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Inchiesta sui motorini rubati a Livorno: dove spariscono e come difendersi

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A Livorno ogni giorno vengono rubati di media quattro motorini, i più gettonati sono Honda Sh: non viene risparmiato nessun quartiere e i furti avvengono quasi sempre di giorno. È una vera e propria emergenza, che Uni Info News ha deciso di approfondire.

 

È una giornata di metà aprile, mercoledì pomeriggio, c’è il sole e sui marciapiedi un via vai di persone per le vie del centro, uno dei nostri associati di Uni Info News lascia il motociclo, un Honda Sh bianco 150 cc del 2013, in Via Leonardo Cambini, all’altezza del civico 40, sono le 15:00, a pochi metri c’è la sede del comitato elettorale di Salvetti, i negozi, i locali dell’aperitivo livornese, la sede del Telegrafo, decine di telecamere. Quando verso le le 18:00 torna sul posto, lo scooter non c’è più. È lì che inizia la trafila burocratica che ogni mese colpisce più di cento livornesi.

L’iter è sempre lo stesso: telefonata di rito alla Municipale, per sapere se per caso il mezzo sia stato rimosso, conseguente esito negativo, dunque dritti alla Caserma dei Carabinieri. In Caserma quel pomeriggio di aprile sono in tre: agli altri due hanno rubato il motorino in zona Stazione, vicino alla Chiesa dei Salesiani, anche loro Honda Sh bianco, anche loro modello più vecchio, anche a loro nel pomeriggio. Ma l’attesa per il verbale è lunga, ecco che inizia il giro di chiamate agli amici: «anche a Federico [nome di fantasia] l’hanno rubato stamani, sempre in zona Stazione, sempre Honda Sh», dice un amico del nostro associato. In un giorno quattro furti, tutti Honda Sh. Ma non finisce qui perché, ironia della sorte, poche ore prima il nostro associato aveva incontrato un altro amico di ritorno dalla stazione: «mi raccomando stai attento, mi hanno fregato il motorino alla stazione qualche giorno fa», il nostro associato risponde che starà attento, ma dopo due ore da quell’incontro anche a lui tocca la stessa  triste sorte dell’amico.

Il modus operandi

Arriva il momento della denuncia, i Carabinieri sono molto cordiali ma pessimisti, ci spiegano che quasi sempre sono i livornesi stessi a rubare i mezzi: arrivano in due in motorino, uno scende, si siede sul mezzo, con un ginocchio tiene fermo il manubrio, mentre con l’altro piede sferra una forte botta allo sterzo, immediatamente si rompe il blocca sterzo, e a quel punto, senza neanche accenderlo, lo portano via. Cosa succeda dopo nessuno lo sa, i Carabinieri hanno ispezionato già diversi video di sorveglianza: il modus operandi è sempre lo stesso. Probabilmente lo portano a spinta in un posto più nascosto, per poi accenderlo e portarlo via definitivamente, oppure lo caricano direttamente su un camioncino, dove iniziano subito a smontarlo, indicazioni più precise il carabiniere del verbale non sa darcele.

In questo video girato a Napoli è riprodotto il modus operandi descritto dal carabiniere

La ricerca continua

«Sono quasi sempre i soliti noti, il più delle volte reticenti, – continua il carabiniere – provate a farvi un giro in zona Garibaldi, in centro, nei quartieri nord oppure anche a Colognole o Coltano: questi sono i luoghi in cui spesso capita di ritrovare i mezzi rubati entro una settimana, massimo due». Poco convinti di quanto ci è stato appena detto, ma comunque grati per le dritte, iniziamo una vera e propria ronda a giro per Livorno. Perlustriamo quartiere per quartiere, condominio per condominio, parcheggio per parcheggio, dalla Leccia a Picchianti, dalla Stazione fino al Porto, troviamo diversi motorini smontati, ma nessuno di questi è un Honda Sh, sono tutti ciclomotori con cilindrata di 50 massimo 125 cc. Ecco che inizia allora a sorgerci un dubbio: i circa quattro Honda Sh rubati ogni giorno dove vengono messi? Siamo sicuri che siano tutti ladruncoli disorganizzati?

