Libero ozio: una sintesi indispensabile

Gabriele Bacci - 25 luglio 2018

L’attualità de “Il giorno della civetta”

Gabriele Bacci - 25 luglio 2018

Intervista a Livornogramm

Gabriele Bacci - 25 luglio 2018
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di Gabriele Bacci e Simone Bacci

Da qualche tempo Uni Info News ha deciso di conoscere e dare voce ad una serie di realtà livornesi emergenti. Nell’ intraprendere questo percorso, abbiamo pensato di dedicare uno spazio anche ad un ambito che meglio di altri rappresenta la “livornesità” nel mondo: l’ironia, e ancor meglio l’auto-ironia, che insieme ad altri punti di forza, ci ha resi famosi in tutta Italia. Dal Vernacoliere, al Nido del Cuculo, passando per le teste di Modigliani, fino ad arrivare alla convention “il Senso del Ridicolo”.  Noi livornesi siamo sempre stati avvezzi a saper divertire gli altri, divertendoci. Cambiano i tempi, cambiano strumenti e modi della comunicazione, e oggi anche a Livorno c’è un nuovo canale sociale e mediatico di successo, seguito da giovani e non: Instagram. Tra le pagine di questo social network, c’è una pagina satirica livornese che in poco tempo ha raggiunto dei forti livelli di viralità e diffusione, superando ogni competitor: si chiama “Livornogramm”.  Incuriositi dal loro stile e dalla loro abilità comunicativa, qualche giorno fa abbiamo incontrato i tre admin, per una chiacchierata su Livorno e sulla loro pagina. I tre admin si chiamano: Dario Rocchi, Giulio Murziani e Francesco Pasanisi, tre compagni di classe, nati nel 1999 e appena diplomati all’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei” all’indirizzo biologico-sanitario.

Adesso che avete dato l’esame di maturità che progetti avete?
Francesco e Giulio:
Siamo usciti dal biologico sanitario, quindi noi due pensiamo di andare ad infermieristica. Dario: Io invece vorrei iscrivermi a Psicologia a Roma e mi piacerebbe prendere la specializzazione in criminologia.

Nessuno di voi vuole occuparsi di comunicazione e di marketing?
Non come prima scelta, ma oggi non si butta via niente, ogni opportunità di lavoro è oro colato e non ci dispiacerebbe affatto.

Si inizia scherzando, ma poi queste attività possono trasformarsi in opportunità di lavoro.
Infatti qualche proposta ci è arrivata. Noi non avremmo mai pensato ad una cosa del genere, abbiamo iniziato a fare tutto per divertimento, così dopo qualche tentativo non andato poi così bene, Livornogramm ha ingranato e ha avuto presa.

Come avete iniziato con la pagina? È nata con il nome Livornogramm?
Sì, siamo sempre stati Livornogramm. La pagina è nata per scherzo: ci divertivamo a fare le meme e farle girare fra i nostri amici, poi abbiamo deciso di aprirci al pubblico. Abbiamo ottenuto qualche ri-condivisione da parte di qualche nostro amico e la pagina è cresciuta piano piano. Infatti ci sono stati quei due-tre mesi in cui ci dovevamo trovare per studiare insieme ma invece di studiare facevamo le pic, soprattutto all’inizio ne pensavamo tantissime. Il target del nostro pubblico adesso è sui 18-24 anni, ma ultimamente ci stanno iniziando a seguire anche molti ragazzi più giovani. La pagina Facebook invece è molto meno seguita, ma le meme girano anche su alcuni gruppi di Livorno (tipo Sei livornese se..) e questo ci ha portato anche ad avere un pubblico più adulto.

Chi ha avuto l’idea?      
Dario: è iniziato tutto perché Giulio e Francesco si divertivano a fare le pic ed io, che non avevo mai fatto meme, proposi loro di provare a buttarci per fare questa pagina. Oggi ci siamo divisi i ruoli, non sono diversi da quelli iniziali. Loro fanno le meme e io sono più una sorta di manager. Sono l’addetto a tenere i rapporti con l’esterno, come per esempio le collaborazioni: quando ci fanno delle proposte me ne occupo io. Però siamo contenti perché ci conosciamo, siamo amici da tanto, ognuno ha il suo ruolo e ci completiamo. Per quanto riguarda le storie, le facciamo tutti e tre: non se ne occupa qualcuno nello specifico. A volte un po’ per scommessa lanciamo i sondaggi e ognuno di noi prova, a indovinare cosa voterà di più la gente.

