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Ice and Fire

Gli ingranaggi del gioco dei troni si muovono inesorabili, gli eventi sono ormai in moto, tutte le fila stanno per ricongiungersi ed in tutto questo, noi fan, non possiamo che gioirne.

Questa notte è uscito il terzo episodio della settima stagione del Trono di Spade e puntuale come sempre ecco la nostra recensione e commento alla puntata.

Ci eravamo lasciati con la vittoria di Euron e la cattura di Ellaria, sua figlia e di Yara ma anche la terza puntata non è certo cominciata in sordina. Il tanto atteso ed annunciato incontro tra Jon e Daenerys è giunto.

Jon finalmente approda sulla spiaggia di Roccia del Drago e ad accoglierlo non può che trovare Tyrion, un incontro simbolico e pieno di significato che chiude in qualche modo quel lungo viaggio che li ha fatti crescere, maturare e che li ha portati davvero lontano. Nel loro scambio di sorrisi c’è questa consapevolezza e la stima che ripongono l’uno per l’altro. Il bastardo divenuto Re ed il nano divenuto Primo Cavaliere. Un semplice sguardo che vale più di mille parole.

Ma questo momento pieno di letizia viene bruscamente interrotto dalla stessa Daenerys che non perde tempo per fare la voce grossa mostrandosi fin da subito con un piglio a dir poco aggressivo. Jon però non si lascia intimorire e rifiuta di inginocchiarsi. In effetti il Re del Nord non ha molto con cui avallare le sua posizione e difendere la sua “pretesa”, mentre parla delle imminenti minacce e degli Estranei, la combriccola di Daenerys non può che scambiarsi sguardi perplessi e dubbiosi. Ma Jon Snow non ha attraversato l’intera Westeros per raccontare favole e questo Tyrion lo sa bene.

Intanto ad Approdo del Re arriva Euron con i prigionieri in dono per Cersei. La regina mantiene la sua parola e si promette ad Euron ma la sua “giustizia” non tarda a manifestarsi su Ellaria che incatenata viene costretta ad assistere alla morte della figlia per avvelenamento. Vendicando così la morte di Myrcella.

In tutto questo Euron si conferma sempre più protagonista ed è la vera scheggia impazzita di questa stagione. Una grande sorpresa.

Qui vorrei aprire un piccolo inciso su Cersei: ammetto che nei primi due episodi non mi era piaciuta particolarmente. Sicuramente tutti gli eventi funesti, la rabbia, il rancore l’hanno cambiata, quasi svuotata oserei dire. E la macchina degli eventi si muove inesorabile, ingranaggi che lei per prima ha messo in moto ma adesso, la stessa regina, sembra muoversi affaticata più per inerzia che per volontà propria. Ma in questo episodio finalmente ritroviamo la vecchia Cersei in tutto il suo terribile splendore. Bene così.

La scena ritorna su Roccia del Drago dove troviamo un Jon Snow pensieroso tenuto “amichevolmente” in ostaggio. Alla fine però, come avevamo previsto la scorsa settimana, l’intervento di Tyrion si rivela decisivo nel far scendere Daenerys dal suo piedistallo, convincendola a concedere il Vetro di Drago al Re del Nord.

Immaginavo che l’incontro tra Jon e Daenerys non sarebbe stato propriamente una festa considerate le diverse posizioni che rivestono i due personaggi. Daenerys persegue fondamentalmente un fine egoistico, ottenere il Trono di Spade. Dall’altro lato Jon si trova a rivestire i panni del Re del Nord ma non per scelta o ambizione. Il suo unico pensiero è proteggere la sua gente e coloro che hanno creduto in lui. Jon ha vissuto in prima persona eventi assai difficili da spiegare, le sue parole agli occhi di un estraneo appaiono deliranti ma infondo, se esistono i draghi, le nostre menti dovrebbero essere più aperte a ciò che appare mistico e trascendente. Così, infine, la Targaryen compie il primo passo e Jon è uno che non dimentica gli amici e coloro che lo hanno aiutato. Il primo passo è avvenuto ma la svolta, sono sicuro, potrebbe arrivare molto presto.

Gli Stark stanno tornando a casa e a bussare alle porte di Grande Inverno è arrivato l’unico figlio maschio di Ned ancora in vita, Bran. Cosa che, come avevamo annunciato la settimana scorsa, sarà un elemento fondamentale per togliersi finalmente dai piedi quell’avvoltoio di Baelish, divenuto ormai una presenza fin troppo fastidiosa. Ditocorto è sempre stato un personaggio che nel bene o nel male ha sempre smosso gli equilibri ma in questo scenario in cui in ogni puntata martella in maniera asfissiante la povera Sansa, francamente, inizia a diventare pesante. Sansa che, tra l’altro, continua il suo percorso di maturazione dimostrando anche una certa capacità nel rivestire un ruolo di comando.

Bran invece è tormentato dal Re della Notte e non vede l’ora di parlare con Jon. E’ lecito immaginare che non parleranno solo degli Estranei, avranno anche qualcos’altro da dirsi. Un dialogo che potrebbe radicalmente mutare le sorti dell’intera Westeros. Un Targaryen Re del nord, chissà cosa potrebbe accadere?

