23 Settembre 2020

In Italia, leggendo un giornale o guardando la televisione si sente, molto spesso, di come i giovani siano sempre più propensi ad emigrare dal nostro paese che, sempre di più ormai, non offre prospettive concrete per il loro futuro. I giovani neolaureati infatti, appena terminati gli studi, si trovano di fronte ad un mercato del lavoro estremamente precario, in cui il lavoratore sta progressivamente perdendo ogni forma di garanzia e assistenza da parte dello stato. Quelli non laureati, inoltre, stanno anche peggio. Per questo motivo stiamo assistendo, negli ultimi anni, al fenomeno della “fuga di cervelli” e, in generale, all’emigrazione massiccia dei nostri giovani verso un futuro migliore, con clamorose perdite per la cultura del nostro paese (eclatante un caso di due anni fa di una ragazza di Livorno).

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A causa di questa emigrazione di massa, giustificata per altro dai recenti dati sulla disoccupazione giovanile, oggi si sente spesso questo luogo comune: “L’Italia è un paese per vecchi”. Ma sarà davvero così? Il dubbio è lecito, perchè sono anni ormai che in Italia si sta assistendo ad un fenomeno di emigrazione senile. Per avere un’idea basti sapere che, secondo l’Istat, ad oggi, sono ben 473 mila gli over 60 italiani che vivono all’estero e, sempre secondo l’istituto statistico, questo fenomeno starebbe crescendo sempre di più. I motivi sono tanti, ma quelli principali ovviamente sono economici; le mete più gettonate sono luoghi esotici con un costo della vita relativamente basso per poter mantenere la salute e il benessere economico guadagnati in Italia e che, con la sola pensione, non si potrebbero mantenere.


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Per fare un esempio delle condizioni di vita che si possono trovare e che da noi sono impensabili, possiamo parlare di alcuni prezzi. Ad esempio, in Thailandia un monolocale nel quartiere più “in” costa mediamente 115€ al mese tra affitto e bollette; se un giorno volessi invece pranzare fuori e andare poi a comprarmi una camicia e un paio di jeans spenderei, in totale, meno di 10 euro! Quindi è comprensibile che un pensionato, magari appena rimasto vedovo, possa essere molto tentato di abbandonare tutto e ricominciare da zero, tanto più che in Italia il costo della vita ormai è diventato tale che non è più così raro trovare una fila gremita di pensionati alla Caritas. A questo punto sorge spontanea una domanda: se l’Italia non è un paese per giovani e, come si evince da quanto appena visto, non è nemmeno un paese per vecchi, allora per chi è il nostro paese?

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Davide Motta
Davide Motta

Ho 19 anni, sono di Livorno e studio economia a Roma. Sono appassionato di politica, e filosofia. La mia "dichiarazione di poetica" si può riassumere in una frase di Feuerbach: "Non è Dio ad aver creato l'uomo, ma l'uomo ad aver creato Dio".

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