In foto da sinistra: Dario Rocchi, Giulio Murziani, Francesco Pasanisi

I sondaggi di Livornogramm ormai sono diventati molto popolari.
Francesco:
Sì vanno, anche perché le persone vogliono sapere dove va la maggioranza della gente. Tante persone ci scrivono per chiederci dove andare: se hai un dubbio e non sai dove andare, guardi il sondaggio.

Secondo voi questo può riuscire ad aggregare le persone?
Francesco:
Sì. Abbiamo anche lanciato di recente la spiaggiata il 28 alla Cala del Leone. Volevamo fare una spiaggiata fra di noi e ci è venuto in mente di lanciarla su Livornogramm, così più siamo meglio è.

Il logo di Livornogramm come è nato?
Ci ha aiutato un nostro amico. All’inizio avevamo la foto di Piazza della Repubblica dall’alto, ma l’abbiamo cambiata. C’era l’intento di farlo somigliare al logo di Porn Hub, in modo che rimanesse più impresso alle persone. E la cosa ha funzionato.

Avete mai avuto qualche hater?
Non proprio. Abbiamo soltanto avuto qualche problema prima della festa del 25 Maggio: Highsnob, un rapper, lo stesso giorno della festa avrebbe fatto un concerto a Livorno. Noi avevamo messo una pic dove si diceva di andare all’evento di Livornogramm e non andare al suo concerto, per cui lui ci ha taggato sulla sua storia dicendo ai sui fan di andare sull’ultima foto di Livornogramm e di commentare. Da tutta Italia hanno iniziato a commentarci tutte le foto e ci siamo presi un po’ di offese, ma grazie a questa cosa siamo cresciuti tantissimo sulla pagina.

Altri problemi ne avete avuti?
Piccoli problemi li abbiamo avuti. Abbiamo provato a fare un po’ di black humor, senza comunque fare cose troppo pesanti, però abbiamo tolto una meme perché ci hanno offesi e poi segnalati. Il black humor non va a Livorno, specie perché ci sono molti moralisti. Comunque alcuni contenuti risultano di cattivo gusto, per cui abbiamo chiuso con quel tipo di meme. Poi, per quanto riguarda la politica, abbiamo fatto anche una meme sulla Meloni quando è venuta a Livorno prima delle elezioni: lei aveva dato dei fannulloni a noi Livornesi e noi su Livornogramm l’avevamo scritto provocatoriamente: “detto da una fascista rimane un complimento”. Questa mossa ci ha fatto perdere circa 80 followers.

Si può dire che la vostra pagina tende a creare uno spirito di appartenenza alla città di Livorno?
Sì, anche perché quello che mettiamo noi sulle meme è quello che alla fine pensano un po’ tutti. I posti i locali li conoscono tutti, e se fai ironia alla gente piace, ci si riconosce. Sono cose di tutti i giorni, come quelle sulla Cala del Leone o Calafuria, sono posti molto frequentati e conosciuti dai Livornesi. Poi se andiamo in un posto per la prima volta magari ci vengono anche le meme da fare su quel posto. È una cosa molto spontanea.

Che pic vanno di più sulla vostra pagina?
Le meme sulla Cala del Leone, quelle sulla città di Livorno in generale, oppure quelle contro Pisa. L’inverno ovviamente hanno più successo le meme sulla movida della Venezia e sul The Cage Theatre.

Siete d’accordo sul dire che vanno di più le meme dove le persone si riconoscono?
Sì, infatti molte volte ci capita che amici ci dicano “questa cosa mi è successa precisa identica a me” e ci facciamo insieme un sacco di risate. Oltre a questo ci rendiamo conto che la nostra pagina è diventata proprio una sicurezza: tanta gente ci scrive per i motorini rubati ad esempio, e noi li mettiamo sulle storie per aiutarli. Tante persone ci scrivono perché abbiamo molta visibilità e noi li aiutiamo, in questo modo qualche motorino è stato anche ritrovato.

