27 Ottobre 2020

Recensione di Jurassic Park III

Jurassic_Park_III_PosterQuando si parla di Jurassic Park i nostri ricordi corrono, veloci, subito a quel magico 1993, dove un certo signor Steven Spielberg riuscì a catturare l’attenzione di tutto il mondo e affascinare gran parte del pubblico. Il primo tassello del brand fu accolto con plausi sia da parte della critica che del pubblico, ma cosa ancor più importante, fu una svolta vera e propria all’interno del cinema di avventura e per ragazzi; dinnanzi alla nuova fatica con protagonista Chris Pratt (I Guardiani della Galassia), Jurassic World, sembrava giusto rispolverare gli antecedenti episodi che hanno reso il mondo dei dinosauri tanto bello quanto letale, un cocktail di preistorica bellezza unito ad un senso di paura primordiale scaturita dalla caccia, ove finalmente l’uomo non si immedesima nella figura di unico grande ed assoluto predatore, ma nel ruolo di preda.


Purtroppo per tutti i fan dei vari T-Rex e Velociraptor, gran parte della bellezza visibile in Il Mondo Perduto e nel suo predecessore, in Jurassic Park 3 non solo manca, ma viene quasi sempre malamente sfruttata in quelle rare occasioni in cui si presenta; è, infatti, una grande prova cercare di salvare qualcosa dall’ultima fatica del professor Alan Grant, JP3all’occasione invischiato nel recupero di un bambino su Isla Sorna, una volta essere stato adescato dai genitori del giovane dietro ad una lauta ricompensa.

La premessa è misera, le motivazioni sono poco nobili, ad eccezione del padre e della madre in cerca del pargolo, e la messa in scena è ancor peggio. Per come Johnson imposta la vicenda viene quasi da credere che si sia di fronte ad un film-tv ad alto budget, ma dal valore misero. Quasi tutti gli interventi dei personaggi, i più abbozzati e con un carisma tutt’altro che da vendere, sono telefonati, il più delle volte lo spettatore con un po’ di attenzione riesce senza troppa fatica a capire chi ci lascerà la pelle e chi invece riuscirà maldestramente a sopravvivere, mentre alcuni elementi della sceneggiatura lasciano molto a desiderare: a partire dal ragazzino che per miracolo sopravvive per 8 settimane su un’isola infestata dai dinosauri fino a quel finale un po’ retorico e spielberghiano così mal gestito da risultare artificioso e stucchevole. Sia chiaro, assolvere o salvare parte dei personaggi non è un male, anzi, in teoria questa scelta non sfigurerebbe con gli altri due capitoli della serie, ma  se il parco dei divertimenti di John Ammond 194647946_b3e03a1deaci ha insegnato una cosa è che al Jurassic Park il più delle volte si timbra solo una volta senza sapere se arriveremo mai all’uscita.

La pellicola, omaggia qua e là i lavori di Spielberg ed anche dal punto di vista musicale sono riprese le tracce di John Williams, mentre l’idea stessa di visitare a piedi l’isola, ricorda malamente, anche a causa delle scenografie, gli ambienti della serie cult Lost. A tutto questo è doveroso aggiungere un reparto di effetti speciali ormai datato, che offre dinosauri “ in carne ed ossa” che in più di un’occasione appaiono finti, (anche, forse, per una mal gestione della telecamera e della fotografia) alternati a momenti in cui vengono realizzati al computer, accentuando ancora di più la differenza tra le fasi in cui invece sono dei “robot” giganteschi.

Jurassic Park III è una delusione, un tremendo aborto di potenzialità, se non addirittura un film disastroso, povero di idee (aspetto che si riflette nella misera durata di 88 minuti scarsi), senza identità e che solo in alcuni momenti sa Jurassic Park III (2001)regalare uno spettacolo inedito o quanto meno efficace. I personaggi introdotti, oltre ad essere abbastanza stereotipati e poco incisivi, paiono aver sempre tutto sotto controllo, non peccano mai di tracotanza, non si lasciano andare a motivazioni estreme per la drammaticità delle situazioni, e come a volte capita nei peggiori casi, solo i protagonisti riescono a salvarsi, una regola che ormai oltre ad apparir sorpassata, si identifica inefficiente spezzando una climax, che di certo, qui è comunque quasi totalmente assente. Nel cercare di dar voce alla forza della natura ed al potere preistorico, Jurassic Park III mostra quasi una vena comica/grottesca, quando alla fine, davvero, i dinosauri sullo schermo iniziano a parlare con gli umani sotto forma onirica.

Jurassic World, il prossimo 11 Giugno, avrà delle grandi difficoltà nel riuscire nell’impresa di essere peggiore di questo terzo capitolo.

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Claudio Fedele
Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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