14 Dicembre 2019

Dopo le nostre prime interviste, abbiamo incontrato ancora Luca Leonardini, organizzatore del TEDx Livorno, per capire come stanno procedendo le cose.

Luca, com’è la situazione alla vigilia del TEDx? È tutto pronto?

La struttura della giornata è ormai definita, abbiamo già fissato la scaletta degli ospiti, che naturalmente, per la politica del TEDx, riveleremo solo in prossimità dell’evento, se non il giorno stesso, il 17 marzo. Ci potranno essere piccoli aggiustamenti, anche per far fronte a eventuali imprevisti, ma l’evento in sé ormai è confezionato. Rimangono aperte solo questioni organizzative e di pubblicità, in questo tempo che ci separa da quella data continueremo a lavorare per fare in modo che tutto fili alla perfezione. L’evento si svilupperà comunque nel corso del pomeriggio secondo i canoni del TEDx, al teatro Goldoni.

E tu personalmente come ti senti ad essere riuscito in un risultato non scontato? Con quale spirito gestirai la giornata?

Sono soddisfatto, perché portare il TEDx a Livorno era qualcosa su cui pochi avrebbero scommesso e che quasi nessuno aveva mai concepito di poter fare. Sappiamo che la città ospita pochi eventi di questo tipo, e quindi portare delle novità può sempre essere un azzardo, ma c’è anche tanta curiosità in giro, e questo mi ha fatto ben sperare fin da subito nella concreta possibilità di riuscire. C’è stato tanto lavoro dietro, ma a questo punto posso dire di essere contento e ancora più entusiasta. Quel giorno sarò emozionato probabilmente, per certi versi anche teso, ma mi voglio divertire, questo è lo spirito del TEDx: incuriosirsi, lasciarsi travolgere, imparare nuove cose e vedere da nuove prospettive cose vecchie.

In questi mesi hai conosciuto il tessuto sociale, economico e culturale della città, toccandolo con mano: che impressioni hai avuto?

Non ti nascondo che ho incontrato delle resistenze, molto spesso dettate da incomprensioni, prese di posizione e anche strategie incrociate tra persone che hanno aderito o meno al progetto sulla base di inimicizie e tornaconti. Ma sono sempre andato oltre, e a fronte di porte chiuse ho trovato anche un mondo vivace, curioso, aperto ad abbracciare il nuovo e a scommettere sullo scambio proficuo di informazioni e esperienze, pronto a interagire per creare circuiti virtuosi e relazioni a lungo termine per rivitalizzare la città anche da un punto di vista della mentalità, dell’impostazione culturale. Il TEDx in tutto ciò sarà solo un primo passo per costruire qualcosa di vivo, anche nel silenzio: è importante fare emergere tutte le energie che ho trovato in questi mesi, perché qualcosa nel braciere, sotto la cenere, comincia a scaldarsi.

Da un nostro sondaggio rivolto ai giovani è risultato che il 46% conosce TED ed è entusiasta del fatto che questo modello approdi e venga declinato anche a Livorno, per cui tra chi conosce la formula di TED e del TEDx c’è grande attesa per il TEDx Livorno; un 54% però dichiara di non conoscere TED. Anzitutto ti voglio chiedere se questo dato ti stupisce e come lo leggi (magari è in linea con la media mondiale, magari ti dice qualcosa della realtà livornese, poco consapevole dei grandi eventi globali ma allo stesso tempo curiosa di scoprirli). Inoltre ti voglio chiedere, anche alla luce di quello che sarà il TEDx Livorno, che cosa diresti a questi ragazzi per far capire loro cos’è il TEDx, e cosa aspettarsi da questo in particolare.

Il dato mi sembra molto buono, direi che tutto sommato è in linea con la media nazionale e globale: dimostra che chi conosce TED è molto colpito dalla sua capacità di trasmettere esperienze umane e di sollecitare ognuno a raggiungere obiettivi importanti partendo da se stesso e dalla sua personalità. Per chi non conosce TED, io consiglio di partecipare al TEDx Livorno, ovviamente, per vedere da vicino quale sia la sua forza. Si tratta di una giornata in cui ti immergi in un clima di entusiasmo, di fiducia, di voglia propositiva di attivarsi per realizzare progetti, ambizioni, sogni, ma anche più modestamente se stessi.

Sappiamo che è nella politica del TEDx mantenere un certo riserbo sugli ospiti e sui temi trattati, che vengono solo via via svelati e a pillole, anche per tenere vive la curiosità e l’aspettativa. C’è però qualcosa che ci puoi svelare in anteprima, a neanche due mesi dall’evento? O ci lasci ancora un po’ di suspence?

Il TEDx ha proprio la funzione di far cambiare prospettiva. Ho incontrato in questi mesi molte persone, alcune delle quali sono diventate collaboratrici, e spesso mi hanno detto: bisogna rivelare gli ospiti, altrimenti la gente non viene. TED non funziona così: se tu partecipi lo fai perché vuoi sperimentare l’esperienza del TED. E questo è ciò che bisogna dire. Alla fine gli ospiti e i temi di cui si tratta sono importanti, ma più importante è vivere quella giornata, calarsi in quella realtà. Posso solo dire che ci sarà una pattuglia di relatori livornesi che racconteranno idee che possono cambiare il mondo, perché hanno aiutato loro a realizzarsi veramente nel mondo. Ci saranno poi anche ospiti da altre parti d’Italia. Ognuno comunque porterà la sua esperienza per lanciare un messaggio di apertura.

Proprio in relazione a questo, sappiamo che in città la tua iniziativa ha raccolto tante partecipazioni, attive ma anche in termini di potenziali spettatori. Auguriamo a te ma anche alla città che le adesioni siano numerosissime, perché questa può essere una grande occasione per aprirsi al mondo, come lo stesso titolo della giornata suggerisce: “Immagina, oltre l’orizzonte”. Cosa diresti per convincere gli indecisi a tuffarsi in questa esperienza umana, prima ancora che nella manifestazione?

Direi appunto questo. Venite e partecipate, perché rimarrete contagiati dalla forza positiva del TEDx, e di questo TEDx Livorno, in particolare! Io credo che molti rimarranno stupiti da cosa sia capace di fare un gruppo di persone animate da energia propositiva.

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