia) e Maria Salvini (Lola).

Biglietti ancora disponibili presso il botteghino del Goldoni (tel.0586/204290) venerdì e sabato ore 17-20 e domenica dalle ore 15; biglietti in vendita anche nel circuito online Boxol. Informazioni su www.goldoniteatro.it

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