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🗣️ Adesso parlo io: intervista a Elisa Andorlini, candidato al Consiglio Comunale per Città Diversa

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In questo mese la redazione di Uni Info News pubblicherà per ogni lista un’intervista ad un candidato al Consiglio Comunale. Ritenendo positiva la voce dei nostri coetanei all’interno dell’unica assemblea elettiva cittadina locale, abbiamo chiesto ad ogni candidato o candidata alla carica di Sindaco di indicarci un candidato under 30 al Consiglio Comunale.

Oggi, quindi, abbiamo intervistato Elisa Andorlini, la più giovane candidata per la lista civica Città Diversa di Marco Cannito. Buona lettura!

Ciao Elisa, piccola presentazione per i nostri lettori di Uni Info News, chi sei e cosa fai nella vita?

Ciao Chiara, sono Elisa Andorlini nata a Livorno l’8 agosto del 1981. Da ben dieci anni gestisco un negozio d’abbigliamento in piazza XX settembre, inoltre, dallo scorso autunno faccio parte del direttivo del terziario donna di Confcommercio. Il mio mondo è pertanto quello dell’abbigliamento, prima come lavoratrice dipendente e poi come piccola imprenditrice di me stessa, grazie alla mia attività.

Come mai hai deciso di aderire al progetto Città Diversa di Marco Cannito?

Sono stata ispirata dall’onestà e dall’integrità di Marco, che seguivo già da prima di candidarmi per il Consiglio Comunale, e con l’avvento del 2019 ho voluto impegnarmi in prima persona all’interno del partito e partecipare in maniera attiva per sostenerlo.

In lui ho trovato una persona affidabile e preparata giuridicamente, che trasmette sicurezza e intende davvero rilanciare la città, partendo proprio dal commercio e dalla riqualificazione dei quartieri, per eliminarne il degrado urbano e aumentarne la sicurezza. Mi sono sentita davvero rappresentata dal suo programma elettorale che prevede progetti attuabili nel breve periodo, ma soprattutto concreti anche per il turismo e per il lavoro.

Cosa ti ha spinto a candidarti per una lista civica?

Il mio obiettivo sarebbe quello di riuscire a portare in Consiglio Comunale le voci e le idee non solo delle piccole imprenditrici come me, ma anche di tutte quelle donne che quotidianamente denunciano ed espongono problemi reali, ma che spesso purtroppo rimangono inascoltati.

Ho modo di conoscere e confrontarmi direttamente con tutte queste microrealtà cittadine, in quanto il mio negozio ormai funge quasi da “centro d’ascolto”, un luogo di ritrovo che fa sentire le donne libere di esprimersi ed aprirsi e per questo vorrei riuscire a rappresentarle, in una sede idonea all’attuazione di effettivi mutamenti all’interno della città.

Credo che investire sul commercio al dettaglio, facendo attenzione a non lasciare che le multinazionali, proprietarie  delle grandi catene in franchising, si impossessino dell’economia cittadina, sia una soluzione per non far morire la città, per restituirla ai cittadini e rendere nuovamente più vivibili piazze e strade.

Bisogna ripartire dalle basi per offrire anche ai turisti una città accogliente, pulita ed efficiente, dove i servizi pubblici, come il trasporto urbano, siano davvero funzionali e in grado di collegare Livorno in ogni sua parte. La viabilità attuale, che ha letteralmente scisso in due il centro città, impedisce una comunicazione omogenea e ne penalizza una parte importante, anche a discapito degli esercizi commerciali locali.

Per quanto riguarda il Porta a Porta e gli stalli blu, qual è la tua opinione in merito?

La raccolta differenziata è essenziale ma andrebbe completamente ripensata e rivista nel suo piano d’azione. Andrebbe innanzitutto pianificata a seconda delle differenti esigenze dei vari quartieri, poiché nella nostra città coesistono molteplici realtà ed imporre una linea comune per tutti non è la giusta soluzione, inoltre andrebbe evitata la raccolta proprio nelle ore di punta per arginare ulteriori ingorghi nel traffico. Non è pensabile poi costringere persone, magari che hanno problemi di salute, a tenere l’umido per giorni in casa, proprio per ragioni di igiene.

I bidoni del Porta a Porta purtroppo contribuiscono a restituire un’immagine sgradevole della città. I turisti lasciano dei commenti negativi a riguardo e questo non ci aiuta sicuramente a trattenerli e ad evitare che fuggano da Livorno, per andare a visitare immediatamente le altre note città toscane.

Gli stalli blu sono utilizzati ormai in moltissime città, soprattutto se penso ad altre città balneari come Viareggio o Forte dei Marmi, ma le nostre tariffe oltre ad essere care non incrementano positivamente l’introito locale, in quanto l’appalto è stato vinto da una ditta esterna ed è davvero impensabile che non siano gestiti da enti labronici. Per i commercianti poi sono estremamente controproducenti, perché le persone preferiscono fare acquisti nei grandi magazzini dove non sono obbligati a pagare il parcheggio.

Perchè i giovani dovrebbero sostenere Città Diversa?

Penso che Marco Cannito sia una persona trasparente e senza maschere, da sempre all’interno del mondo dell’istruzione in quanto professore e seriamente interessato al benessere cittadino. In un periodo di crisi come questo dove non ci sono certezze per nessuno sul futuro, credo che possa essere la risposta anche per i giovani che si affacciano adesso al mondo del lavoro.