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Qui su Uni Info News, il mercoledì è dedicato alla letteratura! Con cadenza settimanale, verranno pubblicati racconti e poesie di giovani autori da tutta Italia, selezionati dalla nostra redazione!

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Oggi pubblichiamo un racconto breve di Giusy Vanni, che ci porta nel cuore del carnevale viareggino. Buona lettura!

Non ho radici

di Giusy Vanni

 

Triste cammina il mio cuore sul molo, non ho radici né un luogo in cui tornare. Una leggera brezza si alza a compassione ad accarezzarmi, mi appiccica un velo di salmastro sul viso come a dirmi: “Io ci sono non sei sola”. Il mio sguardo incontra le onde crespe di un mare amico che mi parla, mi consola. Poco più in là il molo della darsena mi grida: “IN TE SON NATO IN TE SPERO MORIRE ”.

Dolce è pensare che ci sono persone così fortunate da avere un luogo in cui tornare. Io non ho radici, ma le mie mani hanno freddo, le infilo in tasca per scaldarle un po’ e come per incanto, insieme al fazzoletto che tiro fuori per asciugare la lacrima che è salita a bagnarmi gli occhi, sì, come per incanto spunta un coriandolo. Eccolo è arrivato un sorriso che mi si stampa in faccia. Ecco il cuore si ritempra … Ricordo. Qualcuno mi prese per mano, risa, salti, gioia di vivere, di scherzare, inni all’allegria, dichiarazioni d’amore a Viareggio e tanti, tanti coriandoli. No, non mi conosceva colui che prese la mia mano, ma non importava, no, non sapeva da dove venivo, ma non era necessario.

Mi disse: L’allegria è di tutti, e in tutti i cuori ogni tanto dovrebbe danzare. Dai danza con me! … Piango anch’io sai, a volte, ma lo faccio rannicchiato sulla spiaggia, stringendomi tra le braccia i ginocchi, lasciando che il rumore del mare mi abbracci e che ogni granello di rena mi coccoli appiccicandosi a me. Anche a me a volte manca l’aria, la frenesia mi attanaglia il respiro, allora vado a farmi un giro in pineta, raccolgo “ dù pinugliori”, me li avvicino al naso e respiro forte, è un toccasana, credimi. Anche tu puoi, la mia città è di tutti coloro che vogliono amarla, puoi gioire perché RE CARNEVALE ama contagiare anche te, puoi arrabbiarti e piangere perché la pineta e il mare non ti faranno mai mancare il loro abbraccio. Dai danza con me …

Sì, danzai, senza radici, senza un luogo in cui tornare, ma danzai, poi tre colpi di cannone, una tromba, una bandiera scese lenta dal pennone, non trovai più la mano che mi stringeva. Tutto finito, tutto spento, solo un’ effimera illusione, pensai. In mano ancora il coriandolo trovato in tasca e quel sorriso che mi si è stampato in faccia non vuole andarsene da lì, ci provo, allento i muscoli delle labbra, aggrotto le ciglia per rattristarmi, cerco una lacrima ma niente, il sorriso mi si è stampato in faccia e non fa niente per andarsene.

Guardo l’orologio, in lontananza, laggiù lungo la costa, è tardi devo rientrare ma non posso, come fare con questo sorriso appiccicoso, cosa devo fare per toglierlo di dosso. Oh mare, mare se sei veramente un amico dimmi qualcosa, in questa città ti amano perché hai un cuore, una voce, allora parlami ti prego, cosa devo fare?

In lontananza un sibilo increspa leggermente le onde … si trasforma in voce … “ Ci devi solo credere, devi solo amare, questa città non chiede altro e sarà tutto tuo, il mare, la rena, la pineta e l’allegria del carnevale”. Non ho radici, ma adesso ho capito, è qui sul molo, che Viareggio mi ha adottata, è qui che un giorno potrò tornare con un coriandolo stretto nella mano e dire … questa è casa mia.

Il Molo -Alessia Giannecchini

Il Molo -Alessia Giannecchini

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Giusy Vanni nasce a Lucca il 30 maggio 1963, Lavora in un supermercato da 33 anni, adora stare in mezzo alla gente, ama il suo lavoro. Si avvicina alla poesia già da grande, anche se la coltivava in se fin da piccola. Riceve nel 2005 il Premio speciale della giuria Poesia singola al Premio Europeo di arti letterarie Via Francigena a Pontremoli. Nel 2007 Pubblica con Giovane Holden la sua prima raccolta di poesie Partecipando al Progetto “ Non Leggi spesso, leggi sottile”, dal titolo “Scarabocchi dell’anima”. Per lo stesso progetto nel 2010 Pubblica “Non Solo Fantasie”(imparare a convivere con la Sindrome Fibromialgica). Ogni pretesto è buono per ballare, anche da sola, in salotto. Quando balla, dice lei, è come assentarsi per un attimo dalla terra e fare una capatina in Paradiso.