14 Agosto 2020

Recensione di The Host

The-host-poster-3Dopo il planetario successo ottenuto al cinema dai quattro film di Twilight, iniziati nel 2008 e conclusi nel 2012 con Twilight Saga: Breaking Dawn Parte 2, anche L’Ospite, primo libro di Stephenie Meyer  a non avere come protagonisti i vampiri e che ne segna quindi l’esordio in campo “letterario”, sentiva l’estrema necessità di essere portato sul grande schermo. Così, dopo aver sbancato i botteghini di tutto il mondo viene annunciato The Host, la cui regia viene affidata ad Andrew Niccol, già dietro la macchina da presa con In Time e Gattaca (il suo capolavoro) nonché amante del genere fantascientifico. La Meyer ne ha curato, assieme a Niccol, la sceneggiatura e la produzione vede coinvolti giovani talenti come Saoirse Ronan e Max Irons assieme ad attori ormai affermati come il premio Oscar William Hurt. Uninfonews.it, di conseguenza, si prende la briga di fare una recensione su questa pellicola e se siete curiosi di sapere cosa ne pensiamo non vi rimane (siete avvertiti, fan e non!) che continuare la lettura!


La terra è stata invasa da una razza di un altro mondo che sta prendendo possesso del corpo di tutti gli umani, a parte i pochi ribelli che hanno trovato rifugio nel deserto. Ora il pianeta è in pace, ma con l’inquinamento, le guerre e le malattie vi via scompaiono anche le coscienze di tutti gli abitanti. La giovane Melanie, che ancora non è stata posseduta, sta per unirsi ai ribelli quando anche la sua mente viene presa da un’identità aliena, una cercatrice chiamata Wanderer. Ma la coscienza di Melanie, resa forte dall’amore per il fidanzato Jared e per il fratello minore Jan, oppone resistenza, e riesce quindi ad unirsi ai rivoltosi pur continuando ad ospitare e a resistere alla presenza aliena.

The host 1Andrew Niccol con The Host sceglie la strada più facile, quella già spianata dal racconto della Meyer e realizza un film nel quale, fin da subito, è possibile intuire la vera vena pulsante, il ritmo e tutti gli errori a cui si andrà incontro qualora si decida di continuarne la visione. Si poteva approfondire un qualunque aspetto di tutta la vicenda, ma il regista di Gattaca preferisce di gran lunga volare basso e confezionare un lungometraggio per teenager (in special modo per ragazze) senza scomporsi più di tanto. I temi, come ad esempio la libertà, la conquista da parte degli alieni e la lotta contro gli umani sono, qui, analizzati al minimo, quanto basta per contestualizzare la vicenda che di fantascientifico ha (comunque) poco o niente. Certo, ci sono questi enti provenienti da un altro pianeta, dai modi singolari e gentili con occhi luminosi, ma la storia non prende mai il via, non decolla nemmeno con il progredire dei minuti anzi, più si va avanti più la noia e il non senso regnano sovrani. Non c’è un finale ad effetto, non ci sono grandi momenti ricchi di pathos ed il film è fin troppo generoso nella durata: 120 minuti circa. Tutto questo contribuisce ad aumentare la delusione verso The Host, film che speravamo potesse avere qualcosa in più di Twilight, ma che invece si ritrova con un Niccol meno ispirato non solo in campo tecnico, la regia non è sempre al top, ma soprattuto in campo creativo: la sceneggiatura è forse il vero tallone d’Achille della storia. La Meyer, che ha prodotto il lungometraggio, ci ha messo lo zampino e si vede senza alcun dubbio; c’è un triangolo amoroso che diventa una sorta di “quadrato”, il tutto fatto in nome dei limiti necessari per far si che la visione sia destinata ad ogni tipo di pubblico senza mai eccedere nell’eros.DP2C0968.CR2 Il personaggio di Melanie poteva arricchire di gran lunga la storia, ma anche in tal caso questa premessa viene mantenuta solo nella prima mezz’ora e la sua doppia identità che poteva essere, senza alcun dubbio, una base interessante su cui far crescere una trama che offrisse qualcosa di concreto viene messa in secondo piano; I duelli verbali/mentali tra l’aliena Wanda e l’umana Melanie si riducono sempre a battibecchi a volte fin troppo ridicoli e banali fino a diventare insopportabili data la loro frequenza in alcune sequenze. Le Scene d’azione sono poche e non girate particolarmente bene.

C’è qualcosa di buono in The Host? Poco o nulla, ma tuttavia c’è! Partiamo dalla fotografia che rimane di buon livello, anche se a volte fastidiosa perché sempre così nitida e chiara che può dar noia, in certi momenti, persino alla messa in scena e alle scenografie rivelando l’uso del green screen. Buone le musiche, che comprendono anche il brano Radioactive degli Imagine Dragons. Gli attori non si sbilanciano troppo nelle performances ed in alcuni casi i personaggi che interpretano sono davvero superficiali, come accade, ad esempio per Frances Fisher; Sempre brava, nonché vera colonna portante di tutta la pellicola, è l’ormai cresciuta Saoirse Ronan, anche se vogliamo sottolineare come in questo caso un talento come il suo sia fin troppo sacrificato e mal utilizzato in una storia come questa. La sua prova, grazie anche ad un cast non particolarmente eccezionale, rimane la migliore di tutta la produzione e rappresenta il miglior aspetto di tutto il lavoro che è stato svolto.

Saoirse Ronan ( Melanie / Wanda) en 'THE HOST (La huésped)', basada en la obra de Stephenie MeyerThe Host più che un film è un occasione mancata, dove la Meyer ha saputo mettere fino alla fine il suo timbro e scansare di gran lunga il talento di Niccol che ripete quel che di sbagliato aveva già fatto in In Time. E’ un peccato aver rovinato un qualcosa che poteva riservare grandi sorprese e superare la saga di Twilight a livello contenutistico, ma il destino vuole ancora che questo prodotto resti indirizzato esclusivamente ai fan della scrittrice o del romanzo. La fantascienza qui è ridotta all’osso e scordatevi di assistere ad una pellicola adrenalinica o con un colpo di scena finale ad effetto. Escluse quelle piccole sfumature, sopra elencate, meglio riuscite (fotografia, Ronan, colonna sonora) il film non riesce mai a convincere appieno, annoiando e deludendo chi in Niccol ci aveva fino a questo momento creduto davvero. Non è dunque possibile promuovere la pellicola o darle una minima sufficienza; quindi non rimane che buttar giù la medicina, dimentichare L’Ospite e vedere un film con gli alieni come si deve, questo The Host, in tutta franchezza, ce lo deve!

Claudio Fedele

 

 

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Saoirse Ronan, The Host
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Claudio Fedele
Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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