6 Ottobre 2022

 Il Professor Dimitri Landeschi ha insegnato per molto tempo italiano e latino al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi di Livorno ed ha avuto la (s)fortuna di avermi come alunno; i ricordi delle sue lezioni, a distanza di diversi anni, rimangono ancora ben impressi nella mia mente un po’ per l’estro dello stesso professore, solito a proporre dibattiti su questioni morali tanto profonde quanto accese, un po’ per quella strana nostalgia che ogni persona ha degli anni felici e spensierati del liceo.

Il professor Landeschi, una volta terminata la sua avventura come docente, ha avuto il coraggio di reinventarsi scrittore, pubblicando ben due libri ambientati nella età romana ed oggi siamo qui proprio per informarci su questa sua esperienza!


 

Buongiorno Professore! Come procede la sua esperienza da scrittore?

Direi che procede molto bene. La scrittura, che secondo me è la forma più sublime di creatività, mi dà enorme soddisfazione; io mi occupo essenzialmente, almeno per il momento, di saggistica storica con qualche fugace escursione nella letteratura italiana; la mia dunque è una creatività rigorosamente vincolata alla realtà storica e si esplica soprattutto nel ricostruire e nel reinterpretare i dati forniti dalla storiografia antica: cerco di raccontare la storia, ma non invento niente, tutt’al più, laddove non ci sono appigli a cui aggrapparmi per mancanza di documentazione, ricorro al verosimile; come dire: è tutt’altro che certo che quei fatti si siano realmente verificati, ma se ciò è avvenuto non potevano che svolgersi in quel determinato modo.

Come la sua avventura da docente l’ha stimolata nella realizzazione di queste opere ambientate in età classica?

Più che l’esperienza da docente a stimolarmi è stata la mia complessiva formazione culturale e intellettuale, risalente agli anni dell’università, dove ho seguito l’indirizzo classico nella facoltà di lettere laureandomi con una tesi di letteratura greca. In particolare ho sempre nutrito una grande passione ed un interesse profondo per la cultura e la letteratura latina e necessariamente anche per la storia romana. L’insegnamento è servito a rafforzare in me questa predilezione, stimolandomi a trasmettere alle giovani generazioni il culto dell’antico con il suo patrimonio di valori etici ed artistici.

Ed ha avuto autori classici o moderni  di riferimento?

Trattandosi, come ho detto in precedenza, di saggi storici, i miei autori di riferimento non potevano che essere degli storici; in particolare, essendomi prefisso di raccontare la storia in maniera rigorosamente scientifica ma anche in forma piana e divulgativa, mi sono ispirato a quegli scrittori come Antonio Spinosa, Massimo Fini, Luca Goldoni i quali hanno avuto il merito di avvicinare un ampio pubblico di non addetti ai lavori alla grande storia: tra gli antichi ho cercato di riprodurre per quanto possibile lo stile fluido ed essenziale di un grande storico come Tacito.


Soffermiamoci ora sui libri. Uno si intitola “Terrore e morte nella Roma di Nerone. Il giallo dell’incendio dell’Urbe” l’altro “Sesso e Potere nella Roma Imperiale. Quattro donne scandalose”.
Come mai ha scelto proprio questi contesti storici ? Pensa che abbiano qualcosa in comune con il nostro attuale?

Il contesto storico da me scelto, che è poi la prima età imperiale e in particolar modo gli anni della dinastia Giulio-Claudia, ha un valore emblematico non solo per gli avvenimenti storici che portarono alla nascita dell’impero romano ma anche e soprattutto per una questione di metodologia storica. La domanda a cui ho cercato di dare risposta con questi due libri ma anche con gli altri che saranno pubblicati è in sostanza questa: perché in un’epoca unanimemente considerata come una delle più prospere e felici di tutta l’età imperiale si collocano personaggi rappresentati come dei veri mostri di perversione? La risposta mi è venuta da una attenta rilettura dei testi antichi che mi hanno rivelato la faziosità e la tendenziosità degli storici latini che ne hanno parlato; di qui la necessità di una reinterpretazione dei dati forniti dalla tradizione attraverso una attenta esegesi dei testi.

