19 Maggio 2022

Recensione di Saving Mr. Banks

saving-mr-banks-la-locandina-italiana-definitiva-del-film-297668Nel bene o nel male Walt Disney è stato una delle persone più illustri e rivoluzionare nell’industria cinematografica. Con la sua casa produttrice e con i suoi interminabili lavori è riuscito ad entrare nell’immaginario collettivo di tutti noi ed ancora oggi sia i film, che le tante attrazioni turistiche sono all’ordine del giorno, nonché metà di grandi e piccini che ancora una volta vogliono entrare a far parte del magico mondo di Topolino e compagni. C’era da aspettarselo, prima o poi, un film sul Re Mida del cartone animato Americano, un prodotto che ripercosse in parte la vita o mostrasse chi si celasse dietro alla fantasia dei tanti film di animazione che tutt’oggi colorano (in parte) l’infanzia dei più piccoli.


Saving Mr Banks, diretto da John Lee Hancock,  concentra l’intera vicenda su il rapporto tra Walt e l’austera Pamela Travers, scrittrice nonché creatrice del libro per bambini Mary Poppins. Dopo più di 20 anni di tentativi andati a vuoto, il famoso cineasta americano decide di invitare quest’ultima in California, nei suoi Studios, per collaborare assieme al suo team alla creazione della sceneggiatura dell’omonimo film e di concedergli, infine, i diritti per girarlo. Il rapporto che nasce tra i due non è affatto trai i migliori, l’una decisa a non far della sua opera un film per bambini, ridicolizzandola di conseguenza, l’altro pronto a dare tutto se stesso e tutta la pazienza possibile pur di mantenere una promessa fatta alla figlia.

Con una fotografia ricca di colori saturi e buoni sentimenti, la commedia inscenata da Hancock non cerca di trasportare al cinema una biografia sincera e oggettiva ma grazie al coinvolgimento di attori di grosso calibro come Tom Hanks ed Emma Thompson, prova ad intrattenere e mostrare alcuni retroscena Disney 1riguardo la gestazione del film di Mary Poppins. Il risultato nel complesso è tuttavia poco soddisfacente, sebbene per certi aspetti alcuni punti a favore del prodotto riescano ad emergere, in particolar modo quelli legati agli interpreti, alle scenografie e alla colonna sonora curata da Thomas Newman. Partendo dunque dal fatto che quanto si vede per due ore non rappresenti la verità, quanto più un’accomodamento di essa, appaiono comunque troppo forzate alcune scelte narrative e la caratterizzazione dei personaggi è fin troppo piatta. Il film è un grande insieme di contrastasti e duelli verbali, a partire dalla stessa Pamela Travers che non sarà mai soddisfatta di come la sua creatura letteraria viene rivisitata dai collaboratori di Disney, fino ad arrivare a quest’ultimo che viene rappresentato sempre come una persona paziente e allegra, piena di spirito e fiducia nei confronti del genere umano, con intenti materiali ben lontani e tutt’altro ansioso di far soldi attraverso le sue produzioni. Il personaggio interpretato da Hanks (che indubbiamente se la cava bene anche se a volte rimane un po’ troppo legato a dei limiti impostigli dalla sceneggiatura) è un Deus Ex-Machina il cui compito è quello di dar divertimento e far star bene le persone. Ma la grande immagine che ne emerge da questo lungometraggio rimane comunque distorta, troppo sentimentale ed assolutamente priva di quella ambiguità che avrebbero fatto di saving-mr-banks-featurette-recreating-1961-disneylandDisney un uomo concreto o quanto meno possibile in un panorama come quello cinematografico/umano. La figura della scrittrice Travers, vera protagonista della pellicola e a cui una Thompson a volte un po’ sopra le righe presta il volto, è vista sempre come una sorta di antagonista, che combatte i propri demoni attraverso l’odio verso il prossimo eccedendo in comportamenti egocentrici ed irritanti piena di rimorsi e drammi collegati al passato. Tutto questo è, in fin dei conti, poco interessante a fronte di un lavoro che vuole illustrare in modo abbastanza stucchevole e fin troppo leggero, nonché in alcuni punti ruffiano,  un ritratto accurato (ma a volte poco credibile) di un ambiente cinematografico abbastanza irreale dove ognuno è felice, il cibo viene servito senza ritegno e che anche quando le cose vanno male c’è sempre Walt pronto ad intervenire, bravo a sistemare le cose e rasserenare tutti.

