13 Luglio 2020

Obiettivo Livorno – Scatta la Città: Tommaso Melani

Inverno in terrazza

LIVORNO – Nell’ambito del contest Obiettivo Livorno – Scatta la città: Scorci di Vita Livornese, l’Associazione Uni Info News si è prefissata tra gli “obiettivi” quello di far conoscere da un punto di vista artistico tutti i partecipanti, così che coloro che ci seguano possano dare uno sguardo all’artista che è dentro ognuno di loro.


Oggi intervistiamo Tommaso Melani, che ringraziamo calorosamente per le risposte e a cui auguriamo un forte in bocca al lupo!

Quando fai una foto cosa provi?

In realtà provo sempre cose diverse, dipende da molti fattori, soprattutto da cosa io stia fotografando e perché.

Preferisci come soggetti  le persone o i paesaggi? Perché?

Fra i due forse le persone, ciò che preferisco però è mischiarli, porre un soggetto, persona od oggetto che sia, nel contesto di un paesaggio, e renderli entrambi protagonisti, cercare di amalgamare il tutto.

Propendi più per una macchina analogica o digitale ? Quali pensi siano i vantaggi e gli svantaggi?

Premetto di non essere affatto un fotografo, sono più un semplice ragazzo che adora scattare qualche foto. Non ho quindi provato molte macchine, ma quel che penso dell’analogico è che sia più caldo e naturale, che la foto sia bella così com’è. Il digitale è certamente più comodo, ma credo che per un risultato migliore ci sia bisogno di un po’ di post-produzione. Comunque, appunto per comodità, e perché non possiedo una analogica  (anche se mi piacerebbe averne una), scatto con una digitale.


Prima fiamma

Pensi che Livorno sia una città culturalmente attiva? E con una certa attenzione per l’ambito fotografico?

Credo che Livorno sia piena di artisti, di ogni genere, ma molto spesso questi artisti non vengono valorizzati. La fotografia in particolare è abbastanza tenuta di conto, diciamo, un esempio è un evento come questo, ma si potrebbe fare di più, e finisce che in questo ambito si punti sempre a eventi privati, come feste e cose così. Fino a qualche anno fa avrei detto che fosse la pittura quella più valorizzata, ma adesso non saprei, per la musica stessa cosa, da musicista, posso assicurare che anche solo trovare un locale dove suonare non è affatto facile.

Cosa ne pensi dell’uso che si fa quotidianamente dei social per pubblicizzare o pubblicare le fotografie? Che ne pensi di Instagram?

Sono mezzi fantastici, il problema dei social, però, è una sovrabbondanza di contenuto, ci sono così tante foto e tanti “selfie”, che dopo un po’ stuccano, mi spiego meglio, Instagram ne è l’esempio perfetto. Lo apro per vedere che cosa pubblicano le persone che seguo più o meno una volta al giorno, ma scorrendo la home e dando un’occhiata alle foto spesso neanche faccio caso a chi le ha scattate (Anche se, in effetti, la maggior parte sono selfie, e riconosco i visi). Questo secondo me è il problema dei social, c’è così tanto contenuto che usarli, per esempio, per pubblicizzare una fotografia diventa quasi inutile, perché fra il mare infinito di scatti è difficile che qualcuno di essi venga fuori.

Per te scattare le foto è più una questione “tecnica” o di impulso?

Impulso. Non sono un fotografo, la mia conoscenza tecnica è alquanto limitata, conosco le basi, ma spesso non sono in grado di realizzare una foto esattamente come la vorrei. Di conseguenza, quando mi viene in mente un’immagine particolare da realizzare, o vedo qualcosa che, diciamo, mi ispira, scatto. Non è uno scatto immediato, i risultati che ho nel “punta e scatta” sono alquanto imbarazzanti. Devo prepararla, pensarla, poi andare sul posto e infine scattare.
Per questo motivo non mi sento assolutamente in grado di diventare un fotografo professionista, chiunque si affidasse a me per le fotografie di una serata, come un concerto o un matrimonio, rimarrebbe alquanto deluso. L’unica volta in cui sono riuscito a realizzare subito una foto che mi soddisfacesse (Infatti, quella, l’ho fatta col cellulare, visto che non avevo la macchina con me) è stato circa un anno fa. Ero in bicicletta sul lungo mare, vicino la spiaggia dell’Accademia, l’ho posata un attimo vicino al muretto, e mentre stavo per riprenderla mi è venuta l’idea e ho scattato.
Primavera

Livorno offre sia paesaggi suggestivi che scenari tipici di una città come tante altre, alcuni anche con sfumature ricche di decadenza. Sei più affascinato dai primi o dai secondi?

Io adoro le atmosfere Parigine, quel senso di decadenza che si vede nella Parigi anni ’20, e che un po’ quella città ha conservato, quindi di natura, adoro tutto ciò che ricorda anche solo lontanamente quell’atmosfera. A questo proposito, giusto ieri, per caso, ho notato l’entrata dell’Orlando, la scuola, non ci avevo mai fatto caso, ma è davvero bella, su quello stile, sicuramente le scatterò una foto. Vero anche che Livorno ha dei paesaggi così belli, specialmente sul lungo mare, che non fotografarli risulta impossibile, e in effetti, le foto che faccio, principalmente, sono ambientate in quei paesaggi.

Qualora tu dovessi arrivare tra i dieci selezionate per la votazione finale del Contest, cosa rappresenterebbe per te il laboratorio fotografico indetto dal comune?

Una grande occasione per avvicinarmi ulteriormente a quest’arte, che tanto mi affascina ma che non ho avuto modo, per adesso, di approfondire quanto vorrei.

Cosa ti ha spinto a prendere parte al nostro Contest Fotografico?

E’ più una spinta che ho cercato di dare a me stesso in effetti, ho colto l’occasione di questo contest per, come ho detto prima, di cercare di avvicinarmi di più alla fotografia, cosa che desidero da un bel po’ ma che ancora non ho potuto fare.

 

Matteo Taccola e Claudio Fedele

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Claudio Fedele
Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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