Perché avete deciso di rivelare la vostra identità?
Ormai lo sapevano tutti, molti ci hanno criticato per questa cosa, e forse dovevamo essere bravi fin dall’inizio a non dire niente a nessuno, perché alle persone piaceva il mistero. Quando mettevamo le storie su Livornogramm che eravamo fuori, la gente ci cercava perché era curiosa. Sarebbe stato meglio forse rimanere anonimi, solo per il mistero. Ma alle persone interessa la pagina, non interessa tanto sapere chi siamo noi. Alla fine nella nostra pagina non ci sono contenuti pesanti, per cui è inutile celare l’identità degli amministratori, come invece conviene fare a chi gestisce altri tipi di pagina.

In foto alcune Pic prese dalla pagina.

Per tornare all’ambito lavorativo che offerte avere ricevuto?
Una collaborazione per una app che funziona più o meno come i nostri sondaggi, cioè per sapere dove andare. Noi spesso facciamo i sondaggi tipo “molo di Antignano o Baracchina rossa?” E in molti ci scrivono per chiederci dove andare. Nell’ app ci sono degli eventi e te devi votare quello a cui vorresti andare, così ti fai un’idea di dove vanno le persone. Può servire anche per i turisti, ad esempio. Se vieni a Livorno e non sai dove andare, puoi scegliere il posto che si addice di più alla tua fascia di età o alle tue preferenze. Queste persone ce l’hanno proposta perché abbiamo visibilità e per noi sarebbe tutto solo riguadagnato, però tra la maturità e l’estate abbiamo congelato la proposta.. sarebbe una bella scommessa da fare.

Cosa ne pensate invece di Livorno?
Livorno è meravigliosa. Anche perché non è piccola come un paese e non è neppure una metropoli. È una città grande, sai dove andare, sai cosa fare, ci si conosce tutti. È un po’ una città di “ciaccioni” si sa…
Ci sarebbe bisogno di più investimenti su Livorno, molte persone che hanno i capitali non lo fanno, e questo è senz’altro un peccato oltre che un’occasione persa. La gente però dovrebbe smettere di avere pregiudizi: per esempio al moletto di Antignano ogni braccio ha un target preciso e spesso la gente ti guarda male perché ti etichetta, oppure c’è quello che dice “io è da venti anni che vengo qui, perciò devi stare a quello che dico io”. E la gente come quella del moletto di Antignano si veste allo stesso modo, con le stesse marche e ascoltando la stessa musica: c’è molto conformismo.

L’evento che avete organizzato The Cage Theatre come è andato?
L’abbiamo fatto il 25 maggio, è andato molto bene, sono venute moltissime persone. A molto dell’organizzazione ha pensato Toto Barbato, proprietario del The Cage Theatre. Ci ha messo in contatto con  Lorenzo di Batte e Gabriele Carratori di Deep Love Factory. Poi abbiamo trovato le band per suonare prima della festa, che sono due band di nostri amici: gli Echoplaying e i Dulvanya.

Avete qualche altro evento in programma?
Abbiamo ricevuto alcune proposte ma non ce la faremo a fare tutto. Con Toto Barbato ci eravamo messi d’accordo per la serata ad Halloween in Fortezza Vecchia, sempre organizzata dal The Cage Theatre. Poi sempre Toto Barbato ci aveva proposto qualcosa per Effetto Venezia, tipo la chiusura di Effetto Venezia in fortezza, ma non siamo sicuri di esserci in quelle date.

Una collaborazione con Deep Love Factory?     
Al momento non abbiamo ricevuto nessuna proposta. Abbiamo soltanto conosciuto Lorenzo di Batte per l’evento al Cage. Lavorano bene, ci piacciono le serate che fanno e ci piacerebbe collaborare anche con loro.

Per quanto riguarda il futuro di Livornogramm?
Non abbiamo una linea precisa da seguire: continuiamo come abbiamo sempre fatto. Ci piacerebbe organizzare un torneo, di calcio a cinque con tutte le squadre di Livorno, magari diviso per fasce di età . Dovrebbero partecipare le persone che si sentono più affezionate alla propria squadra. Sarà sicuramente difficile da organizzare, anche perché dovrebbe essere fatta un po’ di selezione tra chi gioca e chi non. Ci piacerebbe tanto, e tanti amici con cui ne abbiamo parlato sono molto entusiasti. Poi sicuramente c’è da finire la sfida dei quartieri che è rimasta sospesa ai quarti di finale.