7 Dicembre 2019

Giulietta si è svegliata e andrà in scena al teatro Lux di Pisa questo giovedì. La giovanissima artista Alice Rugai, in arte Muitoevoli, approda alla sua prima fatica teatrale con “Il risveglio di Giulietta“, un lavoro ambizioso che, pur citando già nel titolo il Romeo and 13412950_1580319852298843_2671182661480033787_nJuliet di William Shakespeare, si prefissa come obiettivo quello di reinventare una delle tragedie d’amore più famose (e forse più inflazionate) nel mondo.

Una certa diffidenza da parte del pubblico potrebbe apparire, dunque, scontata. se ci si limitasse a una pura rilettura in chiave moderna. Ma “Il risveglio di Giulietta” è oltre la stessa riscrittura: l’opera shakespeariana, infatti, è ridotta a mero background. Il luogo dell’azione è una moderna Verona, una grottesca cittadina popolata da arrivisti e mediocri, che sembra aver perso l’incanto della città shakespeariana. In questo contesto non può esserci posto per il sognatore Omero-Romeo, ragazzo perennemente innamorato dell’Amore, “cieco nella realtà e non cieco per amore “, il cui vivere “è aver vissuto”, e destinato inevitabilmente all’infelicità.

Appare, dunque, quasi scontato che ad un ballo di carnevale incontri e si innamori, ricambiato, di Giulia-Giulietta, figlia del rivale in affari di suo padre. Ma per niente scontato è l’evolversi dei due personaggi in seguito a questo evento. E se in Shakespeare i due giovani innamorati appaiono un po’troppo stereotipati e svenevoli, Omero e Giulia scardinano la tradizione di cui sono eredi, dotati come sono di una discreta profondità intellettuale (entrambi i giovani sono colti e attivi intellettualmente) e di una buona dose di tormenti (entrambi sembrano cadere vittima del male di vivere, tanto comune all’uomo moderno e tanto estraneo ai protagonisti di Romeo and Juliet).

Atteggiamento che finisce nel rispecchiarsi anche nel linguaggio adoperato da Omero e Giulia, a tratti aulico e ricco di reminiscenze, a tratti triviale e  completamente figlio del suo tempo, quasi a evidenziare lo scontro tutto interiore (almeno nella parte iniziale) tra Infinito e Infimo, tra Realtà e Sogno. L’amore tra i due protagonisti sembra nascondere, in realtà, un desiderio condiviso di fuga da quel mondo privo di poesia, in cui aspirare all’Infinito costituisce una condanna all’infelicità e al pubblico ludibrio  (“Anche io ho sempre desiderato fuggire. Siamo uguali”). Il moto dell’azione è, infatti, costituito dalla volontà da parte dei due giovani di sottrarsi all’infamante posizione di “terze persone”, diventando, così, capaci di oltrepassare quella “linea gialla” che ci separa dal rischio dell’Infinito. Giunge, quindi, inaspettato e sconvolgente (ma inevitabile) il monologo finale di Giulia, non più vittima ma artefice di un risveglio freddo e spietato, lo stesso che sembra incombere, possente e inarrestabile, su di un pubblico che ha perso, ormai, ogni iniziale innocenza.

Lo spettacolo inizierà alle 21. Per informazioni e prevendite: Daniele 3387426002, Silvia 3405484093.

 

Show Full Content

About Author View Posts

Melissa Aglietti
Melissa Aglietti

Raccontarvi chi io sia non è semplice. Sono stata tante cose: sono stata la scure di Raskol'nikov, sono stata gli occhi vivi e intelligenti di Elizabeth Bennet, il vestito rosa di Kitty, lo sguardo rivolto al mare in tempesta di Sarah Woodruff. Sono essenzialmente tutti i libri che leggo.

Contatti: melissa.aglietti@gmail.com

Previous La Politica che non ha niente da dire vola bassa:
Next Italia, buona la prima!

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close

NEXT STORY

Close

Un tram che si chiama desiderio: parte la stagione di prosa del Goldoni.

4 Novembre 2019
Close