Saving Mr. Banks è dunque una pellicola che può essere apprezzata se vista in un ottica limitata, se chi la guarda è consapevole che ciò che vede non è altro che un film finanziato e voluto dalla Disney stessa (forse per rilanciare o riproporre la figura del suo creatore, chissà?); 1un lavoro ben confezionato, certamente e che si avvale di talenti e ottime interpretazioni (citiamo anche Paul Giamatti che persino nel ruolo dell’autista di Limousine riesce ad essere impeccabile!) ma che se visto con una certa prospettiva critica e sincera porterà ai più solo delusione e amarezza. Dopo tutto era impossibile immaginare che il nome Disney potesse venir infangato da Hollywood e dunque è bene accontentarci di quel che ci viene mostrato o dedicarsi a ben altro. Il lavoro fatto da Hancock non si fa così portavoce onesto di una storia realmente accaduta, bensì coglie la palla al balzo per rilanciare un personaggio su cui è stato detto di tutto e di più. Fa tutto questo alternando momenti leggeri e noiosi a flashback che ritraggono la piccola Pamela Travers con suo padre, sequenze che forse hanno il grande pregio di dare una ventata di aria fresca e di incuriosire coloro i quali vogliono davvero sapere come è stata concepita una delle figure più amate dai bambini. Saving Mr. Banks, nel suo (non) eccessivo sentimentalismo e nei suoi (troppi) buoni propositi riesce comunque ad intrattenere, ma al tempo stesso ad irritare.

Claudio Fedele

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Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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2 thoughts on “Recensione di Saving Mr. Banks

  1. A volte, la fame di verità e di realismo, uccide il senso della meraviglia; A me, personalmente, degli aspetti controversi di Walt Disney, presunta adesione alla Massoneria, presunta adesione al maccartasmo, presunto anti-semitismo, presunte accuse di plagio e sruttamento, e mille altre presunzioni, non me ne importa niente. Non è quello che cerco in un film della Disney su Disney, e non lo avrei cercato comunque. Il film mostra, in modo poetico e surreale, come Walt Disney sia riuscito in un vero miracolo: convincere la Travers a permettere la nascita di quel capolavoro del cinema per l’Infanzia che è Mary Poppins. Questo è quello che mi prometteva, questo è quello che volevo, questo è quello che ho avuto. Fedele, riguardatelo con gli occhi della meraviglia, te lo godrai di più.

  2. A me non sembra di aver detto che il film è invendibile, ho solamente esplicato tutta una serie di motivi, da te in parte riassunti, che portano il film ad apprezzarlo ed al contempo a non apprezzarlo. Magari a te non importa sapere chi era davvero, ma ad altri si. E se c’è una cosa che rimprovero a questo film è che il Walt Disney interpretato (molto bene) da Hanks non solo è irreale ma anche irritante. La Disney fa un lungometraggio sul suo fondatore? Scusa, ma perché pensi lo faccia? Solo per glorificarlo ed allora ad alcuni come te sta bene, ad altri come me non va a genio come di fatto ho chiarito nella recensione sopra: “Saving Mr. Banks è dunque una pellicola che può essere apprezzata se vista in un ottica limitata, se chi la guarda è consapevole che ciò che vede non è altro che un film finanziato e voluto dalla Disney stessa”. Questo dovrebbe essere abbastanza chiaro e scontato. Io non volevo il miracolo né tanto meno un resoconto sincero dei fatti (qui aggiustati e romanzati), ma accidenti, se sapevo che nei Disney Studios si comportavano tutti da scemi e sorridevano come ebeti in dei cartoni animati allora evitavo di sorbirmi120 minuti di retorica sul come essere buoni e far divertire i bambini da uno che ha passato la sua vita a far soldi! Non metto in dubbio il talento e la fantasia di Disney, dico solo che il personaggio riportato nel film, giusto o sbagliato che sia, è assurdo e deludente, una rappresentazione fatta a comodo dalla società fondata da lui stesso tanto per far dire al popolo “ehi, guardate tutti! Quello era un brav’uomo!”. Direi che queste rappresentazioni piatte e realistiche possono trovare il tempo che trovano. Ad ogni modo, io (lo ripeto) non ho detto che il film è brutto, ma che è impossibile dargli un valore concreto. Se per te è bello, ti ha meravigliato e soddisfatto son contento per te. A me, a parte due o tre aspetti, mi ha abbastanza deluso e durante la visione non ho mai aspettato che la Travers facesse una critica a Disney o mettesse in ballo Massoneria ed argomenti vari né metto sotto cattiva luce la fantasia di quest’uomo. Ma non cadiamo nella banalità di far di lui un Santo, si rischia di essere ridicoli.

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