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“Lo chiamano Italicum”, politica o spettacolo?

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Tredici giorni dopo, rispetto alla pubblicazione effettiva dell’Itaicum (Legge 6 maggio 2015, n. 52)  ora – dopo aver preso visione della legge – posso brevemente dire la mia opinione su questa vicenda e sul nuovo modo di fare politica confermato dalle scorse settimane.
Voglio parlare, in primo luogo, del fatto che la maggior parte delle persone non ha idea di che cosa preveda l’Italicum e che vi sia l’idea diffusa che la legge elettorale sia qualcosa di non interessante e sostanzialmente d’inutile. In realtà, la legge elettorale è una delle leggi più importanti che vengono elaborate in una legislatura. La legge elettorale è definita, per questo, la ‘legge delle leggi’, per sottolineare l’importanza e la crucialità della questione.
E’ facile notare che dalla legge elettorale dipenda l’elezione e la vita di numerose persone e come questa questione sia considerata da tutte le forze politiche di vitale importanza, per creare un contesto elettorale che torni a loro favore.
Fare qualcosa che torni loro opportuno è la chiave di lettura che utilizzano i politici e soprattutto le segreterie di partito, ma che io considero un grossolano errore. Quando si modificano ‘le regole del gioco’, come direbbe il nostro Premier Matteo Renzi, non si dovrebbe pensare alla prossima legislatura od al fatto Scheda-elettorale-italicumdi trovare un barbatrucco per essere rieletti (quali i capolista bloccati ed i 100 collegi plurinominali), ma si dovrebbe pensare a qualcosa di più, a qualcosa che verta sul lungo periodo. Pensare solo alle prossime elezioni politiche, in ambito di legge elettorale, ha portato, in prima battuta, di fatto, ad elaborare leggi spaventose come il Porcellum – in grado di portare a due maggioranze diverse alla Camera ed al Senato – e, in secondo luogo,a portare l’Italia in un vicolo cieco, che persiste da quando siamo Repubblica: l’incubo di governi che durano pochi anni e che non permettano di sviluppare politiche a lungo termine.

Detto questo, è giusto parlare del nuovo modo di fare politica, consacrato/confermato con l’approvazione dell’Italicum. Il non concentrarsi sul contenuto dell’Italicum, come risulta da determinati commenti, articoli, editoriali e pubblicazioni, l’ho trovato sconvolgente. Invece di porre l’attenzione sulla legge, questi illustri giornalisti o professori, parlano delle correnti del Partito Democratico e del fatto che ‘Civati’ se ne sia andato dal Pd. Un pressapochismo del genere, tipico del nostro paese, ha portato i nostri cittadini a parlare solo della Fiducia posta dal governo alla Camera dei Deputati e non a concentrarsi su l’unica cosa concreta: la legge elettorale. Il gossip politico e la personalizzazione della politica hanno portato milioni d’italiani a concentrarsi esclusivamente su Matteo Renzi, haters o meno, e non sul testo con cui andremo a votare dal 2016. Quest’ultima è l’unica cosa che conta e non il fatto che Matteo Renzi abbia posto la fiducia alla Camera, per altro l’ennesima. Il risultato è il fatto che i media e l’opinione pubblica, continuano a seguire la logica della spettacolarizzazione della politica e non a parlare delle politiche pubbliche nel merito delle questioni. La colpa di tutto ciò è dei prodotti televisivi dei mass media

Dopo giorni di polemiche e confronti, Matteo Renzi "sale" in cattedra. E con i gessetti, illustra su una lavagna i punti principali della riforma in un video, girato a Palazzo Chigi, di 18 minuti. Il video è diviso in 9 punti e il presidente del consiglio spiega la riforma e gli obiettivi, dall'autonomia all'alternanza Scuola-Lavoro. Roma, 13 maggio 2015. ANSA/YOUTUBE PRESIDENZA CONSIGLIO +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

e dei politici che hanno formato od assecondato questo sistema. Si parla così di Renzi che ha presentato il disegno di legge sulla riforma della scuola con un video in cui scrive alla lavagna e non del contenuto di questa riforma, si parla della fiducia e non della legge elettorale, si parlò dello ‘scontro’ governo-sindacati e non del Jobs act… Quanti esempi si potrebbero fare? Io mi domando allora come sia stato possibile sminuire la politica a dei video in cui uno scrive alla lavagna con dei gessi colorati e come si possa consentire ancora il fatto di presentare dei decreti legge con dei tweet o con delle presentazione in powerpoint che, per definizione, ci fanno porre l’attenzione solo su degli slogan e mai sul contenuto. Il cattivo vizio, che ormai hanno pochi folli, di andarsi a leggere gli articoli di una legge è diventata una pratica desueta ed un felice arcaismo, che nessuno più si concede. Questa nuova politica ha vinto, è il maggiorenzicatum che è ormai diventato una prassi dominante. Tutta la politica si è ridotta,da anni, a macchia d’olio, a dei semplici slogan, o a dei tweet, che mirano solamente a fare scalpore e che calcano l’onda del poco interesse diffuso del popolo Italiano verso la politica. Il pressapochismo è una realtà. crozza
Per questo motivo, invece di parlare della legge elettorale, cosa che mi sarebbe anche piaciuto molto fare, ho preferito parlare di questo vizio italiano che è incominciato con Berlusconi e che è giunto all’apice con Renzi. Questa è la principale questione. L’unica maniera per far finire questo marketing politico e questo utilitarismo è quello di approfondire le questioni e di essere curiosi.
Vi invito, così, a leggere la legge elettorale come primo passo: non vi ammalerete, ma riscoprirete un felice arcaismo che ormai hanno in pochi. Potrebbe essere il vostro primo passo.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-05-08&atto.codiceRedazionale=15G00066&elenco30giorni=true

 

@paologamba10