Ci parli in breve della loro trama

In “Terrore e morte nella Roma di Nerone” viene confutata attraverso una attenta e documentata ricostruzione del grande incendio di Roma del 64 d. C. la tesi ripetuta sino ai nostri giorni secondo cui responsabile di quell’incendio fu l’imperatore Nerone; in realtà, come credo di aver dimostrato, quell’incendio fu un vero e proprio atto terroristico ai danni del potere imperiale, di cui gli esecutori furono individuati tra la frangia più estremista della comunità cristiana; in un manoscritto di prossima pubblicazione con la casa editrice “Edizioni saecula” ho ripreso e sviluppato la stessa materia di “terrore e morte..” aggiungendo una seconda parte in cui si parla della congiura di Pisone: è tra gli aristocratici dissidenti infatti che vanno ricercati a mio parere i mandanti di quel disastroso incendio. In “Sesso e potere nella Roma imperiale” ho ricostruito le vicende biografiche di quattro figure femminili appartenute alla famiglia Giulio-Claudia e vissute a Roma circa duemila anni fa : sempre e ovunque condannate per i vizi di cui tanta storiografia offrì generosamente i dettagli, le protagoniste sono Giulia Maggiore, Messalina, Agrippina Minore, Poppea. Il mio intento è stato quello di reinterpretare i dati forniti dalla storiografia ufficiale in relazione a studi storici più attuali e a una più attenta rilettura dei testi classici.

C’è un episodio a proposito della composizione di queste opere che le è rimasto impresso?

Vari episodi, durante l’editing; spesso non mi trovavo d’accordo con il mio editor, la dott.ssa Chiara Turozzi, sull’impostazione da dare al lavoro nel suo complesso: di carattere più specialistico, sosteneva lei, di carattere più divulgativo, era la mia opinione; alla fine la cosa è finita al consiglio di redazione che ha accettato la mia impostazione.

Come è riuscito concretamente a pubblicarli? A chi si è dovuto rivolgere?

Ho inviato per email i manoscritti a varie case editrici: alcune mi hanno richiesto solo la sinossi dell’opera, altri il testo per intero; tra le case editrici che mi hanno risposto ho subito scartato quelle che non davano garanzie di serietà, a partire dalle cosiddette “editrici a pagamento”, ossia quelle che richiedono all’autore un contributo di vario genere per la pubblicazione; quando poi mi è pervenuta l’offerta delle “edizioni saecula”, una piccola casa editrice la cui linea editoriale ho subito condiviso in pieno, non ho avuto dubbi nell’accettarla; uno dei meriti di questa casa editrice è quello di pubblicare pochi libri all’anno (facendo dunque una rigorosa selezione) e di seguire con grande impegno la loro uscita sul mercato.

Pensa che il ruolo dello scrittore oggi sia mutato? Come mai?

Come già detto in questo momento mi occupo essenzialmente di saggistica; e allora la domanda è: come è mutato, se è mutato, il ruolo del saggista oggi?

Un tempo i saggi, di qualsiasi genere, erano per lo più un esercizio di bella scrittura un “opus oratorium maxime” per dirla alla latina, nel quale chi scriveva si preoccupava più di fare sfoggio della propria erudizione che di divulgare il proprio punto di vista con argomentazioni largamente accessibili alla gran massa dei lettori. Oggi la saggistica, soprattutto quella storica, deve in primo luogo farsi capire anche dai non addetti ai lavori: suo compito primario è quello di stimolare l’interesse per la storia e la letteratura anche in coloro che altrimenti se ne terrebbero accuratamente alla larga.

Prossimi progetti?

La casa editrice ha nel cassetto sei miei manoscritti, dei quali tre contrattualizzati ed in attesa di pubblicazione. Di questi manoscritti due si riferiscono alla letteratura italiana e sono una riscrittura in un italiano corrente della “Tirannide” dell’Alfieri e della “Storia della colonna infame” del Manzoni; gli altri quattro sono biografie di altrettanti imperatori dell’età Giulio-Claudia, ricostruite tenendo conto delle più recenti acquisizioni storiografiche. Gli imperatori sono: Augusto, Claudio, Caligola, Nerone. Attualmente sto lavorando sulla biografia dell’imperatore Tiberio. Preannuncio clamorose rivelazioni sui personaggi più discussi di questo periodo storico.

Ringraziamo quindi il professor Landeschi per la disponibilità manifestataci! Dove possiamo trovare i libri in questione?

Ringrazio io voi per avermi coinvolto in questo intrigante progetto. Potete trovare i miei libri, quello appena pubblicato e quelli che lo saranno, a Livorno nella libreria Belforte, in tutte le librerie convenzionate con la Edizioni saecula (basta consultare il sito), in tutte le altre librerie tramite ordinazione, sul sito della casa editrice, nelle principali librerie online. Per chi avesse interesse a leggerlo, pur non volendolo o non potendolo acquistare, faccio presente che una copia di esso è consultabile presso la biblioteca del Liceo Classico di Livorno.

 

Il Professor Landeschi
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Giulio Profeta

Dottorando, abilitato alla professione forense, livornese.
Sono uno dei fondatori del progetto "Uni Info News", nonché attuale presidente dell'associazione; ho avuto l'idea di buttarmi in questa avventura per promuovere uno stile di vita attivo fra tanti miei coetanei, all'insegna del confronto come motore di crescita personale.

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3 thoughts on “Da insegnante a scrittore! La storia del professor Dimitri Landeschi

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