Singolare che Bran, appena tornato a casa, non solo non abbia un sorriso per la sorella ma tra tutte le cose che potrebbe raccontarle le ricorda l’indimenticabile notte di nozze passata con Ramsay. Che classe.

Intanto giungono buone notizie dalla Cittadella perché la cura proibita di Sam ha avuto effetto tanto che Jorah viene addirittura dimesso. E’ logico aspettarsi che il cavaliere si diriga immediatamente dalla sua regina ma chissà che ruolo potrebbe ricoprire in questo nuovo scenario.

Nonostante questa terza puntata sia stata piena di eventi, è negli ultimi dieci minuti che si scatena l’imprevedibile. Gli Immacolati attaccano e conquistano Castel Granito ma la gioia ha un sapore assai effimero perché Euron distrugge la loro flotta bloccandoli di fatto nel castello. Nel mentre, l’esercito dei Lannister, quasi senza colpo ferire, conquista Alto Giardino.

Cersei così mette a segno anche il secondo punto; dopo aver privato Daenerys del supporto dei Greyjoy e di Dorne, “imprigiona” gli Immacolati e fa fuori Olenna. Sembrava fin troppo facile la corsa al Trono di Spade per Daenerys ma è evidente che lei ed i suoi alleati abbiano dato per spacciata la regina troppo presto. Fondamentale in tutto questo scenario bellico si è rivelato proprio Jaime, un personaggio che nel tempo è maturato tantissimo e che con la sua astuzia militare ha superato persino il tanto arguto Tyrion infliggendogli una sonora sconfitta.

A questo punto mi sembra d’obbligo spendere due parole sulle battaglie che abbiamo visto in questo episodio. Se nella seconda puntata ero rimasto un po’ perplesso per come era stata gestita la battaglia navale in maniera così fulminea e repentina, a questo giro le mie perplessità si fanno ancora più grandi. Non c’è dubbio che la svolta degli eventi sia stata imprevedibile ed affascinante ma il modo in cui è stata trattata non mi ha convinto del tutto.

Va bene che la politica di questa serie tv sia far crescere l’hype per tutta la puntata per poi relegare le guerre nei minuti finali ma non sempre è una strategia che paga. Va bene concedere spazio ai giochi politici ma è sul campo di battaglia che le parole diventano fatti.

Questo perché se da un lato, tutto sommato, la battaglia e l’incursione degli Immacolati con in sottofondo la voce di Tyrion sia stata più che apprezzabile, ciò che mi stupisce di più è l’imperizia dimostrata dal consiglio di guerra di Daenerys, visto e considerato che c’è la flotta di Euron a zonzo per i mari. Un primo errore ci può stare ma farsi cogliere nuovamente in fallo dallo stesso personaggio mi sembra sconsiderato. Ma se è facile parlare col senno di poi, non mi è piaciuto il modo in cui è stato gestito l’assedio di Alto Giardino.

Fondamentalmente, in cosa consisteva l’appoggio di Olenna in questa guerra? E’ vero che alcune casate di Alto Giardino avevano appoggiato i Lannister ma l’esercito dei Tyrell dov’era? In vacanza? Con un’assoluta nonchalance Jaime sconfigge le difese dei Tyrell, prende il castello di Alto Giardino e costringe al suicidio Lady Olenna.

Ciò detto mi spiego solamente così la situazione: esigenze di budget e di tempo. Di budget e quindi per risparmiare si taglia sulle scene di guerra che sono le più esose, di tempo se appunto queste sole sette puntate potrebbero non essere sufficienti a coprire tutta la narrazione desiderata. Se queste sono le premesse c’è da sperare che gli eventi non risultino troppo sacrificati.

E’ vero che probabilmente non si sono mai viste così tante guerre ed interventi militari in una singola stagione però per il momento non mi hanno particolarmente esaltato.

Detto questo, al culmine di questa puntata siamo costretti a dire addio ad un grandissimo personaggio di questa serie, Lady Olenna. Un personaggio che fin dal primo momento ci ha colpito ed appassionato per il suo grande carisma e forza d’animo. Un personaggio che anche in punto di morte riserva un’ultima stoccata ai suoi nemici ammettendo le proprie responsabilità per la tragica fine di Joffrey. Lady Olenna, ci mancherai.

Se questi sono stati gli eventi di questa terza scoppiettante puntata è giunto il momento di tirare le somme. Adesso gli scenari possono essere molteplici. Dopo questa seconda debacle, Daenerys, perderà definitivamente la pazienza e passerà alle maniere forti? A questo punto, messa così alle strette, è uno scenario più che probabile. Tolti di mezzo Dorne e Alto Giardino, il Nord che farà? Jon, una volta recuperato il Vetro di Drago, probabilmente tornerà diretto a Grande Inverno ma è chiaro che se una mano lava l’altra si sentirà obbligato nei confronti di Daenerys e ad una sua chiamata dovrà rispondere. E il Nord come prenderà un’altra eventuale guerra contro i Lannister? La volta scorsa non è andata troppo bene, inoltre con l’inverno e gli Estranei alle porte pare un’iniziativa assai azzardata. E soprattutto, se come sembra siamo quantomai vicini a veder rivelate le origini di Jon, che succederà? A Grande Inverno come prenderanno l’idea di avere un Targaryen sul trono?

Gli sviluppi sono davvero imprevedibili. Non resta che aspettare la prossima puntata!

Alessio Nicolosi