In un articolo del Tirreno di agosto 2018 viene fatto riferimento a ben 324 scooter rubati dal 1° maggio al 31 luglio, parliamo di una media di 3-4 furti al giorno, in quel caso però il Tirreno, sentita la Questura, parlò apertamente di mezzi rubati per essere usati in attività illecite come altri furti o rapine, nonché di una difficoltà oggettiva a rivendere la refurtiva. Ed è proprio qui che sorge il nostro dubbio: riguardo gli Aprilia Scarabeo o i motorini di altre marche, è vero che spesso vengono ritrovati, smontati e abbandonati, ma piuttosto tutti gli Honda Sh, di cui la maggior parte non sono mai ritrovati, che fine fanno?

L’ombra della criminalità organizzata

Di diverso pensiero è Francesco Petito, ispettore superiore della Polizia di Stato, che dal 1999 opera nel braccio armato della Polizia contro i furti di veicoli. In un’intervista a dueruote.it Francesco Petito parla espressamente di vere e proprie tratte di ricettazione dei veicoli rubati. Ci sono due tratte principali: quella verso i paesi dell’est europa, soprattutto Moldavia, Bielorussia e Ucraina, e quella verso i paesi del Nord e Centro-Africa. Ma la sorpresa non è questa, perché indovinate quali sono i porti per lo stoccaggio dei container dei veicoli rubati verso il Maghreb o il Centro-Africa? Livorno e Genova, esatto. Spesso sono bande criminali nigeriane o ghanesi, che commissionano i furti agli italiani, magari a bande organizzate del posto: i ladri italiani rubano, stoccano la merce in officine conniventi, oppure in container e camioncini, poi portano tutto nei porti di riferimento e spediscono la merce lontano, occultata nei container. Questa è la sorte che più di tutti affligge gli Honda Sh, e adesso sapete perché vengono rubati in moto sistematico, organizzato e la maggior parte di questi non vengono mai più ritrovati.

A questo punto sorge spontaneo un dubbio: se a Livorno spariscono alla luce del sole 3-4 scooter al giorno, rubati da italiani, e mai più ritrovati, è lecito pensare che dietro ci sia una banda organizzata? La risposta è sì, ma questo compito non spetta a Uni Info News, bensì a Polizia e Carabinieri.

Come difendersi dai furti?

Difendersi dai furti non è mai facile, soprattutto non vale più la regola del “lasciare i mezzi solo in posti affollati”, perché i ladri possono colpire dovunque, sia di giorno che di notte. Senza dubbio però la prima accortezza è quella di dotarsi di blocca dischi e catene, ma soprattutto per gli Honda Sh, suggeriamo anche di installare l’allarme elettronico di gamma. Purtroppo non sempre questi accorgimenti bastano, però il più delle volte possono scoraggiare o addirittura respingere tentativi di furto. Un altro accorgimento importante che ci hanno comunicato i Carabinieri in caso di ritrovamento del mezzo, è quello di fermarsi lì vicino senza farsi notare, e chiamare al più presto una volante, informando del ritrovamento. Questa azione è di primaria importanza per le indagini, perché può permettere alle Forze dell’Ordine di cogliere di sorpresa i ladri, identificandoli.

Sorveglianza e sicurezza

Nella campagna elettorale per le amministrative a Livorno, uno dei temi più sentiti è quello della sicurezza, e a questo proposito la Giunta uscente si era vantata negli scorsi giorni di aver fatto installare, in accordo con la Questura,  ben 152 nuove telecamere con riconoscimento facciale degli ignari passanti. A quanto riportato dai giornali locali, entreranno in funzione da maggio: speriamo che possano essere una svolta decisiva nelle indagini, perché in altre città d’Italia, come Roma, gli inquirenti hanno sgominato e arrestato bande organizzate di ladri, incrociando le registrazioni delle telecamere con le intercettazioni telefoniche, e i tabulati delle celle agganciate nelle zone dei furti dai malviventi. Di primaria importanza sono poi gli appostamenti nei luoghi dei furti, appostamenti già svolti in borghese dai “Falchi” della Polizia Stradale. Tra le altre cose ci urge constatare che a livello di energie, uomini e fondi impiegati, converrebbe indagare sulle bande, piuttosto che limitarsi soltanto a registrare ogni giorno i furti avvenuti. Su questo noi di Uni Info News riponiamo la massima fiducia nelle autorità preposte, perché senza dubbio queste organizzazioni sono composte di persone esperte che si servono di mezzi rubati, e dunque difficili da rintracciare.

Se avete qualcosa da segnalarci a tal proposito potete inviarci una mail a uninfonews@gmail.com